Joshua apre la campagna d’America, Ruiz jr ostacolo ingombrante

Guardo Andy Ruiz jr in foto, non ha certo gli occhi della tigre.
Lo vedo mentre gira un video e penso abbia troppa ciccia per essere un grande peso massimo.
Sono un ragazzo paffuto venuto dal nulla”.
È la frase con cui si presenta, non è così lontana dalla realtà.
Eppure sento che in lui c’è qualcosa che stona.
Quando lo vedo combattere, come per incanto quel pugile paffuto si trasforma. Le braccia si muovono a velocità degne di un protagonista, il pugno lascia il segno, il gancio sinistro è capace di mettere a terra molti rivali. Ventuno finora, in 33 match. Nove al primo round.
Ma proprio quando sto per concedergli un pronostico non disastroso, mi immagino il match contro Anthony Joshua e capisco che mi sono lasciato suggestionare dalle prestazioni contro rivali di medio livello.
Il campione è dieci centimetri più alto di lui, è più agile, ha una tecnica decisamente superiore. E in quanto a potenza, direi che è avanti anche lì. Il pacchetto intero è migliore, e di molto.
Se metto a confronto caratteristiche e record, ne esce fuori lo stesso pronostico stilato dai bookmaker che hanno quotato Joshua a 1.04 e Ruiz jr a 10.
Una previsione assai vicino alla exibition, come dicono in gergo gli allibratori americani per indicare un match in cui uno dei due è nettamente favorito.
Eppure Andy Ruiz ha perso per decisione a maggioranza (113-115, 114-114, 113-115), peraltro contestata, contro Joseph Parker. E il neozelandese è l’unico che sia riuscito a rimanere in piedi (perdendo comunque nettamente) davanti a Joshua che in 22 incontri, tutti vinti, ha messo ko 21 rivali.
Vero, ma non riesco a dare importanza assoluta alle prestazioni contro uno stesso rivale. E poi l’allungo (venti centimetri in più in favore del campione), l’esperienza, la capacità di gestione del match e tutto il resto dicono che se dovessi indicare un vincitore sarei, nettamente, dalla parte del campione.
Il problema forse è un altro.
Da qualche anno si parla solo di tre pesi massimi: Deontay Wilder, Tyson Fury e Anthony Joshua. Il resto sono comprimari, comparse sulla scena mondiale. Solo, se e quando, due di loro torneranno a sfidarsi, il popolo della boxe sarà disposto a concedere interesse al match e ad avere incertezza nei pronostici.
L’infortunio, chiamiamolo così, di Joshua in preparazione ha costituito l’unica scossa di una vigilia fin troppo serena, al punto da essere quasi noiosa. In conferenza stampa il britannico non ha potuto nasconderlo: ha la palpebra destra infiammata, un leggero gonfiore sotto l’occhio sinistro, un taglio sul naso. Inutile cercare di sapere come se li sia procurati. Ogni volta che gli è stato chiesto, ha risposto in modo differente: colpa del fisioterapista, del preparatore atletico, di uno sparring, di un leone. Sì, proprio un leone, così ha detto in una maldestra imitazione di Muhammad Ali.
Ho la sensazione che Joshua si prepari a recitare quel ruolo di istrione che non gli si addice. Sa che domani notte dovrà fare scintille. Esordisce negli Stati Uniti, nel primo di una serie di match. È lì che si fanno i soldi veri, montagne di dollari lo aspettano. Ha annunciato un programma quadriennale. Indispensabile cominciare con il botto.
Anche perché prima di lui si è esibito Wilder e il destro con cui ha steso Breazeale è stato fantastico, al punto da rimanere nell’immaginario collettivo. Per cancellare quel momento e imporre la sua legge, Joshua dovrà liberarsi di Ruiz jr rapidamente, offrendo anche una dimostrazione di quanto migliori siano le sue qualità tecniche.
Il pronostico?
Dico Joshua, nettamente.
Magari prima del limite.
Magari entro la quarta.

DOVE

Madison Square Garden, New York. È il quarto MSG. Il primo match di pugilato disputato in questa sede, 4 marzo 1968, è stato Joe Frazier (19-0, 17 ko) vs Buster Mathis (23-0, 17 ko), vinto da Smokin’ Joe per kot dopo 2:39 della nona ripresa per il mondiale massimi NYSAC. Nella stessa riunione Nino Benvenuti (73-2-0) ha battuto Emile Griffith (54-8-0) ai punti in 15 round nel mondiale medi WBC/WBA, era la loro terza sfida. In programma anche Bruno Arcari (20-2-0) che ha superato Pablo Lopez (16-10-2) ai punti in 4 riprese.
QUANDO
Sabato 1 giugno 2019


COSA
Mondiale massimi WBA, IBF, WBO, IBO. Dodici round da tre minuti.


ORARI
Gli organizzatori danno il match principale attorno alle 10:00 pm locali (in Italia le 04:00 della mattina di domenica 2 giugno). La riunione dovrebbe avere il primo gong attorno alle 06:00 pm (in Italia le 12:00 della notte tra sabato 1 e domenica 2 giugno).
TELEVISIONE
DAZN trasmetterà da New York in diretta a partire dalle 02:30. Telecronista Niccolò Pavesi, commento tecnico Alessandro Duran.

 

ANTHONY JOSHUA
età: 29 anni
record: 22-0 (21 ko)
percentuale ko: 95%
altezza: 1.98
peso: 112,400 kg
borsa: 23 milioni di dollari
Ultimi sei match
22/9/2018 Alexander Povetkin (34-1-0) +kot 7
(mondiale WBA, WBO, IBF, IBO)
31/3/2018 Joseph Parker (24-0) +UD 12
(mondiale WBA, WBO, IBF, IBO)
28/10/2017 Carlos Takam (35-3-1) +kot 10
(mondiale WBA, IBF, IBO)
29/4/2017 Wladimir Klitschko (64-4-0) +kot 11
(mondiale WBA, IBF, IBO)
10/12/2016 Eric Molina (25-3-0) +kot 3
(mondiale IBF)
25/6/2016 Dominic Breazeale (17-0) +kot 7
(mondiale IBF)


ANDY RUIZ JR
età: 29 anni
record: 32-1-0 (21 ko)
percentuale ko: 64%
altezza: 1.88
peso: 121,550 kg
borsa: 7 milioni di dollari
Ultimi sei match
20/4/2019 Alexander Dimitrenko (41-4-0) +kot5
7/7/2018 Kevin Johnson (32-9-1) +UD10
10/12/2016 Joseph Parker (21-0) -MD12
(mondiale massimi WBO)
10/9/2016 Franklin Lawrence (21-2-2) +UD10
16/7/2016 Josh Gormley (23-4-0) +kot3
14/5/2016 (29-6-4) Ray Austin (29-6-4) +kot4
HANNO DETTO


Anthony Joshua: “
Combattere lontano da casa ti fa sentire ancora di più l’atmosfera da campionato del mondo, è come se stessi realizzando il mio destino. E questo è un passo avanti per me: è una nuova esperienza. Viaggiare, un nuovo fuso orario, creare un campo di allenamento lontano dall’Inghilterra, sono tutte cose importanti. La sfida di sabato al Madison Square Garden rappresenta anche la prima opportunità  nel mercato statunitense. C’è stato un grande interesse attorno a questa match, dopo la situazione di Jarrell Miller e quella di Wilder. Adesso è il mio momento di brillare. Mi sento bene, davvero bene”. (Boxingscene)


Andy Ruiz jr: “
Ha dei punti deboli. È il migliore, ha le cinture, ma vogliamo parlare dei pugili che ha affrontato? Ho fatto sparring con loro e so che nessuno di loro vorrebbero combattere contro di me. AJ ha uno stile che esalterà il mio modo di boxare. Sì, è grande e forte, ma il mio stile lo priverà dei suoi vantaggi.
Non penso niente di male di AJ. Io sono lo sfidante e lui è il campione. Ci rispettiamo, ma sul ring non ci sarà ripspetto. Cercherò di batterlo, di metterlo ko. Carlos Takam, Dillian Whyte? Credo di poter fare molto meglio di quei ragazzi. Sono un combattente, la gente mi guarda e dice: È lento, si stancherà! Ma io sono veloce e non mi stanco. Mi muovo, colpisco, metto fuori combattimento i miei avversari. Tutti quelli che affrontano Joshua salgono sul ring spaventati, si muovono solo per non essere colpiti, ma io non ho paura di essere colpito, sono qui per essere colpito e colpire a mia volta”. (Sky Sports e Mirror)


PROGRAMMA
Massimi (mondiale WBA, WBO, IBF, IBO, 12×3) Anthony Joshua vs Andy Ruiz jr.; leggeri (mondiale WBC, IBF, WBA, WBOdonne, 10×2) 
Katie Taylor (13-0) vs Delfine Persoon  (43-1-0); supermedi (mondiale WBC Diamond, WBA, 12×3) Callum Smith (25-0) vs Hassan N’Dam N’Jikam (37-3-0); mediomassimi (10×3) Joshua Buatsi (10-0) vs Marco Antonio Periban (25-4-1);  welter (WBA International, 10×3) Josh Kelly (9-0) vs Ray Robinson (24-3-1); superleggeri (WBO International, 12×3) Chris Algieri (23-3-0) vs Tommy Coyle (25-4-0); medi (4×3)Austin Williams (1-0) vs Quadeer Jenkins (0-1-0).
SCOMMESSE
(William Hill)
Anthony Joshua 1.04
Andy Ruiz jr 10
Pareggio 34


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Soldi, giudici, dirigenti. Il segretario della Federboxe russa: Cambiamo tutto!

Il 22 maggio il Comitato Esecutivo del CIO, dopo avere letto il rapporto redatto dal Comitato d’Inchiesta,  ha sospeso a tempo indeterminato l’AIBA dal ruolo di Federazione Internazionale, vietandole così l’organizzazione del torneo di Tokyo 2020. 
Ricevo e pubblico il commento di Umar Kremlev sul caso. Kremlev è il segretario generale della Federazione Russa
di Pugilato, membro del Comitato Esecutivo dell’AIBA e Primo Vicepresidente dell’EUBC.

È necessario effettuare riforme serie nell’AIBA, bisognerà farle il più presto possibile. Prima di tutto, è necessario pagare i debiti.
Voglio chiamare all’azione il Comitato Esecutivo dell’AIBA e l’intera comunità del pugilato: è arrivato il momento di prendere decisioni importanti con cura e rapidità. Dobbiamo ascoltare e accettare tutti i commenti fatti dal CIO, eliminare tutte le carenze che ancora esistono. Il nostro obiettivo è proteggere gli interessi dei pugili e degli allenatori, per preservare l’organizzazione principale che gestisce il nostro sport da oltre 70 anni. Per questo è necessario fare cose concrete, mettendo la boxe al di sopra di ogni interesse personale.
Se riuscissimo a essere tutti uniti per portare avanti una grande riforma all’interno dell’AIBA, contribuiremmo a cambiare radicalmente una situazione estremamente difficile. Anche se l’attuale guida dell’AIBA, per ragioni sconosciute, ha rifiutato la mia proposta di saldare i debiti dell’Associazione, la proposta rimane ancora in vigore. Sono pronto a dare il mio aiuto nel più breve tempo possibile per saldare i debiti. Per questo, verrà creato un fondo speciale in cui persone fisiche e persone giuridiche, che non sono indifferenti al pugilato, si adopereranno per reperire fondi, incluso me. L’intera comunità pugilistica potrà controllare la chiarezza e la trasparenza di questo lavoro. Tutti i passaggi che porteranno al saldo dei debiti saranno resi pubblici.
A chi ha dei dubbi sul fatto che i debiti possano essere estinti, noi diciamo che siamo pronti non solo a dimostrare come questo risultato possa essere raggiunto nel prossimo futuro, ma anche che possa essere fatto in modo trasparente. Lavoreremo con uno dei quattro migliori uffici mondiali che forniscono servizi di auditing e consulenza: Deloitte Touche Tohmatsu, PricewaterhouseCoopers, Ernst & Young o KPMG. Uno di questi verrà selezionato e redigerà un rapporto sulla provenienza dei soldi e su come sia stato ripagato ciascun debito. Abbiamo già cominciato i negoziati.
Abbiamo anche bisogno di portare finalmente ordine sulla questione arbitri/giudici, questo settore dovrebbe essere associato a un modello di onestà e obiettività. Per eliminare il fattore umano, penso sia arrivato il momento di passare a sistemi di controllo elettronici.
Voglio sottolineare che è possibile concordare parzialmente con la relazione del comitato di inchiesta del CIO. Per obiettività, ogni articolo del rapporto dovrà essere esaminato da tutti i membri del CE che dovranno segnalare cosa pensano corrisponda al vero, cosa dovrà essere risolto, e cosa credono sia una questione già risolta. È necessario stabilire un’interazione con il comitato di inchiesta del CIO, mettere in piedi la possibilità di un dialogo. Se la decisione del Comitato Esecutivo del CIO non verrà rivista nella Sessione di giugno e l’AIBA perderà il riconoscimento di federazione internazionale, il mondo del pugilato dilettantistico resterà nel caos per più di un anno. Non dobbiamo permettere che questo accada, per evitarlo ci sarà molto lavoro da fare.
L’obiettivo personale non è diventare il capo dell’AIBA, ma dare il mio contributo per rianimare l’organizzazione. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, convocare un Congresso straordinario, invitare osservatori del CIO e della comunità sportiva, tenere elezioni che cambino completamente il sistema, andare a votare per eleggere per intero la nuova leadership dell’AIBA. L’organizzazione dovrà essere guidata da persone che amino il pugilato. La cosa principale è che gli oligarchi o i funzionari corrotti non vengano a gestire la boxe, ma che il ruolo sia di quelle persone che vogliono davvero sviluppare e divulgare il pugilato in tutto il mondo.
Umar Kremlev

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Tutto su Joshua vs Ruiz jr di sabato notte (diretta TV su DAZN)

Nella notte italiana tra sabato e domenica, Anthony Joshua farà il suo esordio negli Stati Uniti: il mercato pugilistico che offre maggiori possibilità. Affronterà Andy Ruiz jr, sfidante pronto a giocarsi sino in fondo la più importante occasione della carriera.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla sfida.

DOVE
Madison Square Garden, New York. È il quarto MSG. Il primo match di pugilato disputato in questa sede, 4 marzo 1968, è stato Joe Frazier (19-0, 17 ko) vs Buster Mathis (23-0, 17 ko), vinto da Smokin’ Joe per kot dopo 2:39 della nona ripresa per il mondiale massimi NYSAC. Nella stessa riunione Nino Benvenuti (73-2-0) ha battuto Emile Griffith (54-8-0) ai punti in 15 round nel mondiale medi WBC/WBA, era la loro terza sfida. In programma anche Bruno Arcari (20-2-0) che ha superato Pablo Lopez (16-10-2) ai punti in 4 riprese.
QUANDO
Sabato 1 giugno 2019


COSA
Mondiale massimi WBA, IBF, WBO, IBO. Dodici round da tre minuti.
ORARI
Il match principale avrà inizio attorno alle 10:00 pm locali (in Italia le 04:00 della mattina di domenica 2 giugno). La riunione avrà il primo gong attorno alle 06:00 pm (in Italia le 12:00 della notte tra sabato 1 e domenica 2 giugno).
TELEVISIONE
DAZN trasmetterà da New York in diretta a partire dalle 02:30. Telcronista Niccolò Pavesi, commento tecnico Alessandro Duran.
PROTAGONISTI

ANTHONY JOSHUA
età: 29 anni
record: 22-0 (21 ko)
percentuale ko: 95%
altezza: 1.98
peso ultimo match: 111,240 kg
Ultimi sei match
22/9/2018 Alexander Povetkin (34-1-0) +kot 7
(mondiale WBA, WBO, IBF, IBO)
31/3/2018 Joseph Parker (24-0) +UD 12
(mondiale WBA, WBO, IBF, IBO)
28/10/2017 Carlos Takam (35-3-1) +kot 10
(mondiale WBA, IBF, IBO)
29/4/2017 Wladimir Klitschko (64-4-0) +kot 11
(mondiale WBA, IBF, IBO)
10/12/2016 Eric Molina (25-3-0) +kot 3
(mondiale IBF)
25/6/2016 Dominic Breazeale (17-0) +kot 7
(mondiale IBF)


ANDY RUIZ JR
età: 29 anni
record: 32-1-0 (21 ko)
percentuale ko: 64%
altezza: 1.88
peso ultimo match: 118,841 kg
Ultimi sei match
20/4/2019 Alexander Dimitrenko (41-4-0) +kot5
7/7/2018 Kevin Johnson (32-9-1) +UD10
10/12/2016 Joseph Parker (21-0) -MD12
(mondiale massimi WBO)
10/9/2016 Franklin Lawrence (21-2-2) +UD10
16/7/2016 Josh Gormley (23-4-0) +kot3
14/5/2016 (29-6-4) Ray Austin (29-6-4) +kot4
HANNO DETTO


Anthony Joshua: “
Combattere lontano da casa ti fa sentire ancora di più l’atmosfera da campionato del mondo, è come se stessi realizzando il mio destino. E questo è un passo avanti per me: è una nuova esperienza. Viaggiare, un nuovo fuso orario, creare un campo di allenamento lontano dall’Inghilterra, sono tutte cose importanti. La sfida di sabato al Madison Square Garden rappresenta anche la prima opportunità  nel mercato statunitense. C’è stato un grande interesse attorno a questa match, dopo la situazione di Jarrell Miller e quella di Wilder. Adesso è il mio momento di brillare. Mi sento bene, davvero bene”. (Boxingscene)


Andy Ruiz jr: “
Ha dei punti deboli. È il migliore, ha le cinture, ma vogliamo parlare dei pugili che ha affrontato? Ho fatto sparring con loro e so che nessuno di loro vorrebbero combattere contro di me. AJ ha uno stile che esalterà il mio modo di boxare. Sì, è grande e forte, ma il mio stile lo priverà dei suoi vantaggi.
Non penso niente di male di AJ. Io sono lo sfidante e lui è il campione. Ci rispettiamo, ma sul ring non ci sarà ripspetto. Cercherò di batterlo, di metterlo ko. Carlos Takam, Dillian Whyte? Credo di poter fare molto meglio di quei ragazzi. Sono un combattente, la gente mi guarda e dice: È lento, si stancherà! Ma io sono veloce e non mi stanco. Mi muovo, colpisco, metto fuori combattimento i miei avversari. Tutti quelli che affrontano Joshua salgono sul ring spaventati, si muovono solo per non essere colpiti, ma io non ho paura di essere colpito, sono qui per essere colpito e colpire a mia volta”. (Sky Sports e Mirror)


PROGRAMMA
Massimi (mondiale WBA, WBO, IBF, IBO, 12×3) Anthony Joshua vs Andy Ruiz jr.; leggeri (mondiale WBC, IBF, WBA, WBO donne, 10×2)
Katie Taylor (13-0) vs Delfine Persoon  (43-1-0); supermedi (mondiale WBC Diamond, WBA, 12×3) Callum Smith (25-0) vs Hassan N’Dam N’Jikam (37-3-0); mediomassimi (10×3) Joshua Buatsi (10-0) vs Marco Antonio Periban (25-4-1);  welter (WBA International, 10×3) Josh Kelly (9-0) vs Ray Robinson (24-3-1); superleggeri (WBO International, 12×3) Chris Algieri (23-3-0) vs Tommy Coyle (25-4-0); medi (4×3) Austin Williams (1-0) vs Quadeer Jenkins (0-1-0).
SCOMMESSE
(William Hill)
Anthony Joshua 1.04
Andy Ruiz jr 10
Pareggio 34


ARTICOLI CORRELATI
https://dartortorromeo.com/2019/04/28/andy-ruiz-jr-il-pugile-xxxl-l1-giugno-sfidera-joshua-al-madison/

https://dartortorromeo.com/2019/05/01/ruiz-si-racconta-cosi-portero-in-messico-il-mondiale-dei-massimi/

https://dartortorromeo.com/2019/04/26/tutti-in-fila-per-joshua-ecco-la-storia-della-caccia-al-malloppo/

 

 

 

 

Cosa scrive Falcinelli sul sito ufficiale della Federazione Italiana?

Il 22 maggio, il Comitato Olimpico Internazionale sospende l’AIBA, negandole la possibilità di organizzare il torneo di pugilato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Decisione storica per tutti i media del mondo, meno che per il sito ufficiale della Federazione Pugilistica Italiana che aspetta tre giorni per dare la notizia.
Il 25 maggio finalmente cede. E comunica cosa sia accaduto all’Associazione che la gestisce assieme ad altre 202 Federazioni. Sceglie di farlo attraverso una lettera aperta del suo ex presidente, Franco Falcinelli.

Cari amici del Pugilato Italiano,
desidero informarvi sulla vicenda AIBA per evitare che vengano diffuse notizie inaffidabili e lontane dalla realtà dei fatti.
….
Nonostante alcune vistose carenze e negligenze su alcuni aspetti organizzativi e gestionali, l’AIBA degli ultimi 15 anni ha espresso grandi innovazioni ed ottenuto anche lusinghieri risultati.
(Franco Falcinelli su fpi.it)

“Avendo preso in considerazione tutte le informazioni fornite dall’AIBA, e le spiegazioni fornite durante la riunione ufficiale tenutasi il 20 maggio 2019 a Losanna e la relazione finale Deloitte, siamo arrivati alle seguenti conclusioni:
Rimangono gravi problemi di governance, comprese le violazioni della Carta Olimpica e del Codice CIO di etica, riguardante il buon governo e l’etica, che portano a seri rischi di reputazione, legali e finanziari per il CIO, il Movimento olimpico e le sue parti interessate;
L’AIBA non è stata in grado di dimostrare una gestione sostenibile ed equa del sistema arbitrale e di quello riguardante i giudici e le loro decisioni, aumentando così la mancanza di fiducia degli atleti in una competizione pulita;
L’elezione come Presidente dell’AIBA di una persona inserita nella lista del Ministero del Tesoro degli Stati Uniti espone il CIO, le parti interessate del Movimento olimpico e i suoi partner, a inaccettabili rischi sulla reputazione, legali e finanziari;
Il continuo livello di elevato indebitamento e la mancanza di liquidità, come evidenziato da Deloitte, obbligherà l’AIBA a utilizzare principalmente qualsiasi entrata, compresa quella dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e oltre, per coprire i suoi debiti esistenti. Pertanto, l’AIBA non sarà in grado di utilizzare i soldi dello sport per lo sviluppo dello sport e il supporto degli atleti e potrebbe rimanere finanziariamente a rischio insolvenza. (Punto 4 del rapporto della Commissione d’Inchiesta del CIO).

…..
Tutte le iniziative che costituiranno i pilastri della nuova AIBA avverranno sotto lo stretto controllo di un management qualificato e non sarà più il frutto di improvvisazioni senza analisi e certificazioni come spesso è accaduto nel recente passato”. (Franco Falcinelli su fpi.it)

Franco Falcinelli dal 2002 è membro del Comitato Esecutivo dell’AIBA. Nel 2012 è stato delegato tecnico ai Giochi di Londra. Nel 2016 vice supervisore all’Olimpiade di Rio. Nel 2017 presidente a interim.


……
Un esempio clamoroso fu il tentativo di coinvolgere il pugilato professionistico nel movimento olimpico. Il progetto dell’AIBA era eccellente ma non ha avuto successo per due ragioni fondamentali: la mancanza dei fondi necessari per sostenere quella enorme operazione finanziaria e l’ostilità delle Sigle mondiali del professionismo che si videro improvvisamente piombare addosso un’iniziativa senza averla condivisa”. (Franco Falcinelli su fpi.it)

Io sono convinto che il rilancio definitivo della boxe passi attraverso un solo ente che gestisca i pugili dal dilettantismo al professionismo garantendo trasparenza e professionalitàPer l’APB servono almeno cento milioni di dollari e l’Aiba, mi creda, ha già trovato sponsor che le consentono di avvicinare questa cifra.(Franco Falcinelli, novembre 2012, intervista a Riccardo Crivelli della Gazzetta dello Sport).

…..
Ricordo che con Osvaldo Bisbal e Umberto Furgoni tentammo di impedire la realizzazione dell’APB, perché lo consideravamo un progetto affrettato e senza prospettive. Purtroppo passò la linea del lancio immediato dell’iniziativa da realizzare in vista dei Giochi di Rio 2016 dove si registrò un prevedibile insuccesso”. (Franco Falcinelli su fpi.it)

A giugno 2016 l’Aiba approvava (84 voti favorevoli su 88 votanti) l’inserimento dei professionisti nelle squadre che avrebbero partecipato all’Olimpiade brasiliana. Mancavano due mesi ai Giochi, ma Wu non aveva avuto il minimo dubbio. E tutti si erano velocemente schierati al suo fianco.


……

A proposito dell’ex Presidente dell’AIBA, il solito giornalista che non nutre molta simpatia nei miei confronti, mi accusa di averlo proposto come Presidente Onorario al Congresso Straordinario di Dubai. Non è così. La proposta alla Presidenza Onoraria fu dettata da una esigenza legata alle sue dimissioni. Nell’accordo che firmammo di fronte al Presidente del CIO Thomas Bach ed al Presidente dell’ASOIF Francesco Ricci Bitti, CK WU volle inserire una clausola che prevedeva questo riconoscimento. Accettai la proposta perché ero certo che il Congresso l’avrebbe fermamente respinta. Infatti non prese un voto! (Franco Falcinelli su fpi.it)

Il solito giornalista lo avrebbe dunque accusato ingiustamente. I fatti, da lui stesso confermati, dicono che ha proposto Wu come presidente onorario. Nella lingua italiana le parole hanno un significato preciso.
Desidero ringraziare Ching-Kuo Wu per il contributo dato allo sport del pugilato e all’AIBA per molti anni, gli auguriamo tutto il meglio.” (anche questo era necessario?)


……

Intervista a boxeringweb.net
BRW: Il presidente Wu ha detto: “Le Federazioni i cui professionisti non combatteranno nell’APB saranno escluse dai Giochi Olimpici.” Perché usare un metodo antidemocratico per portare avanti questo discorso? Mi sembra davvero scorretto. O non è così?” (mia domanda)

Non entriamo con i carri armati. Diamo cinque anni di tempo per pensarci. Per me poi è un sogno che si realizza. L’Aiba gestirà il pugilato dal dilettantismo al professionismo. Non c’era un altro sistema per arrivare a questo risultato e riportare la boxe al ruolo che le compete. Il tono della lettera alle Federazioni Nazionali è perentorio, ma era anche l’unico modo per farsi capire”. (risposta Franco Falcinelli).

……

“Nella lettera che il 20 settembre 2018 inviai a tutti i Membri del Comitato Esecutivo dell’AIBA per informarli sui contenuti degli avvertimenti che la Commissione Etica del CIO aveva inviato al Presidente Gafur Rahimov, avevo consigliato di sostenere la candidatura di Serik Konokhbayev alla Presidenza dell’AIBA.
Per la Commissione Etica del CIO che, come mi disse chiaramente il Presidente Thomas Bach nel breve incontro che avemmo all’aeroporto di Sofia, rappresentava anche la sua posizione, sarebbe stato opportuno che il Presidente ad Interim Gafur Rahimov, a causa della sua personale situazione, non proponesse la sua candidatura alla guida dell’AIBA nel Congresso Ordinario fissato a Dubai il 27 gennaio 2018. (Franco Falcinelli sul sito fpi.it)

“In una lettera inviata al comitato esecutivo dell’AIBA il 20 settembre 2018, Franco Falcinelli, vicepresidente ed ex presidente ad interim, annunciava il suo sostegno alla candidatura di Serik Konakbayev, unico oppositore dell’allora presidente ad interim, Gafur Rakhimov.
Tra il 28 e il 30 settembre 2018, il Comitato Esecutivo dell’AIBA sospendeva provvisoriamente Falcinelli dalla sua posizione di vicepresidente dell’AIBA, per avere impropriamente condiviso una lettera confidenziale inviata dal Chief Ethics and Compliance Officer del CIO al Presidente dell’AIBA. Contemporaneamente, il comitato elettorale dell’AIBA permetteva a Falcinelli di candidarsi per la sua rielezione come vicepresidente, pur rimanendo sospeso dal Comitato Esecutivo dell’AIBA”. (Comissione di Inchiesta del CIO, rapporto del 22 maggio 2019)

….

La formazione dei quadri tecnici, arbitri/giudici, dirigenti internazionali, medici e fisioterapisti ha subito un incremento di grande rilievo”. (Franco Falcinelli sul sito fpi.it)
Abbiamo creato un “Club 5 stelle”. Vi fanno parte sette arbitri, a Rio de Janeiro arriveremo a 25. Arbitri professionisti, che vivranno solo di questo. Faranno stage, accumuleranno esperienza in grandi tornei. Saranno super preparati, altamente specializzati e competenti.” (Franco Falcinelli in un’intervista dopo Londra 2012).

A Rio de Janeiro sono stati sospesi, e mai più reintegrati, 36 arbitri/giudici, è stato smantellato il club dei Magnifici Sette, è stato esonerato il direttore esecutivo Karim Bouzidi.

Cari amici del Pugilato Italiano,
ho scelto di informarvi sulla vicenda AIBA per evitare che vengano diffuse notizie inaffidabili e lontane dalla realtà dei fatti.

Dario Torromeo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le pesanti accuse del CIO che hanno portato alla sospensione dell’AIBA

Trenta pagine, firmate da Nenad Lalovic, Richard Carrion ed Emma Terho.
È il rapporto che la Commissione di Inchiesta ha consegnato al Comitato Esecutivo del CIO suggerendo la sospensione dell’AIBA.

Dentro ci sono vari capi d’accusa: dal conflitto di interesse, alla situazione finanziaria debitoria, all’insufficiente gestione del settore arbitri/giudici e altro ancora.

C’è anche un articolo che denuncia l’assenza di processi di governance chiari. È preso ad esempio l’atteggiamento nei confronti di uno dei candidati al Comitato Esecutivo dell’AIBA. Quel caso dimostrerebbe, a detta del CIO, il basso livello dei processi di governance all’interno dell’AIBA.
In una lettera inviata al comitato esecutivo dell’AIBA il 20 settembre 2018, Franco Falcinelli, vicepresidente ed ex presidente ad interim, annunciava il suo sostegno alla candidatura di Serik Konakbayev, unico oppositore dell’allora presidente ad interim, Gafur Rakhimov.
Tra il 28 e il 30 settembre 2018, il Comitato Esecutivo dell’AIBA sospendeva provvisoriamente Falcinelli dalla sua posizione di vicepresidente dell’AIBA, per avere impropriamente condiviso una lettera confidenziale inviata dal Chief Ethics and Compliance Officer del CIO al Presidente dell’AIBA. Contemporaneamente, il comitato elettorale dell’AIBA permetteva a Falcinelli di candidarsi per la sua rielezione come vicepresidente, pur rimanendo sospeso dal Comitato Esecutivo dell’AIBA.
Queste decisioni contraddittorie dimostrano, dice il CIO, una divergenza di percezione del significato di integrità e illustrano insufficienti processi di governance all’interno dell’AIBA.

La questione arbitri e giudici è ampiamente trattata nelle trenta pagine del rapporto. Le Olimpiadi prese in considerazione sono quattro: Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016.

C’è anche un’importante sottolineatura per quel che riguarda i Giochi olimpici giovanili di Buenos Aires 2018.
A causa delle preoccupazioni in corso, il CIO aveva richiesto una supervisione indipendente di arbitri/giudici e aveva nominato la Pricewaterhouse Coopers per recensire il loro operato e i processi di valutazione. Per capire se i relativi statuti e regolamenti fossero rispettati durante il torneo.
Il nuovo sistema arbitrale e di valutazione in vigore comprendeva lo sviluppo di un metodo di sorteggio computerizzato per le designazioni. Nonostante il sistema fosse automatizzato, un incidente, avvenuto quando Swiss Timing aveva già ricevuto le impostazioni delle opzioni aggiuntive per il sistema di designazione, causava il fallimento del sistema di sorteggio automatico e forzava il Commissario a selezionare manualmente arbitri e giudici. Tutto ciò rendeva il processo nuovamente vulnerabile.
Come conclusione generale per quanto riguarda arbitri/giudici, il comitato di inchiesta del CIO ha rilevato che l’AIBA ha ricevuto accuse coerenti con l’esperienza relativa ai sorteggi, alle decisioni arbitrali e ai giudizi che hanno causato da tempo una preoccupazione costante per gli atleti.

C’è stata una spiccata incapacità nel rinnovo del team di gestione dell’AIBA, in particolare per quanto riguarda l’influenza sull’arbitro e sulle valutazioni dei giudici.
Visti i problemi ricorrenti negli anni passati, il Comitato Esecutivo del CIO aveva richiesto, a dicembre 2017, che l’AIBA rinnovasse le sue posizioni a livello dirigenziale.
Il Comitato di Inchiesta nota nel suo rapporto che fino ad ora ciò non è avvenuto.
Ho Kim, ex direttore esecutivo durante i Giochi olimpici di Pechino 2008 e Londra 2012, continua a fornire informazioni periodiche al CIO in merito alla gestione dell’AIBA. L’opacità del rapporto tra l’AIBA e l’ex direttore esecutivo sembra essere confermata dall’AIBA stessa con le note spese del 2018, che comprendono i pagamenti delle commissioni di consulenza a Ho Kim.
Karim Bouzidi, ex direttore esecutivo durante i Giochi Olimpici di Rio 2016, era presente in vari eventi AIBA nel 2018, in particolare durante il Congresso AIBA a Mosca nel mese di novembre. È stato anche fotografato mentre discuteva con l’attuale direttore esecutivo durante i Campionati mondiali femminili a Nuova Delhi.
Il comitato investigativo speciale dell’AIBA ha concluso che “la manipolazione del sorteggio degli arbitri e dei giudici durante i Giochi Olimpici di Rio 2016 sia stata il risultato degli interventi di diversi attori sotto la responsabilità principale di Karim Bouzidi”.
Uno di questi attori, dice il CIO, è il presidente della Commissione di sorteggio, Mohamad Moustahsane, che è stato anche presidente della Commissione di sorteggio durante i Giochi Olimpici della Gioventù di Buenos Aires 2018. Attualmente è presidente ad interim dell’AIBA dopo che Gafur Rahimov si è fatto da parte.

Nonostante le controversie relative all’arbitraggio e ai giudici riportati nel corso degli anni, sia l’ex che l’attuale presidente della Commissione arbitrale e giudicante dell’AIBA svolgono ancora ruoli critici nella gestione AIBA.
Terry Smith, che è stato presidente della Commissione arbitrale arbitrale e giudicante dell’AIBA tra il 2006 e il 2014, è attualmente membro del Comitato Esecutivo dell’AIBA e Presidente del neo-creato Unità di conformità.
Osvaldo Bisbal, che era presidente della commissione arbitrale e giudicante dell’AIBA tra il 2015 e il 2018, compreso il controverso torneo dei Giochi Olimpici di Rio 2016, è stato recentemente confermato a guidare la Commissione arbitrale e giudicante per un altro mandato.
Mohamad Moustahsane, già presidente della Commissione di sorteggio durante i Giochi olimpici di Rio 2016, è ora Presidente ad interim.
Il rapporto della Commissione di inchiesta del CIO passa poi ad analizzare i livelli di indebitamento dell’AIBA.
Mettendo da parte le entrate delle competizioni e tenendo conto del livello di liquidità bancaria al 31 dicembre 2018, l’AIBA potrebbe incontrare difficoltà significative nella copertura del suo fabbisogno di cassa per il 2019.
Il livello di indebitamento significa che i fondi ricevuti dal CIO dovrebbero necessariamente essere utilizzati per coprire i debiti accumulati in eccesso, piuttosto che per il beneficio dello sviluppo dello sport e degli atleti.
L’indebitamento dell’ AIBA potrebbe raggiungere i 29 milioni di franchi entro il 30 giugno 2021 (il cambio franco svizzero/dollaro è quasi alla pari: 0.99, il debito diventerebbe quindi di circa 29 milioni di dollari).

 

 

 

 

 

Conosciamo l’uomo che dovrà gestire il pugilato a Tokyo 2020

Morinari Watanabe, lunedì 20 maggio, era a cena nel suo ristorante preferito a Tokyo quando il telefonino ha emesso la vibrazione che annunciava una chiamata. Il numero sul display cominciava con +44. Veniva dall’Europa. Era Thomas Bach, presidente del CIO.

Volevo sapere se accetteresti di guidare la taskforce che dovrà portare la boxe al torneo di Tokyo 2020“.
Ne sarei orgoglioso“.

In quel momento ha capito che le ore di sonno si sarebbero ridotte di molto.

Ieri un giornalista giapponese gli ha posto una domanda molto semplice.
Signor Watanabe, conosce il mondo del pugilato?
Non ne so assolutamente nulla, sono totalmente impreparato“.
E allora, come farà?
Lavorerò“.
Cosa metterà al primo posto del suo progetto?
Gli atleti. Hanno lavorato, si sono sacrificati senza sapere se il loro sogno avrebbe potuto realizzarsi. Ora hanno la certezza che la boxe sarà nel programma olimpico. Voglio capire bene le loro esigenze per non deluderli“.

Entro il 24 giugno, quando a Losanna comincerà la sessione del CIO che dovrà ratificare la decisione presa ieri di sospendere l’AIBA a tempo indeterminato, Watanabe dovrà presentare un programma comprendente: criteri di qualificazione, potenziale calendario dei tornei, numero e divisione delle categorie, composizione della task force.

Per quanto riguarda le categorie di peso, ci sarà un ulteriore avvicinamento alla parità di genere.

Si può essere certi che la competizione olimpica dovrà rispettare il principio dell’uguaglianza di genere per il pugilato” ha detto Bach.

Le ultime notizie olimpiche danno cinque categorie per le donne (51, 57, 60, 69, 75 chili), otto per gli uomini (52, 57, 63, 69, 75, 81, 91, +91 chili).
Sia a Londra 2012 che a Rio 2016 le donne avevano accesso a tre categorie, gli uomini a dieci.

Un problema potrebbe essere il reperimento dei 30/36 tra arbitri e giudici che dovranno officiare a Tokyo.
Potremo rivolgerci alle organizzazioni professionistiche per un aiuto” ha detto Watanabe. Il World Boxing Council e la World Boxing Association si sono già dichiarate disponibili.

I tornei di qualificazione si svolgeranno tra gennaio e maggio 2020.
Oggi o domani il capo della task force sarà a Losanna.

Morinari Watanabe, uomo d’affari giapponese, ha compiuto sessant’anni il 21 febbraio scorso. È il presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica dal 2016, quando è succeduto a Bruno Grandi che la guidava dal 1996. È l’unico giapponese a capo di un’organizzazione olimpica internazionale.
È membro del CIO.

 

 

 

 

A Tokyo 2020 il pugilato ci sarà. L’AIBA no, è fuori da Giochi…

La Commissione d’Inchiesta ha presentato le sue conclusioni.

Il Comitato Esecutivo del CIO ne ha preso atto ed ha scelto di mantenere il pugilato all’interno del programma di Tokyo 2020, allo stesso tempo ha sospeso l’AIBA dal suo ruolo di federazione olimpica. I Giochi in Giappone saranno organizzati da un altro Ente, presieduto dal presidente della Federazione Internazionale di ginnastica Morinari Watanabe, che gestirà anche i criteri di qualificazione ed i relativi tornei che si terranno tra gennaio e maggio del prossimo anno.

La task force con a capo Watanabe potrà chiedere aiuti anche a organizzazioni professionistiche, oltre che a qualsiasi soggetto possa aiutare il raggiungimento dell’obiettivo. Entro le date previste per la prossima sessione del CIO, Losanna 24/26 giugno, saranno rese noti criteri che guideranno le qualificazioni olimpiche che si svolgeranno da gennaio a maggio 2020.

Confermate le categorie in gara: cinque per le donne (51, 57, 60, 69, 75 chili), otto per gli uomini (52, 57, 63, 69, 75, 81, 91, +91 chili). Non cambierà neppure la quota atleti: 286 in totale.

Il CIO ha detto che la situazione dell’AIBA “è tale che le sue attività continuano a non essere pienamente conformi alla Carta Olimpica e al Codice Etico del CIO“.

Il presidente Bach in conferenza stampa ha aggiunto: “I problemi irrisolti sono molti. Quello finanziario, la difficoltà della governance, conflitti di interessi, le difficoltà di relazione con organizzazioni e sponsor degli Stati Uniti, la mancanza di un conto bancario in Svizzera, il peggioramento dell’operato di arbitri e giudici a Rio 2016…

Alla domanda: “Come definirebbe questa decisione?” ha risposto: “Non so se abbia qualche precedente, ma so che spero fortemente che sia l’ultima volta che la prendiamo. È comunque una bella giornata, una bella notizia per gli atleti. Adesso sanno con assoluta certezza che il loro sogno può continuare ad esistere. La boxe sarà presente anche alla prossima Olimpiade“.

Lo status dell’Associazione sarà riesaminato dopo i Giochi del 2020.

È una decisione storica, anche se non inattesa. Il passato dell’ente che avrebbe dovuto tutelare gli interessi dei pugili dilettanti ha portato a questa scelta dolorosa, ma forse addirittura tardiva.

C’è poco più di un anno per preparare la prossima Olimpiade. Ora è solo tempo di lavorare.

L’AIBA è dunque fuori dai Giochi.

L’Associazione ha tentato di difendersi riempiendo 7000 pagine di documenti in cui, a suo dire, mostrava progressi evidenti su ogni singolo capitolo.

Ma l’AIBA attuale è composta in gran parte dagli stessi dirigenti che hanno appoggiato e portato al potere Ching-Kuo Wu che è stato eletto in tre mandati (2006, 2010 e 2014) e ha portato l’ente a una difficile situazione finanziaria.

Sedici milioni di dollari di debiti, a un passo dalla bancarotta.

La creazione di due tornei annuali, che si sono rivelati un autentico bagno di sangue a livello economico per chiunque abbia appoggiato le franchigie in gara, sono stati un’ulteriore spinta verso l’allargamento delle difficoltà economiche.

Le World Boxing Series hanno fallito nel loro intento politico, sportivo e finanziario.

E sono state anche oggetto di incredibili decisioni. Una su tutte.

Le otto qualificate per l’edizione 2017-2018 delle WSB sono state ridotte a quattro, con decisione unilaterale, quando mancavano soli sedici giorni all’inizio delle semifinali.
Poi, sono scomparse nel nulla.

E che dire dell’APB l’associazione che avrebbe dovuto spazzare via WBC, WBA, IBF e WBO e diventare il nuovo padrone indiscusso del professionismo?
Le Federazioni i cui professionisti non combatteranno nell’APB saranno escluse dai Giochi Olimpici.”
Così minacciava il presidente Wu.

E le Federazioni affiliate erano corse a modificare i propri Statuti. La Fpi aveva delegato la gestione del professionismo alla Lega e a fine 2016 si preparava al definitivo passaggio di consegne.
A giugno di quell’anno però l’AIBA approvava (84 voti favorevoli su 88) l’inserimento dei professionisti nell’Olimpiade brasiliana. Mancavano solo due mesi ai Giochi, ma Wu non si fermava certo davanti a queste piccolezze. Tutte le nazioni si schieravano velocemente al suo fianco.

Poi all’Olimpiade si erano iscritti solo tre professionisti, il migliore come risultato finale sarebbe stato l’italiano Carmine Tommasone, e l’illuminazione era stata velocemente derubricata in fallimento.

Nel progetto AIBA/professionismo ha sempre creduto Franco Falcinelli, ex presidente della FPI e attuale capo della Federazione europea.

Stiamo diventando sempre più forti. Solo una trentina delle Federazioni affiliate ha una vera e costante attività professionistica. Alcune hanno le due anime addirittura in contrasto tra loro. Noi vogliamo dare all’atleta il ruolo che merita. Daremo ingaggi a pugili e allenatori. Gestiremo il marketing e offriremo dei contributi alle Federazioni Nazionali. Abbiamo già ricevuto l’adesione di promoter importanti, stiamo preparando tecnici di alto livello.

Le Finanze AIBA precipitavano, l’Associazione accumulava debiti fino a raggiungere la cifra di 16 milioni di dollari, a un passo dalla bancarotta se il CIO non avesse ripreso a versare i contributi.
Ad aggravare la situazione arrivava la questione giudici/arbitri.
Londra 2012, un disastro.
Rio 2016, ancora peggio.

Wu diceva che tutto era andato a meraviglia, tranne alcuni match.

Poi venivano estromessi due direttori generali Ho Kim e Karim Bouazi. Veniva azzerato il settore arbitrale. Fuori 36 giudici, sospensione dei Magnifici Sette: gli arbitri a cinque stelle che avrebbero dovuto guidare l’AIBA verso la salvezza.
La WADA arrivava a dare un altro colpo, dicendo che il pugilato olimpico era all’ultimo posto nella gestione dei controlli anti-doping.

Ching-Kuo Wu veniva attaccato dall’interno e spinto alle dimissioni.

Desidero ringraziare Ching-Kuo Wu per il contributo dato allo sport del pugilato e all’AIBA per molti anni, gli auguriamo tutto il meglio.”
Così diceva Franco Falcinelli che lo proponeva come presidente onorario. Il Congresso Straordinario di Dubai bocciava la nomina a larga maggioranza.

Le nuove elezioni portavano alla presidenza Gafur Rakhimov, a cui gli Stati Uniti avevano vietato da tempo l’ingresso nel loro Paese accusandolo di far parte di associazioni malavitose.

Il CIO aveva chiesto prudenza in fase elettorale, l’AIBA aveva preferito andare allo scontro frontale. Rakhimov aveva smentito qualsiasi accusa ed era stato eletto.

Il CIO a novembre apriva un’inchiesta e bloccava i contributi, vietando ogni rapporto tra Associazione e Tokyo 2020.

Rakhimov si dimetteva.

Il Comitato Olimpico Internazionale insisteva.
Oggi si è arrivati alla conclusione della battaglia.

“Qualcuno diceva: se discutessimo per capire, invece che per aver ragione, sarebbe tutto più semplice” così scriveva in una risposta a una mia precisa domanda Vittorio Lai, presidente FPI in carica, nel settembre scorso.

Spero che faccia tesoro delle sue stesse parole.

 

Tokyo 2020: AIBA fuori e pugilato dentro? Il caos è dietro l’angolo

Mercoledì 22 maggio 2019.

È una data che potrebbe entrare nella storia del pugilato olimpico.

Tutto è cominciato lo scorso novembre con una dichiarazione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale.
Il Consiglio Esecutivo del CIO ha deciso di iniziare un’indagine sull’Associazione Internazionale di Pugilato. Questo è il primo atto di una procedura che può portare alla revoca del riconoscimento dell’AIBA. Ha inoltre deciso di congelare la pianificazione del torneo olimpico di pugilato di Tokyo 2020, compresi i contatti ufficiali tra AIBA e Comitato Organizzatore, la vendita dei biglietti, l’approvazione e l’implementazione di un sistema di qualificazione, la pianificazione degli eventi di selezione e la finalizzazione del programma della competizione”.
Sei mesi dopo siamo alla resa dei conti.

Senza i soldi del CIO, l’AIBA fallirà. Ha debiti per sedici milioni di dollari. La sua unica salvezza è riposta nella speranza che il Comitato Olimpico Internazionale riprenda a versare i contributi: 14,5 milioni entro il 2020 e altri 3,6 entro il 2021.

Voci interne dicono che all’Associazione sarà tolto lo status di Federazione Internazionale e di conseguenza non arriverà neppure un dollaro.

Il mese scorso Thomas Bach, presidente del CIO, ha detto: “Il pugilato è uno sport importante nella storia dell’olimpismo, lo vogliamo all’interno del programma di Tokyo 2020. Se dovessero sorgere complicazioni sulla gestione del torneo, dovremmo fare uno sforzo per trovare una soluzione al problema. Seguiremo lo stesso percorso anche per individuare il giusto processo nelle fasi di qualificazione. Organizzare un evento sportivo non è una scienza missilistica, quindi credo che saremo in grado di gestirlo“.
Un messaggio chiaro. Dentro la boxe, fuori l’AIBA dai Giochi.

Dopo 73 anni una nuova organizzazione potrebbe prenderne il posto.

Se ciò accadesse ci sarebbero altri problemi da risolvere.

Andrebbe messo in piedi un regolamento che specificasse i criteri di qualificazione per i Giochi 2020; andrebbero individuate le località dove svolgere i tornei di selezione; andrebbero reperiti arbitri e giudici abilitati a svolgere il compito (escluderei quelli che operano nel professionismo: la boxe pro’ e quella dilettantistica sono due sport diversi). In altre parole, bisognerebbe trovare un soggetto operativo in grado di mettere in piedi una macchina estremamente complessa.

Se comunque la scelta fosse quella di chiudere la porta in faccia all’AIBA, che fino a diciotto mesi fa ha fatto di tutto per auto eliminarsi, cosa accadrebbe alle Federazioni Nazionali? Si affilierebbero al nuovo organismo? Resterebbero fuori dall’Olimpiade? Cercherebbero di formare un’altra Associazione?

Il caos è alle porte.

E neppure l’idea di conservare l’attuale governo AIBA è una soluzione che garantirebbe un futuro sereno. Il CIO l’ha messa sotto inchiesta, obbligandola a dare risposte e prove di miglioramenti evidenti nella governance, etica, finanza, arbitri e giudici, antidoping. Ebbene, la maggior parte dei capi dell’Associazione sono gli stessi che erano in carica nel corso della disastrosa (così l’ha definita lo stesso ex presidente Rakhimov) gestione precedente. Il rinnovamento dovrebbe essere totale, altrimenti non ci sarebbe spazio per alcun miglioramento.

Chi ha sbagliato per anni non credo possa cambiare improvvisamente, neppure sotto la minaccia di essere tagliato fuori per sempre.

Voci all’interno del CIO fanno intendere che l’AIBA sarà estromessa dal suo ruolo. Ma nella politica sportiva tutto è possibile. Anche una rivoluzione del pensiero nel breve volgere di poche ore.

La boxe dovrebbe restare nel programma. Su questo punto le probabilità sono altissime. Anche se c’è una forte corrente interna al CIO che vorrebbe eliminarla, in pratica quelle nazioni che non attingono al medagliere. Ma la storia, l’universalità e la popolarità di questo sport meritano un rispetto tale che sembra assai duro cancellarlo. A conferma di tutto questo, c’è anche un fattore che non può essere ignorato. In ogni uscita pubblica Bach ha ufficialmente affermato che la boxe sarà inserita nel programma di Tokyo 2020. Farla fuori vorrebbe dire in pratica votare la sfiducia all’attuale presidente.

Mercoledì mattina la Commissione di inchiesta, dopo avere letto le settemila pagine di documentazione presentate dall’AIBA, riassumerà al Comitato Esecutivo del CIO le sue conclusioni. Nel pomeriggio, in una conferenza stampa al Museo Olimpico di Losanna, il CIO renderà pubbliche le raccomandazioni che porterà alla Sessione generale che si terrà dal 22 al 24 giugno.

Siamo alla svolta finale, mancano ormai solo quattordici mesi al via. Mai la boxe amatoriale è stata così vicina all’estinzione. Sa chi deve ringraziare.

L’AIBA in primo luogo, le gestioni avventurose del passato hanno portato allo scontro, quelle recenti (elezione di Rakhimov alla presidenza) lo hanno esasperato.

Il CIO in secondo luogo, per avere ignorato i segnali clamorosi che arrivavano da una maldestra amministrazione dei tornei olimpici. Le proteste globali su giudici e arbitri, la mancanza di un’adeguata politica antidoping, i fallimentari investimenti in tornei senza futuro erano elementi sotto gli occhi di tutti. Praticare la politica del non intervento, seguita da un temporeggiare esasperato, non sono state certo di aiuto per questo sport.

Infine le Federazioni Nazionali. Quasi tutte perseguono una visione miope dei propri compiti. Nessuna contestazione al regime, nessuna richiesta di chiarezza. E silenzio assoluto, qualsiasi cosa accada.

Eccoci qui. In attesa di sapere quale futuro toccherà a quei ragazzi che hanno scelto la via del sangue, sudore e lacrime pur di vedere realizzati i loro sogni. La paura è che, come spesso accade, gli unici incolpevoli finiscano per pagare per colpa di quelli che hanno sbagliato.

La speranza è che per una volta nella vita questo non accada.

E per chiudere, un ultimo dubbio.

Nasce dall’ordine del giorno di mercoledì per la riunione dell’Excecutive Board del CIO: “L’obiettivo principale di questo incontro è quello di preparare le decisioni per la sessione del CIO programmate dal 24 al 26 giugno. I membri EB del CIO riceveranno la relazione finale del comitato di inchiesta, che ha indagato e valutato le aree di maggiore interesse all’interno dell’AIBA, tra cui governance, etica, gestione finanziaria, arbitraggio e giudici. Il comitato di inchiesta redigerà una raccomandazione per il Comitato Esecutivo del CIO in merito a potenziali misure e sanzioni in conformità con la Carta olimpica”.

Ci aspetta un altro rinvio?

Wilder fulmina Breazeale. E adesso tocca a Joshua e Tyson Fury

Parla troppo, recita male, dice cose sgradevoli, ma picchia dannatamente forte. Il diretto destro che Deontay Wilder ha messo a segno sabato notte è stato perfetto. Una palla di cannone lanciata contro il mento di Dominic Breazeale, un siluro sganciato con la corretta postura del corpo (braccia, gambe e piedi), pieno di devastante potenza.

Meno di tre minuti, 2:17 per la precisione, e tutto era già finito.

Wilder è quello che l’immaginario collettivo pensa debba essere un peso massimo. Un Uomo Cattivo, Bad Man, fuori e dentro il ring. Un pugile che riesca a far sopportare con la potenza dei colpi e la forza dei risultati tutte le nefandezze che escono dalla sua bocca. Recita, lo so. Non a caso in presentazione ho scritto dal palcoscenico al ring, si va in scena. È antipatico, anche questo è vero. Ma è quello che in giro possiede la maggiore carica di dinamite nei pugni. Il suo diretto destro è micidiale, dovrebbe presentare il porto d’armi prima di salire sul ring.

Breazeale non poteva essere l’uomo in grado di fermarlo. Lo diceva il record, lo diceva la sua caratura tecnica. Ma ci ha provato, in quei 137 secondi in cui è rimasto nel combattimento, ci ha provato. In tre occasioni il destro di Wilder è andato pienamente a segno. Nella prima il californiano l’ha portato via con sufficiente tranquillità, nella seconda l’ha sofferto al punto da barcollare. Ma poi ha reagito con una sorta di gancio destro che ha messo in difficoltà il campione.

Wilder ha legato, rallentato, impiegato una manciata di secondi per rimettersi in linea e poi ha sparato il terzo affondo. È finita lì. Breazeale ha provato a rialzarsi, ma Harvey Dock ha detto che poteva bastare. “L’arbitro ha fermato il match troppo presto” ha provato a lamentarsi lo sfidante. Errore. Dock ha semplicemente contato fino all’out, quando lo sfidante è tornato in piedi era troppo tardi per riprendere. Era appena stato decretato il knock out! Ed è stato meglio per lui, sarebbe stato un massacro.

Chiuso il mondiale, Deontay Wilder si è tolto la maschera da Bad Man ed è tornato quello che è. Un uomo di spettacolo. Ha interpretato una parte prima, ribadisco quanto ho già scritto: l’ha fatto seguendo una penosa sceneggiatura; ha portato il suo personaggio sul ring e finalmente si è levato gli abiti di scena.

Ci siamo scambiati parole terribili. Lo so. Ma quando la sfida è finita, gli ho detto che gli voglio bene, che voglio vederlo tranquillo a casa con la sua famiglia. L’adrenalina che ci accompagna verso il match ci fa parlare in modo diverso da quello che noi realmente siamo. Ma in fondo questa è la boxe. Ci insultiamo prima, ci picchiamo poi, ci abbracciamo e ci diciamo grazie a vicenda quando tutto è finito“.

Stop. Altre parole sulla sfida sarebbero troppe. È stato solo il prologo a quello che chiunque senta passione per la boxe vorrebbe vedere nel prossimo atto.

Mi piace pensare al mondo attuale dei pesi massimi come a un universo gestito, come dicono i siciliani, da un gran puparo. Uno buono e bravo che sappia guidare al meglio i personaggi. Sulla prima commedia è appena calato il sipario. La seconda andrà in onda l’1 giugno a New York, nel magico teatro del Madison Square Garden, e avrà per protagonisti Anthony Joshua (22-0, 21 ko) e Andy Ruiz jr (32-1-0, 21 ko). La trilogia si chiuderà il 15 giugno all’MGM Grand di Las Vegas con Tyson Fury (27-0-1, 19 ko) vs Tom Schwarz (24-0, 16 ko).

Non so se il puparo abbia previsto un altro show minore prima della Grande Sfida, ma penso di sì. In ogni caso sono convinto che entro l’estate del 2020 vedremo finalmente quello che vogliamo vedere.

Nella settimana entrante Shelly Finkel, che è il gestore di trattative per Wilder e non a caso nel suo passato ha lavorato come organizzatore di concerti rock, incontrerà John Skipper di DAZN e i rappresentanti della Top Rank. Con gli uomini che gestiscono Joshua e Tyson Fury dovrà mettere in piedi l’affare che riporterà in copertina il mondo dei pesi massimi.

Lui è ottimista.

Tranquilli, ci metteremo d’accordo. A patto che loro non pensino di accontentarci con pochi soldi. Deontay Wilder è il numero 1 sulla scena e come tale va pagato“.

Il match con Joshua? Lo farò. Il secondo incontro con Tyson Fury? Ci sarà” il campione segue il filone e promette la Grande Sfida.

Seduto sul divano di casa riguardo il destro con cui ha messo knock out al primo round Dominic Breazeale e ripeto quello che ho già scritto: Deontay Wilder può battere qualsiasi peso massimo in circolazione. Partirebbe leggermente sfavorito contro Anthony Joshua, alla pari con Tyson Fury.

E in giro c’è anche Dillian Whyte (25-1-0, 18 ko) che potrebbe farci divertire.

Se ci fosse un bravo puparo, ne vedremmo delle belle.

RISULTATIMassimi (mondiale WBC) Deontay Wilder (41-0-1, 40 ko, 101,263 kg) b Dominic Breazeale (20-2-0, 18 ko, 115,778 kg) ko dopo 2:17 del primo round. Piuma (mondiale WBC) Gary Russell jr (30-2-0, 17 ko) b Kiko Martinez (39-9-2, 28 ko) kot 5.

Tutto sul mondiale Wbc dei massimi Wilder vs Breazeale (diretta TV)

DOVE
Barclay Center, Brooklyn, New York

QUANDO
Stanotte

IL CLOU
Wilder (detentore) vs Breazeale (sfidante)

IN PALIO
Mondiale massimi WBC

IL CAMPIONE
Deontay Wilder

40-0-1 (39 ko)

33 anni

Stati Uniti

Altezza 2.01

Peso 101,263

Ultimi cinque match
16 luglio 2016   
+kot 8 Chris Arreola (36-4-1)

25 febbraio 2017
+kot 5 Gerald Washington (18-0-1)

4 novembre 2017
+ko 1 Bermane Stiverne (25-2-1)

3 marzo 2018
+kot 10 Luis Ortiz (28-0)

1 dicembre 2018
= SD Tyson Fury (27-0)

LO SFIDANTE
Dominic Breazeale

20-1-0 (18 ko)

33 anni

Stati Uniti

Altezza 2.01

Peso 115,778

Ultimi cinque match
23 gennaio 2016
+kot 5 Amir Mansour (22-1-1)

25 giugno 2016
-kot 7 Anthony Joshua (16-0)

25 febbraio 2017
+ko 5 Izuagbe Ugonoh (17-0)

4 novembre 2017
+kot 8 Eric Molina (26-4-0)

22 dicembre 2018
+ko 9 Carlos Negron (20-1-0)

ULTIME QUOTE SCOMMESSE
(William Hill)
Deontay Wilder 1.12
Dominic Breazeale 6
Pari 26

TELEVISIONE
Diretta della serata su DAZN a partire dalle 03:00 di stanotte

PROGRAMMA
Massimi (mondiale WBC, 12×3) Deontay Wilder (40-0-1, 39 ko) vs Dominic Breazeale (20-1-0, 18 ko). Piuma (mondiale WBC, 12×3) Gary Russell jr (29-1-0, 17 ko) vs Kiko Martinez (39-8-2, 28 ko); Superleggeri (10×3) Juan Heraldez (16-0) vs Argenis Mendez (25-5-2); Massimi (8×3) Roberto Alfonso (18-0) vs Iago Kiladze (26-4-0); Gallo (8×3) Gary Antonio Russell (13-0) vs Saul Eduardo Hernandez (13-12-1); Superleggeri (8×3) Gary Antuanne Russell (8-0) vs Marco Mojica (16-3-2); Richardson Hitchins

L’ANALISI

Deontay Wilder ce l’ha fatta. È riuscito a spostare l’attenzione dal match, da quello che un incontro di pugilato tra lui e Dominic Breazeale potrebbe offrire. Sapeva e sa che esperti e addetti ai lavori vedono un solo probabile vincitore, senza se e senza ma. Lo dicono anche i bookmaker, gente che difficilmente sbaglia un pronostico: William Hill paga 1.12 la vittoria del campione, offre a 6.00 quella dello sfidante.

È anche per questo che Wilder ha messo in piedi un film, quello di un killer a caccia di una vittima, del pugile spietato che vuole un cadavere nel suo record.

In questa sceneggiatura, volgare, priva di fantasia e di originalità, ognuno ha recitato la sua parte.

Lui. “La boxe è l’unico sport in cui puoi uccidere un uomo ed essere pagato per questo. Perché non dovrei farlo?

L’altro. “Si accorgerà di quale errore abbia commesso quando, steso al tappeto, guarderà il mio sorriso”.

E Mauricio Sulaiman, il presidente del WBC che sancisce questo mondiale. “Ho letto le dichiarazioni di Deontay Wilder, sono deplorevoli e completamente contrarie allo spirito del nostro sport. Conosco Wilder da molto tempo, non lo riconosco in quelle parole. Le sue metafore sono in contrasto con il codice etico del WBC e saranno discusse in un’audizione“.

È la riedizione di Rocky IV (“If he dies, he dies” dice Ivan Drago), con la speranza che non abbia lo stesso finale.

 

Ci sono stati e ci saranno altri pesi massimi che hanno interpretato il ruolo di Wilder. Anche famosi. Mike Tyson lo era, si proclamava “l’Uomo più cattivo dell’Universo” e minacciava di spaccare le ossa della faccia del suo avversario fino a ficcargliele nel cervello. Più classe, maggiore psicologia e decisamente migliore predisposizione alla recita aveva Muhammad Ali, che della provocazione aveva fatto un’arte.
E allora perché sento la nausea per quello che dice il campione del WBC?

Perché non è credibile, perché recita come un attore di serie B. E se facesse sul serio, sarebbe da incarcerare immediatamente. La credibilità un pugile la conquista sul ring.

A 33 anni Deontay Wilder ha nel suo record due nomi importanti. Luis Ortiz, che al momento della sfida aveva 39 anni, sconfitto per kot 10; e Tyson Fury con cui ha pareggiato.

Tyson alla stessa età aveva battuto Bruno, Ruddock, Michael Spinks, Williams, Tucker, Berbick, Smith.

E Ali, beh Ali aveva sconfitto Frazier, Bugner, Lyle, Foreman, Norton, Patterson, Quarry, Ellis, Bonavena, Liston.

Ognuno ha i suoi avversari. Sabato notte Wilder avrà Dominic Breazeale. E allora per vendere lo show in pay per view deve fare rumore. Il suo nome da solo non basta.

Le cronache americane riferiscono di un campione che ha messo su qualche chilo in più, alle operazioni ufficiali ha confermato di essere più pesante degli ultimi quattro match. Muscoli, dicono, che lo fanno sembrare un Ercole moderno. Bene, anche se la scienza dice che, a quell’età, non c’è allenamento al mondo che possa trasformare i chili in più in muscolatura nel corpo di un atleta. L’altro, lo sfidante, dovrebbe presentarsi sul ring in piena forma. Appena meno pesante di quanto non fosse contro Carlos Negron, l’ultimo avversario affrontato nel dicembre scorso.

Wilder è un ottimo pugile. Il suo destro dritto è un’arma fantastica per potenza e dirompente efficacia. È un colpo che potrebbe risolvere il match contro qualsiasi avversario in circolazione. Non partirebbe chiaro sfavorito contro nessuno, neppure contro Anthony Joshua. Se dovessi quotare quel match, darei all’inglese una leggera preferenza.

Non è il pugile Wilder a non convincermi. È il maldestro attore, la farsesca interpretazione del Bad Man a darmi fastidio. Da sempre dico che la boxe non ne ha bisogno. Ma sembra che mi sbagli. Ho trovato molti sostenitori, oggi come in passato per l’atteggiamento di Derek Chisora, del metodo “ti spacco la faccia, ti mando al cimitero”. Ognuno resti pure della sua idea, nei limiti della legalità. A me queste dichiarazione non fanno nemmeno sorridere. Mi intristiscono.

E Breazeale? È rimasto fuori dall’intera sceneggiata, ha ricoperto un ruolo minore come era giusto che fosse. Ha tenuto un profilo basso. È un discreto peso massimo, anche lui in possesso di potenza: 18 ko su 20 vittorie. Ha perso una sola volta, quando ha incontrato un avversario di livello. Anthony Joshua lo ha messo knock out in sette round.

Come sempre i pronostici sui pesi massimi sono a rischio di figuraccia. Stando alle qualità dei due, ai loro record, a quanto hanno fatto vedere sinora, Deontay Wilder dovrebbe chiudere il mondiale entro il quinto round. Lo scrivo e resto in attesa di essere sbeffeggiato, non mi meraviglierei.