Tennistavolo, guardate questo punto pazzesco, incredibile, magico…

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Tennistavolo.
Gran Prix di Dusseldorf, Germania.
L’austriaco Stefan Fegerl contro lo svedese Kristian Karlsson.
Un punto pazzesco, incredibile, magico. Dopo uno scambio ai confini della realtà se lo aggiudica Fegerl che applaude il suo avversario.

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Prende a calci la pubblicità, perde i 45.000$ del premio!

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ZHANG JIKE è un idolo dello sport in Cina. Ha vinto due campionati del mondo, il Grand Slam e l’oro olimpico a Londra 2012.

Suo padre voleva diventasse un calciatore. Lo ha chiamato così in onore di Zico, stella brasiliana. Ma sul campo il ragazzino non prendeva mai la palla. Era chiaro che avrebbe dovuto provare un altro sport.

Eppure Zhang Zhuaming, il babbo, le aveva tentate tutte.

Duri allenamenti, tanto per cominciare. Lui in moto e il figliolo dietro a correre a piedi fin quando non arrivava a casa stremato. Doppi sedute di preparazione giornaliere, esercizi con il pallone. Niente.

A 12 anni il ragazzo non ce la faceva più. E finalmente convinceva il padre che a lui piaceva un altro sport. Da quel momento, e per lungo tempo, sembrava che i due si odiassero.

Zhang Jike è un campione di tennistavolo. E ha appena vinto la finale di Coppa del Mondo a Dortmund, in Germania. Ha battuto il formidabile Ma Long al termine di sette entusiasmanti set.

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Poi però ha esagerato.

Un salto di gioia, un urlo e via calci ai tabelloni pubblicitari fino a sfondarli.

Nello stesso momento in cui il secondo tabellone si squarciava il 26enne di Quigado ha capito che non se la sarebbe cavata con poco.

Il comunicato dell’ International Table Tennis Federation è arrivato più veloce di Bolt spazzando via in un sol colpo il montepremi appena vinto.

L’ITTF ha inflitto al cinese una multa di 45.000 dollari (35.000 euro), esattamente l’equivalente del premio. A Zhang Jike è rimasta solo la gloria.

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Non sono riuscito a gestire la mia esultanza con calma e razionalità. Per molto tempo sono stato sottoposto a una forte pressione, ma non avrei dovuto sfogarla nell’arena. Non ho considerato l’impatto sulla squadra e sull’evento. Mi scuso con tutti.” (https://www.youtube.com/watch?v=8RN82Tz8EkM)

Il giovanotto ha un temperamento caldo.

Quando aveva 16 anni era stato rispedito tra i cadetti dall’allenatore. Vinceva molto, ma eccedeva in isterismi. Per due anni era stato relegato in provincia. Lui si difendeva girando perennemente con un cappellino da baseball calato sugli occhi per non farsi riconoscere. Si vergognava di essere lì.

Rapporti difficili col padre, di grande amore con la mamma.

La signora sa come prenderlo. Mentre il marito lo costringeva a allenamenti che spezzavano la schiena, lei gli faceva trovare i suoi piatti preferiti: fettucine all’uovo con sugo di pomodoro e melone amaro con uovo fritto.

In Cina è un vero idolo. La stampa lo segue ovunque. Da qui nasce la pressione di cui parlavamo prima.

Per farsi parzialmente perdonare del calcio ai tabelloni pubblicitari, Zhang Jike si è tolto la maglietta e l’ha lanciata sugli spalti dell’Arena di Dortmund.

Un bel gesto questo. Per tutti, ma non per il papà che gli ha ripetuto per l’ennesima volta: “Quelle magliette portale a casa!