Rocky torna all’angolo di Creed per la rivincita contro il figlio di Ivan Drago

Tre foto sul suo profilo Instagram, tanto per capire quale sarà la reazione degli spettatori. Sylvester Stallone ha postato in rapida successione tre immagini che fanno chiaramente pensare a un sequel di Creed, lo spin off di Rocky che ha avuto grande successo commerciale negli Stati Uniti: cento milioni di incasso al botteghino.

Creed 2 avrebbe almeno due degli stessi protagonisti: Rocky Balboa (Sylvester Stallone) nelle vesti di allenatore e titolare di un ristorante, Adonis Creed (Michael B. Jordan) pugile e figlio di Apollo Creed.

La storia si aggancerebbe a Rocky IV, uscito nel 1985, il film in cui Apollo muore durante un match esibizione con Ivan Drago (Dolph Lundgreen). Rocky si è sempre sentito responsabile di quel luttuoso evento per non averlo evitato e per non essere intervenuto prima.

A trentadue anni di distanza Creed jr e Drago jr potrebbero ritrovarsi su un ring per risolvere vecchie questioni. E questa, in poche parole, la trama più probabile del film che dovrebbe uscire nel 2018. Più difficile che Stallone opti per una strada più complessa: il ritorno indietro nel tempo con l’intento di impedire ad Apollo di affrontare Ivan Drago.

Valutata la risposta dei potenziali spettatori, Stallone e la Metro Goldwin Mayer prenderanno la loro decisione definitiva sul film.

La Wbo rigiudica Pacquiao vs Horn, l’ha chiesto il Governo filippino…

La boxe è un mondo a parte.
Il bizzarro comportamento degli Enti preposti a far rispettare le regole crea assuefazione, al punto che situazioni in qualsiasi altro sport paradossali se non folli vengono accettate e catalogate come normali.
Prendiamo la decisione della World Boxing Organizzation in merito al titolo dei welter tra Manny Pacquiao e Jeff Horn.
I giudici a bordo ring hanno assegnato all’unanimità il verdetto all’australiano: Wanessa Roldan 117-111, Chris Flores 115-113, Romaon Cerdan 115-113.
Pacquiao ha protestato contestando la giuria.
E questo rientra nella normalità delle cose.


Un dipartimento del governo filippino ha formulato una protesta ufficiale. E qui entriamo nel campo delle stranezze. The Philippines Games and Amusement Board (GAB) ha chiesto alla Wbo di rigiudicare il match. In altre parole, l’organismo che regola giochi e divertimenti e sovrintende alla regolarità degli sport su cui sono accettate le scommesse nelle Filippine ha fatto formale richiesta di revisione a un ente che gestisce a livello mondiale il pugilato.
Siamo entrati nello strano mondo della boxe.


La Wbo ha accettato di rigiudicare il match.
Ma non si è fermata qui.
“Saremmo felici se il GAB ci presentasse le prove di una frode o della violazione delle legge” ha detto il presidente Paco Valcarcel.
Saremmo felici?
Il regolamento WBO non prevede il cambiamento del verdetto se non in presenza di una frode accertata, ma non è detto che nel tempo non si arrivi a modificarlo. Il mondo della boxe è capace di tutto…
Per ora il titolo resta a Jeff Horn, qualsiasi sia il pronunciamento della nuova giuria.


Cinque giudici internazionali (che rimarranno anonimi) esamineranno il video dell’incontro, privato dell’audio perché potrebbero essere influenzati nel compilare il cartellino dagli incitamenti del pubblico. Il round sarà assegnato a uno dei due pugili solo se tre giudici su cinque saranno della stessa opinione.
Nel caso in cui il verdetto di questa giuria di appello dovesse essere in favore di Pacquiao, la Wbo ordinerà una ripetizione del match.
Tutta questa pantomima era già accaduta in occasione della vittoria per split decision di Timoty Bradley, sempre contro Manny Pacquiao, il 9 giugno del 2012: 115-113, 115-113, 113-115. La giuria di appello aveva premiato il filippino (118-110, 117-111, 117-111, 116-112, 115-113) che aveva poi vinto gli altri due confronti con l’americano.
In entrambi i casi, sia con Horn che con Bradley, i contratti prevedevano una rivincita per Pacquiao in caso di sconfitta. Quindi l’intervento della Wbo sul piano pratico era ed è totalmente inutile. Ma quello che i mio chiedo è: in quale altro sport si accetta di rigiudicare un evento su richiesta del dipartimento di un governo federale?
Il pugilato continua a muoversi come un uomo nella nebbia. Senza avere riferimenti precisi, appoggiandosi a ogni sponda, accettando qualsiasi intromissione, gestendo casualmente qualsiasi situazione.

Steve Collins (52) e Nigel Benn (53) vogliono tornare sul ring dopo vent’anni!

Il pugilato è uno sport per pochi.
Ne sono sempre stato convinto. Richiede grande fisicità, condizioni atletiche ottimali, alta soglia del dolore, doti tecniche e capacità di elaborare velocemente soluzioni tattiche. Se hai una spiccata personalità, meglio.
Ma la boxe in alcune occasioni si trasforma in qualcosa di diverso. È un’occasione per tentare di fare soldi, fino al punto da abbandonare lo sport e sconfinare nell’intrattenimento.
Accadrà con Floyd Mayweather jr vs Conor McGregor, un campione del mondo imbattuto (49-0) contro un pugile all’esordio pur avendo un’importante curriculum nell’UFC.
Ora rischia di percorrere la stessa strada, ma con l’aggravante di un maggiore pericolo, l’evento che si sta preparando in Inghilterra.


Nigel Benn, 53 anni, e Steve Collins, 52, potrebbero sfidarsi su un ring britannico nel prossimo autunno. Lo hanno dichiarato entrambi alla BBC.
Sono due ex campioni del mondo, due ex grandi pugili.
Sono due ex.
Benn non combatte dal 1996, Collins ha un anno di attività in più. Fermi da almeno vent’anni.
Io mi domando: perché?
“È una questione di soldi, voglio comprare un’altro pezzo di terra” dice Steve.
“È l’ultimo capitolo, la chiusura di una storia” dice Nigel.


Si sono già affrontati in due occasioni, nel ’96. Entrambe le volte la vittoria è andata a Collins: per infortunio (alla caviglia) nel primo match, per abbandono nel secondo.
“Spero che questo incontro non si faccia mai” dice Conor Benn (6-0), figlio di Nigel.
“Sono preoccupato per la loro salute” dice Robert Smith, segretario del BBBC.
Dovrebbe essere proprio il British Boxing Board of Control a sanzionare l’evento, al momento sembra difficile possa firmare le licenze che comunque non sono state ancora chieste. Se dovesse tirarsi indietro ci sono altri enti, al di fuori della Gran Bretagna, che potrebbero sostituire il BBBC. Il Lussemburgo, ad esempio, che ha già recitato questa parte in occasione di David Haye vs Derek Chisora. O la Federazione Maltese che opera sia in Inghilterra che in Irlanda.


Più complicato sarà trovare chi metterà su la sfida, chi troverà soldi e televisione per renderla reale. Non penso che Eddie Hearn e Frank Warren che lavorano in zona si lascino coinvolgere in questo show. E allora si rischierebbe di affidare l’evento a qualche operatore con meno esperienza e meno dubbi su quello che andrebbe a mettere in piedi.


Non so perché Nigel Benn e Steve Collins stiano cercando di tornare sul ring. Forse è solo una mossa tesa a creare interesse sui loro nomi per poi lanciare un’operazione a cui tengono particolarmente. Se non ci fosse alcun secondo fine dietro e si arrivasse davvero a un match di pugilato, la sconfitta sarebbe certa per tutti. Rocky Balboa è il personaggio di un film, nella realtà la vita è molto più dura.

 

Odell Beckham jr si fa tatuare la copertina di SI con il morso di Tyson a Holyfield

Odell Beckham jr è un ragazzone di 24 anni, gioca wide receiver nei New York Giants ed è uno dei più popolari atleti della National Football League (NFL).

Odell ha deciso di ricoprire il suo corpo di tatuaggi. Sull’intera schiena ha disegnata la scenografia del “Pianeta delle api”.

Sotto il collo ha scritto a numeri romani le date dei compleanni dei genitori (aprile e ottobre 1970).  Appena sotto ha riportato in corsivo “Temi la vita non la morte” e ha poi ricoperto interamente le braccia e metà torace.

Sulla parte inferiore della gamba destra ha il ritratto di Michael Jackson, il cantante preferito. Quando realizza un touchdown festeggia sul campo esibendosi in un balletto che ricorda MJ in Thriller.

Sulla gamba destra ha le facce di Lil Wayne, un artista americano dell’hip hop, e il re del reggae Bob Marley.

Nelle ultime ore è arrivato l’ultimo tattoo. Se l’è fatto per celebrare una ricorenza. Il 28 giugno del ’97 Mike Tyson, colpito da improvvisa follia, staccava parte del lobo dell’orecchio di Evander Holyfield. La prestigiosa rivista Sports Illustrated dedicava una copertina all’evento.

Odell Beckham jr si è fatto tatuare sulla parte inferiore della coscia destra esattamente il disegno di quella copertina, logo della rivista compreso.

E ha già detto che non finisce qui…