Riakporhe. Accoltellato, a 15 anni rischia la vita. Ora insegue il mondiale

Lo strano caso del signor Richard Riakporhe, il 32enne che sabato affronterà Fabio Turchi a Londra. È entrato per la prima volta in palestra quando aveva diciotto anni. Ne aveva diciannove la prima volta che ha fatto sparring. Il tutto un po’ tardi rispetto alla media degli aspiranti fighter. È rimasto dilettante fino al 2016, ma in quegli otto anni è salito sul ring solo diciassette volte. Poi è diventato professionista e nelle successive sei stagioni ha disputato 14 match, vincendo sempre. In dieci occasioni per ko.
È un gigante di 196 centimetri di altezza, boxa attorno ai 91 chili.
Un passato difficile a East London, nelle strade violente di Aylesbury, posto con un tasso elevato di criminalità. La passione per il calcio da giovanissimo l’ha portato a sognare di giocare per il Crystal Palace. Obiettivo neppure sfiorato, anche perché distratto dalla vita di strada, dalla cultura della strada, dalla voglia di diventare popolare nelle gang locali.
Cattive frequentazioni e sfortuna l’hanno portato a un passo dalla morte. A 15 anni è stato assalito da un esaltato che gli ha inferto tre profonde coltellate. E questo solo perché il folle aveva deciso di rubargli il cellulare.
Ricoverato d’urgenza in ospedale, operato, è rimasto per giorni in pericolo di vita. Gli hanno segato lo sterno, drenato il sangue dell’emorragia provocata dalle coltellate. Alla fine si è salvato.
Il ritorno a casa, i consigli della famiglia, la voglia di cambiare strada lo hanno aiutato. Compiuti i 18 anni, ha fatto due scelte che gli hanno cambiato la vita. È entrato per la prima volta in una palestra di boxe, si è iscritto alla Kingston University. Alla fine è diventato pugile. E si è preso un diploma in marketing, comunicazione e pubblicità. I brutti momenti sono diventati solo ricordi del passato.
Nel mondo della boxe ha trovato un alleato come Dillian Whyte, che oggi è il suo manager.
“Dillian mi ha insegnato tutto di questo sport, delle sue esigenze e di ciò che ai tifosi piace vedere. Mi ha insegnato le procedure e il lavoro di base per programmare i combattimenti, gli obblighi verso i media e la preparazione per affrontare un incontro da campione”.
RR ora fa il pugile a tempo pieno. Si è allenato assieme ad Anthony Joshua e sabato avrà tra i suoi uomini d’angolo anche Robert Garcia, il nuovo coach di AJ.
In palio ci sarà la possibilità di una sfida contro Mairis Briedis, campione IBF dei massimi leggeri che il 2 luglio sosterrà la sua seconda difesa del titolo contro Joi Opetaia in Australia.
Richard Riakporhe riconosce a Turchi una buona carriera dilettantistica, gli apprezzamenti calano quando parla del pugile italiano come professionista. Ma RR non è uno sbruffone. Dice di essere sicuro di sé, ma ammette che la sfida sarà dura.
Non ha certo paura di affrontarla. Come pensate possa averne lui, che è stato accoltellato tre volte in strada e ha riavuto indietro la sua vita quando chi gli era attorno pensava che ormai l’avesse persa per sempre?
Il gigante britannico oggi è un uomo che parla nelle scuole, racconta agli studenti la sua storia e spiega come lo studio, una famiglia forte e i buoni amici siano la strada migliore per uscire dall’inferno. Tra lui e il futuro che sogna, ci sarà un italiano che vuole le stesse cose.
Tra poco si comincia.

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