Ivanisevic vs Rafter, 18 anni dopo la finale di Wimbledon, il 17 luglio a Umago

A distanza di diciotto anni, Goran Ivanisevic e Patrick Rafter torneranno a sfidarsi su un campo da tennis.
L’ultima volta è accaduto il 9 luglio 2001, in una fantastica finale di Wimbledon vinta dal croato in cinque set appassionati come un ottimo thriller (6-3 3-6 6-3 2-6 9-7).
Il 17 luglio si affronteranno allo stadio di Umago, sul Centrale dedicato a Goran dopo la vittoria sull’erba londinese. L’esibizione avrà inizio attorno alle 22:00.
Dice Ivanisevic sul sito ufficiale del torneo ATP 250 Plava Laguna Croatia Cup: “È un sogno che diventa realtà. Non vedo l’ora di giocare ancora questa partita, farlo in Croazia sarà davvero speciale per me. Un grande ringraziamento a Patrick che arriverà dall’Australia proprio per questa occasione. Grazie a Umago e a tutte le persone che hanno reso possibile l’evento, sono sicuro che ci divertiremo”.
Felice anche Rafter: “Goran è un grande amico, non vedo l’ora di essere in Croazia. Abbiamo cercato di coordinare i nostri programmi per almeno un paio d’anni, così potrò finalmente vedere quanto sia bello quel Paese e finalmente riuscirò a capire perché i giocatori parlino così bene del Torneo di Umago”.
Wimbledon 2001 è stato l’ultimo torneo che Goran Ivanisevic è riuscito a vincere in carriera.
Ha giocato nel circuito ATP sino al 2004.
Nel 2005 è stato membro della squadra croata nella finale di Coppa Davis contro la Slovacchia a Bratislava. La Croazia ha vinto 3-2. Lui non ha giocato, ma ha ricevuto la medaglia e il suo nome è scritto sul trofeo assieme a quelli di Mario Ancic, Ivo Karlovic, Ivan Ljubicic e del capitano Nikola Pilic.
Da settembre 2013 a luglio 2016 è stato l’allenatore di Marin Čilić, che nel 2014 ha vinto gli US Open. Poi è diventato il coach di Tomáš Berdych. Dal 2018 a marzo 2019 è stato con Milos Raonic.
Subito dopo Wimbledon 2001 ha ricevuto l’offerta per un contratto a breve termine con l’Hajduk Spalato, squadra calcistica per cui ha sempre fatto il tifo.
“Avevo due sogni nella vita: vincere Wimbledon e giocare una sola volta con l’Hajduk, mi bastavano tre minuti”.
Ha partecipato a un match di esibizione nell’ottobre 2002, nelle file della Croazia del ’98 contro una squadra di star mondiali, per celebrare l’ultima partita di Zvonimir Boban. Goran ha segnato il gol dell’1-1, la partita si è chiusa sul 2-1 in favore delle stelle internazionali.
Patrick Rafter nel 2001 è stato finalista a Cincinnati e Montreal, ha vinto a Indianapolis. A dicembre 2002, dopo un’intera stagione senza giocare a causa di infortuni vari, ha annunciato il ritiro.
È stato capitano di Coppa Davis per l’Australia dal 2010 al 2015.
Goran Ivanisevic ha 47 anni, Patrick Rafter è un anno più giovane.

Il torneo di Wimbledon 2001 è il tema centrale del mio ultimo libro: “L’estate di Goran” (210 pagine, Edizioni Slam/Absolutely Free, 18 euro), reperibile nelle migliori librerie e sui principali siti di vendita online.

 

 

Il 15 novembre l’AIBA eleggerà presidente e nuovo Comitato Esecutivo

1550683308_021730721945_600x0_80_0_0_225a17b33780e567727a10a80688c0af

Con una comunicato ufficiale alla stampa specializzata, il segretario generale della federazione russa Umar Kremlev (foto) ha annunciato che: “Il 15 novembre a Losanna si terrà un congresso straordinario dell’AIBA. In quell’occasione sarà eletto il nuovo presidente e rinnovato l’intero Comitato Esecutivo”.
La decisione è stata presa all’unanimità nel corso della sessione AIBA tenuta oggi a Ginevra.
Nella stessa sessione è stata votata la cancellazione dell’articolo 16.3 del regolamento che consentiva a Gafur Rakhimov la possibilità di tornare alla presidenza dell’associazione. Non sarà più possibile. La votazione: 13 favorevoli, 1 contrario, 8 astenuti.

Tokyo 2020, qualificazioni Europa in marzo a Londra

26.0.108688276-kv2G-U260231782985d8E-620x349@Gazzetta-Web_articolo

Il Cio ha definito il calendario e le sedi per le qualificazioni dei Giochi di Tokyo 2020.

Asia/Oceania: gennaio 2020 in Cina.
Africa: febbraio 2020 a Dakar.
Europa: fine febbraio/marzo 2020 a Londra.
America: marzo 2020 a Buenos Aires.
Torneo mondiale per le nazioni che non hanno pugili già qualificati nelle rispettive categorie di peso: maggio 2020 in Giappone.
Sembra che gli arbitri e i giudici del torneo olimpico siano quelli che hanno operato nell’AIBA, ma saranno nominati e gestiti dalla task force del CIO.
La task force potrà contare su risorse economiche che saranno ricavate dai contributi che il CIO versava all’AIBA.

In apertura dei lavori di Losanna, il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficialmente approvato il provvedimento preso lo scorso maggio nei confronti dell’AIBA.

I Mondiali targati AIBA non validi come qualificazione per Tokyo 2020


L’azzeramento del potere dell’AIBA, per la prima volta dopo 73 anni fuori dall’olimpismo, è stato confermato dalla definizione dei tornei di qualificazione per Tokyo 2020.
Nè i Mondiali maschili (Yekaterinburg 7/21 settembre), nè quelli femminili (Ulan Ude, 3/13 ottobre) daranno un solo posto per i Giochi.
Il torneo mondiale, targato CIO, a maggio 2020 riempirà le ultime caselle libere dopo gli eventi continentali (1 gennaio/30 aprile 2020 Asia/Oceania, Africa, America, Europa).
Saranno 100 le donne che saliranno sul ring in cinque categorie di peso. Anche loro, come gli uomini, si qualificheranno attraverso due tornei.


L’Europa avrà a disposizione nella competizione continentale:
Mosca (48/51 kg) 6 qualificate
Piuma (54/57 kg) 6 qualificate
Leggeri (57/60 kg) 6 qualificate
Welter (64/69 kg) 5 qualificate
Medi (69/75 kg) 4 qualificate
Nel torneo mondiale (maggio 2020) a cui parteciperanno tutte le nazioni che non avranno ancora qualificato atlete nelle categorie in cui andranno a gareggiare, l’Europa avrà a disposizione:
Mosca: 5/6 qualificate
Piuma: 3/4 qualificate
Leggeri 3/4 qualificate
Welter 3/4 qualificate
Medi 3 qualificate.


Il numero dei posti a disposizione in questo secondo evento, dipenderà da come il Comitato Olimpico Nazionale giapponese deciderà di giocare le sue wild card.

Giovedì in libreria “L’estate di Goran”, il trionfo di Ivanišević a Wimbledon 2001

È l’estate del 2001.
Un tennista croato, dopo avere perso tre finali, vince a sorpresa Wimbledon. Nessuna wild card c’era riuscita prima, nessuna ci riuscirà dopo.
È il torneo in cui il mondo scopre Roger Federer che, non ancora ventenne, elimina Pete Sampras: l’uomo che aveva alzato sette volte il trofeo nelle ultime otto edizioni.
Ma è soprattutto il momento di Goran Ivanišević. Ha sempre giocato per gli altri: per la sorella malata, per la patria, per il papà sofferente.
È arrivato il momento di giocare per se stesso.
Per centrare l’impresa, riesce a mettere d’accordo le tre personalità che si agitano in lui: i tre Goran da sempre in lotta tra loro. Ce la fa, elimina Jonsson, Moya, Roddick, Rusedski, Safin, Henman. Supera in finale Patrick Rafter in cinque set avvincenti come un thriller.
Il libro racconta i protagonisti di quel fantastico Wimbledon: Federer, Agassi e Sampras inclusi. E poi le superstizioni, i pensieri, le paure, i retroscena.
In questa storia si muovono anche due giovani tifosi croati che hanno chiesto per regalo di nozze i biglietti del torneo; un portiere d’albergo napoletano dall’animo poetico; un barista rumeno che parla in perfetto romanesco; due gemelli indiani che gestiscono un’edicola sempre aperta.
Nelle oltre duecento pagine c’è un po’ di boxe, non riesco a farne a meno. Alcuni personaggi (Ali, Benvenuti, De Piccoli, Musso) appena citati per ricordare un’impresa. Altri (Foreman e Lyle) raccontanti in uno dei match più feroci di sempre. Altri infine (Sylvester Stallone e Rino Tommasi) inseriti per caratterizzare un particolare momento della storia.
Giugno/luglio 2001.
È una calda estate di felicità.
Due mesi più tardi, sarà solo tragedia.

L’autore: Dario Torromeo.
Titolo: L’estate di Goran.
Pagine: 210.
Prezzo: 18 euro.
Edizioni: SLAM/Absolutely Free.
Dove comprarlo: da giovedì 27 giugno nella migliori librerie.
Siti online: già prenotabile.

 

Tokyo 2020: qualificazioni, quote, inviti e tornei per i pugili europei

Giochi più difficili che in passato.
La riduzione da 10 a otto categorie, ha reso più complessa la qualificazione dei pugili per l’Olimpiade di Tokyo 2020. Gli uomini sono passati dai 250 partecipanti di Rio 2016 ai 186 che saliranno sul ring in Giappone.
Due soli i tornei di qualificazione, il primo (tra gennaio e a aprile 2020) in Europa per gli europei. Il secondo (a maggio 2020) per tutti gli atleti del mondo che non sono riusciti a ottenere il visto.


Nel torneo europeo si qualificheranno:
Mosca (da 48 a 52 kg) 8 pugili (quarti di finale)
Piuma (fino a 57 kg) 8 pugili (quarti di finale)
Leggeri (fino a 63 kg) 8 pugili (quarti di finale)
Welter (fino a 69 kg) 6 pugili (semifinali + migliori 2)
Medi (fino a 75 kg) 6 pugili (semifinali + migliori 2)
Mediomassimi (fino a 81 kg) 6 pugili (semifinali + migliori 2)
Massimi (fino a 91 kg) 4 pugili (semifinali)
Supermassimi (+ 91 kg) 4 pugili (semifinali).
Nel torneo mondiale i posti assegnati saranno:
Mosca: 4 o 5
Piuma: 4 o 5
Leggeri: 4 o 5
Welter: 4 o 5
Medi: 4 o 5
Mediomassimi: 3 o 4
Massimi: 3
Supermassimi: 3.


L’incertezza sul numero dei qualificati sarà legata alle scelte della nazione ospitante che avrà a disposizione un massimo di sei inviti speciali per i giapponesi che non si sono qualificati e potrà inserirli nelle categorie che non hanno elementi locali in gara.
In aggiunta ci saranno 5 pugili scelti dalla commissione Tripartite, qualcosa di simile alle wild card del tennis.
La Commissione riceverà entro il 15 gennaio 2020 le proposte dei Comitati Olimpici Nazionali e successivamente indicherà i nomi dei cinque prescelti.
La Task Force del Cio, presieduta da Morimori Watanabe presenterà il definitivo regolamento del torneo di pugilato che si disputerà ai Giochi di Tokyo (24 luglio/9 agosto 2020) entro il 16 settembre prossimo.
Tra qualche giorno esaminerò la situazione anche nel settore femminile.

Tokyo 2020, il CIO annuncia le regole per i tornei di qualificazione

Il Comitato Olimpico Internazionale ha reso nota la procedura di qualificazione per i Giochi di Tokyo 2020. Il regolamento è stato presentato ieri dalla task force presieduta da Morinari Watanabe.


Il torneo di pugilato sarà composto da 13 categorie di peso: cinque per le donne (mosca 51 kg, piuma 57, leggeri 60, welter 69, medi 75 chili).

Otto per gli uomini (mosca 52 kg, piuma 57, leggeri 63, welter 69, medi 75, mediomassimi 81, massimi 91, supermassimi +91 chili). 

Non cambierà la quota atleti: 286 in totale, 186 uomini e 100 donne.
Tutti i partecipanti dovranno essere nati tra l’1 gennaio 1980 e il 31 dicembre 2001.
Le qualificazioni si terranno da gennaio a maggio 2020.
Nel periodo gennaio/aprile 2020 quattro città (due che hanno ospitato l’Olimpiade nel recente passato e due che la ospiteranno in futuro) saranno le sedi degli eventi continentali: Africa, America, raggruppamento Asia/Oceania, Europa.


A maggio si svolgerà l’ultimo torneo di qualificazione a carattere mondiale.
Posti di gara e regolamento finale saranno resi noti entro la fine di ottobre 2019.

Ruiz ha dato la scossa alla categoria, i massimi sono tornati a fare notizia

Appena tre mesi fa ero davvero pessimista sulla situazione dei pesi massimi, poi qualcosa mi ha fatto cambiare idea.
Il motore della rivoluzione è stato senza dubbio Andy Ruiz jr,  ha dato una scossa rivitalizzante alla categoria più prestigiosa. Ha rimescolato le carte e portato un’aria nuova nella boxe.
Ha vinto meritatamente, mettendo in mostra buone qualità. È un pugile di livello medio-alto, ma non è un fenomeno, e forse sta solo godendo il suo momento di popolarità per poi tornare tra i comprimari. Esattamente come è accaduto a Buster Douglas dopo avere messo ko Mike Tyson a Tokyo.

Nel frattempo intascherà una barca di soldi. Dopo i 5/7 milioni di dollari della prima sfida, ne porterà a casa 28/40 nella rivincita. Molto dipenderà dalla sede in cui lui e Anthony Joshua si affronteranno a fine anno.
Il nuovo re di Wba, Ibf, Wbo e Ibo, vorrebbe disputare il match allo Stadio Azteca di Città del Messico, il suo Paese.

AJ insiste per tornare sul luogo del delitto, al Madison Square Garden di New York: li ha conosciuto quattro atterramenti e il kot della prima sconfitta, lì vuole riprendersi il ruolo di protagonista.
Eddie Hearn è sempre più convinto che il Principality Stadium di Cardiff sia il posto più adatto.
Il boss di Matchroom e il pugile britannico non sono in disaccordo solo su questo.

Recentemente sul suo podcast all’interno del sito bbc.co.uk, l’organizzatore ha detto: “Anthony ha avuto un’enorme pressione sulle sue spalle per tanto tempo. È stato il primo supereroe del pugilato nel Regno Unito,  perdere è stato quasi un sollievo per lui. Non lo ammetterà mai, ma il fatto che oggi sia lo sfidante, e non il campione con quattro titoli da difendere, ha cancellato improvvisamente tutta la pressione”.
Joshua ha risposto attraverso Instagram: “Devi saper rimanere nella tua merda, buona o cattiva che sia, è questo che conta. In molti interpretano la tua storia a modo loro, perché vogliono fotterti… Finché riesci a rimanere fedele alla persona che sei e a essere consapevole del ruolo che hai, non avrai nulla di cui preoccuparti.”

Tyson Fury tornerà sul ring il 21 settembre o il 5 ottobre. Nelle prossime settimane conosceremo il nome dell’avversario, Kubrat Pulev è quello più gettonato. All’inizio del prossimo anno ci sarà l’atteso secondo episodio della sfida contro Deontay Wilder. E anche questo va messo tra gli eventi che mi hanno portato a un maggiore ottimismo.
Sapevo benissimo, e l’ho anche scritto nella presentazione dell’incontro, che Tom Schwarz non rappresentasse un pericolo. Ma il modo con cui il britannico lo ha dominato è stato da applausi. Veloce di braccia, mobile sulle gambe, capace di fare vedere un’azione difensiva di grande spessore tecnico con 5/6 schivate millimetriche con le spalle appoggiate alle corde e il solo movimento del tronco per evitare i colpi del tedesco. Sono cose che devi avere dentro, come la capacità di dare efficacia al jab sinistro, sia per numero di colpi portati che per peso degli stessi.

Dall’altra parte c’è un gigante con un destro devastante, una metropolitana che ti centra in pieno e ti porta a pensare che avresti fatto meglio a essere in un altro posto, magari seduto a bordo ring, piuttosto che sul quadrato davanti a The Bronze Bomber.
La sfida sarà sicuramente interessante.
Finiti i giochi tornerà di scena il vincente di Ruiz jr vs Joshua contro Tyson Fury o Wilder. E per almeno un altro anno avremo ancora un interessante scenario per i pesi massimi.
Tutto questo, sempre che, Wilder superi Luis Ortiz il 26 novembre.

Fuori dal cerchio magico si muovono per il momento altri personaggi.
Primo fra tutti Oleksander Usyk. Avrebbe dovuto fare il suo esordio nella categoria il 25 maggio scorso, nel Maryland, contro Carlos Takam. Un infortunio al bicipite ha fatto saltare la riunione. Il debutto è stato rinviato a settembre. Probabilmente sempre con Takam, anche se al momento non ci sono certezze.
L’ultimo signore della scena è Dillian Whyte che il 20 luglio affronterà Oscar Rivas alla 02 Arena di Greenwich.

Chiudo con qualche numero. I bookmaker hanno già aperto le scommesse sull’ipotesi di rivincita tra Andy Ruiz jr e Anthony Joshua.
Il britannico è dato ancora una volta favorito, pagherebbe 1.30. Il messicano è offerto a 3.50 (nella prima sfida pagava 10). Il pari è a 26.

Mikaela, la modella californiana ha messo il mondiale nel mirino

Facile vittoria ai punti in 10 riprese per Miakela Mayer (11-0, 4 ko, a sinistra nella foto) contro Lizbeth Crespo (23-5-0 3 ko) all’MGM Grand di Las Vegas.
L’ex modella californiana ora punta dritta verso il mondiale dei superpiuma. Fatica a stare nella categoria, normale per una ragazza alta 1.75, ma è disposta a sacrificarsi se si concretizzerà l’occasione.


In autunno dovrebbe salire sul ring contro la sudcoreana Hyun Mi Choi (16-0-1, 14 k0) che detiene la corona Wba, ente che ha Mikaela (a sinistra nella foto) al numero 2 della classifica.
Potrebbe anche cambiare obiettivo se Eva Whalstrom (22-1-1, 3 ko) dovesse farcela il 2 agosto a Las Vegas a tenere la cintura Wbc della categoria.
Nel prossimo futuro, se le cose andassero bene, la Mayer prevede di passare ai leggeri, se non addirittura ai superleggeri. Il peso, al momento, è il suo problema principale.

Gli errori dell’arbitro Byrd consegnano titolo e finale WBSS a Briedis

Secondo round del campionato Wbo dei massimi leggeri tra Mairis Briedis (26-1-0, 19 ko) e Krzysztof Glowacky (31-2-0, 19 ko), valido anche come semifinale della categoria per le World Boxing Super Series.
Minuto 2:20.
Concitata fase a corta distanza, pugili impegnati in un corpo a corpo in cui il lettone finisce con il voltare le spalle all’avversario che successivamente lo centra con un gancio sinistro tra collo e nuca. Briedis replica con una forte gomitata volontaria alla mascella. Glowacky finisce al tappeto.


Il regolamento della World Boxing Organization, nella sezione 26 Falli, fa riferimento alle Uniform Rules of the Association of Boxing Commissioners.
L’Associazione al capitolo A Intentionale Fouls, comma 5 scrive:  Se l’arbitro intuisce che un pugile si è comportato in modo antisportivo, può fermare l’incontro e squalificare il pugile”.

Briedis si è comportato decisamente in modo antisportivo e ha danneggiato l’avversario.
Ma Robert Byrd non lo squalifica, arriva addirittura a intimidire il polacco: “Andiamo, alzati!”, e solo dopo infligge al lettone un richiamo ufficiale che comporta un punto di penalizzazione sui cartellini dei giudici. 

Non è il suo unico errore.
Nello stesso round Briedis colpisce alla nuca Glowacky  sbilanciato e gli infligge un knock down.

Nel finale del round l’arbitro consente a entrambi di scambiarsi colpi per ben dieci secondi (un’eternità!) dopo il suono della campanella, con Briedis che al minuto 3:09 colpisce con un montante destro il rivale e lo manda al tappeto.
Si può ipotizzare che il triplo colpo irregolare subìto abbia penalizzato il polacco che 27 secondi dopo l’inizio del terzo round finisce kot.


Una conclusione su cui pesano fortemente gli errori dell’arbitro Robert Byrd, membro della International Hall of Fame e marito della mitica Adelaide (quella degli otto punti per Canelo nella prima sfida contro Golovkin). Sulla designazione del signor Robert si era aperta una lunga disputa alla vigilia del match. Il Wbc l’aveva chiusa rifiutandosi di mettere in palio la sua cintura, come era stato precedentemente annunciato. Il Wbo lo ha scelto, vedremo quali decisioni prenderà ora. Sempre che voglia prenderne una.