La strana storia di Mike Tyson. Gioca nella NFL o è un perdente nato?

Non è facile essere Mike Tyson.
Ho letto una notizia sul web e subito mi è tornata alla mente una vecchia storia. Mi fermo un attimo, prima di raccontervela voglio parlarvi della notizia.
Lui si chiama Mike Tyson, come il padre, come il figlio di tre anni.
Si chiamano proprio così senza senior o junior dopo il nome. Hanno preferito mettersi tre differenti nomi di mezzo (Jorge, Jamont’e, Jai) per distinguersi.
“Piacere, Mike Tyson”
“Sei un parente?”
“No, sono proprio Mike Tyson”
Accade almeno una volta al giorno. La gente non riesce a capacitarsi di essere davanti a quello vero. Forse perché il nostro Mike Tyson gioca defensive back nei Seahawks che lo hanno appena scelto al sesto giro del Draft della NFL.
“Sono un atleta molto fisico, versatile. Voglio solo fare il mio lavoro”.

È alto 1.88 e pesa attorno ai 91 chili. Potrebbe essere un buon massimo, magari un cruserweight. E invece no.
“Chi è il vero Tyson?”
“Lo siamo tutti e due. Solo che lui faceva il pugile e io gioco a Football”.
Viene da Norfolk, Virginia. La città del grande Pernell Whitaker, Sweet Pea, campione del mondo in quattro categorie di peso. Il cerchio si chiude.
Il nostro uomo è nato nel luglio del 1993, anno in cui Iron Mike dopo essere stato il più giovane campione del mondo dei pesi massimi era diventato ospite della prigione di Plainfield nell’Indiana. Condannato a due anni per stupro.
E questo è l’ultimo caso di omonimia che mi ha incuriosito. L’altro risale a qualche tempo fa ed è ancora più strano…


Erano i magici anni Ottanta.
La boxe viveva un’epoca di grandi protagonisti.
Mike Tyson era un peso massimo e aveva un fisico compatto.
Non altissimo, assai vicino ai cento chili di peso. Qualcuno lo chiamava The Destroyer, il distruttore.
Saliva sul ring pieno di certezze e quando scendeva il risultato del suo match era sempre lo stesso.
Una sconfitta dietro l’altra.
Jerry Halstead, Lione Washington, Andre Smith, Kimmuel Odum e Dick Ryan lo avevano messo knock out. Chuck Gardner e Bobby Hitz l’avevano battuto solo ai punti.
Aveva un record di cui vergognarsi: 0-7-0.
Eppure Mike Tyson continuava a girare per gli Stati Uniti raccontando di essere il migliore.
“Stavolta sarà l’occasione buona?”
Ye-a-a-ah“.
Strascinava le parole e per ogni domanda sembrava avere un’unica risposta.
Ye-a-a-ah“.
Era Mike Tyson.


La verità è che tutti lo chiamavano OT, Other Tyson (l’altro Tyson).
Perché quello vero era anche lui un peso massimo, ma della categoria era il campione del mondo.
Ed era imbattuto.
Il nostro OT era nato nel 1960 a Oxford nel Mississippi, a 18 anni se ne era andato a Davenport nell’Iowa. Aveva lavorato in una fabbrica che produceva ketchup e poi aveva fatta l’autista di camion. Si era allenato prima con Bob Kramer, poi con Bill Bender a Los Angeles. Era rimasto nel professionismo dal 1986 al 1989, gli di massimo splendore di Iron Mike.
Gli unici match che OT aveva vinto erano stati quelli nei “toughman contest“. Uomini senza alcuna esperienza di boxe che si mettevano i guantoni e salivano sul ring. Per due volte era stato finalista del torneo e aveva portato a casa mille dollari.
La sua borsa media si aggirava sui 1.200 dollari, mentre il Tyson vero inatascava milioni a ogni combattimento.
L’unico momento in cui le due vite avevano rischiato di incrociarsi era stato quello in cui la polizia aveva bussato alla porta di OT in un vecchio hotel della California e gli aveva scaricato addosso una denuncia per avere picchiato un parcheggiatore. Lui aveva impiegato qualche ora per chiarire l’equivoco e quelli erano andati da Iron Mike.


Non ho mai avuto i manager giusti, avrebbe saputo trovarmi l’opportunità per far vedere il mio valore“.
E se ti avessero proposto un match con il campione che cosa avresti risposto?
Ye-a-a-ah“.
Pensavi di poterlo battere?
Ye-a-a-ah“.
Questa è la storia di OT, l’altro Tyson.
Se ti chiami così, hai deciso di fare il pugile e sei un peso massimo, per la miseria proprio nell’epoca del vero Mike Tyson dovevi capitare?
Ye-a-a-ah…
Ma anche se scegli di giocare defensive back nella National Football League, quel nome ti perseguiterà. Credimi, ogni volta che stringerai la mano a un nuovo amico, ti sentirai chiedere: “… ma sei quello vero?”.
Parola di Mike Tyson…

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