Il video di un terrificante ko, una brutta storia da raccontare…

La boxe è nobile, gli uomini che la frequentano non sempre lo sono.

Sono stato incuriosito da una notizia che ho letto in Rete.

Raccontava la storia di un match che si è svolto sabato al Civic Center di Hammond, nell’Indiana.

Mikey Dahlman, venticinquenne di Chestertown, al debutto da professionista ha vinto per ko dopo 2:14 dal suono del primo gong.

Sono rimasto impressionato dalle immagini viste su TMZ. Un knock out devastante che ha addirittura spedito il rivale fuori dal ring. L’arbitro Kurt Spivey non ha avuto neppure il tempo di iniziare il conteggio, si è dovuto precipitare fuori dalle corde per aiutare il malcapitato.

Sono andato a cercare qualche informazione in più sullo sconfitto.

Si chiama Rick Ogden, è mancino, ha 32 anni e viene da Kalamazoo nel Michigan.

Ha esordito il 23 marzo del 2013.

In questi quattro anni ha disputato otto match e li ha persi tutti. Li ha persi tutti per ko: sei volte al primo round, due al secondo.
Il 6 luglio 2013 è stato messo via in meno di due riprese da Justin Mayweather Jones, fratello da parte di padre di Floyd Mayweather jr (nella foto in alto una fase del match, Ogden è a destra).

Ha affrontato tre debuttanti e un ragazzo al secondo match da pro’, oltre ad altri quattro imbattuti. In tutto è riuscito a rimanere sul ring meno di dieci round. In quattro anni non mi sembra tanto…

Quando leggo queste cose, mi chiedo come concedano i nulla osta tecnici, come acconsentano al rinnovo delle licenze, con quale coraggio gli organizzatori li mandino sul ring.

Rick Ogden sta bene, così ha detto il promoter locale.

Almeno fino al prossimo ko.

 

 

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Pazzesco incidente nella Indy 500, auto in volo e in fiamme…

I progressi sulla sicurezza delle auto in gara, tanta fortuna.
Solo così si può spiegare quello che è accaduto domenica a Indianapolis nel corso della Indy 500.

Durante il cinquantatreesimo giro dei duecento previsti, Jay Howard ha perso il controllo della vettura, ha sbattuto contro il muro sotto le tribune e non ha più potuto gestire la macchina che si è intraversata procedendo lentamente verso il centro della pista.
Scott Dixon se l’è improvvisamente trovata davanti e non ha potuto evitare l’impatto.
La sua auto è volata in aria, ha sbattuto contro il muretto della recinzione, si è incendiata, capovolta, ha fatto una rotazione su se stessa e infine si è fermata.


Attimi di terrore per la sorte dei due piloti. Poi, un sospiro di sollievo.
Jay Howard e Scott Dixon non hanno riportato alcun danno.

“Come ti senti?” ha chiesto un’intervistratrice della Abc-Tv a Dixon dopo l’incidente.
“Un po sbattuto. Sono contento che tutti stiano bene. È stato sicuramente un giro selvaggio.”

La notte di Errol, il dramma di Kell davanti alla sua gente

Il match di Sheffield ha risposto a quasi tutte le domande che aveva generato e ha messo in piedi una di quelle storie in cui il dramma si mischia con la felicità.

Errol Spence jr è un campione. E ha la mascella robusta. Ha incassato il destro di Kell Brook senza dare segni apparenti di sofferenza, è passato attraverso una prima metà del match in cui ha più subìto che offeso. Segno che il fisico regge, che ha gambe e testa. Oltre a essere in possesso di un pugno pesante.

Il nuovo campione Ibf dei welter è un demolitore che sgretola pugno dopo pugno la resistenza del rivale. Così ha fatto ieri. Un lavoro al corpo meticoloso, incessante. Una pressione costante e la capacità di restare nel vivo dell’azione anche quando era l’altro a comandare.

Forse non ha una boxe spettacolare in grado di affascinare uomini, donne e bambini. Probabilmente non accende i cuori di chiunque si sieda davanti alla tv o a bordo ring. Ma è un signor pugile che ha testa, talento e potenza.

Piace di più a chi riesce a gustare le finezze di questo sport, perché nel suo pugilato non ci sono fuochi d’artificio, battaglie da Far West o scazzottate da rissa in strada. No, la boxe di Spence jr è fatta di colpi precisi, portati quando e dove devono essere portati. E fanno dannatamente male.

Ha personalità. Si è trovato davanti a ventisettemila persone che erano lì solo per l’altro uomo sul ring e non se ne è minimamente curato. Ha subìto i colpi e la scelta di tempo di Brook per metà match, ma non si è fatto prendere dall’agitazione. Ha reagito come solo i campioni sanno fare. Con la calma di chi è consapevole del proprio valore.

Kell Brook è stato sfortunato, ma ha pagato sue colpe.

Credo che la presunzione di tornare tra i welter sia stato il peccato più grande. Non so quanto sia vera la notizia dei sedici chili persi in venti settimane, ma so che ha faticato da matto a rientrare nei limiti della categoria. Ha accumulato sacrifici e privazioni che alla fine hanno presentato il conto. Dalla settima in poi mi è sembrato stanco. Un po’ per merito di Spence jr che non ha mai allentato la pressione, un po’ per un suo calo fisico.

Non so quanto sia grave l’infortunio all’occhio sinistro. Eddie Hearn ieri notte ha detto che il fighter di Sheffield è stato ricoverato in ospedale e ha aggiunto che si teme una nuova frattura della cavità orbitale. Contro Golovkin era l’occhio destro, con l’americano quello sinistro. Ma stavolta Brook ha sofferto la menomazione in modo assai più evidente di quanto non avesse fatto contro il kazako. Segno che al dolore, alla preoccupazione di vedere le immagini sdoppiate, si è andato a sommare anche il ricordo di quello che aveva già subito solo pochi mesi prima.

Kell Brook ha confermato di avere colpi duri, personalità e motivazioni importanti. Qualità che non sono riuscite a salvarlo contro un altro attaccante, capace di esercitare pressione continua e di scagliare pugni pesanti che andavano spesso a bersaglio. La velocità di gambe e braccia, unita alla maggiore precisione dei colpi e a una potenza di un livello superiore hanno portato lentamente ma inesorabilmente il match dalle parti dell’americano. E hanno condotto Brook verso la sofferenza. Fisica per i colpi subiti e quell’occhio malmesso, mentale per la delusione di avere fallito davanti a una città che era lì solo per lui.

Anche i tre giudici hanno giustamente visto la predominanza dell’americano.

Qualcuno in maniera un po’ sbilanciata da una parte (97-92 per Adelaide Byrd), qualcuno da un’altra (95-94 per Dave Parris), qualcuno in maniera più equilibrata (96-93 per Allejandro Lopez), ma tutti senza alcun dubbio per Spence jr che ha anche inflitto un conteggio a Brook, per quello che io chiamo accumulo di colpi, nel decimo round.

Al momento dell’abbandono, perché tale è stato anche se il verdetto ufficiale parla di ko, avevo tre punti per Errol Spence jr, un campione degno dei vertici della categoria.

È stato un match di qualità e di sostanza. Una rarità, per questo ancora più apprezzabile. Qualcuno è rimasto deluso, forse si aspettava uno spettacolo diverso. Io no, sono rimasto incantato da quello che ho visto.

E da questo momento in poi ho un sogno da innamorato della boxe, vedere Errol Spence jr contro Keith Thurman…

WELTER (titolo Ibf) Errol Spence jr (Usa, 66,450 kg, sfidante) b. Kell Brook (Gbr, 66,450 kg, detentore) per ko a 1:47 del round numero 11. Arbitro: Howard John Foster. I cartellini al momento della sospensione: Adelaide Byrd 97-92, Alejandro Lopez 96-93, Dave Parris 95-94 per Spence jr.

 

Brook vs Spence jr, il 2017 è l’anno della grande boxe

È un 2017 magico per la boxe.

E la sfida tra Kell Brook ed Errol Spence jr ne è solo l’ultimo esempio in ordine di tempo.

Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo visto:

Anthony Joshua vs Wladimir Klitschko (90.000 spettatori allo stadio di Wembley, oltre un milione di pay per view solo in Gran Bretagna).

Saul Canelo Alvarez vs Julio Cesar Chavez jr (match non eccezionale per colpa di Chavez, 20.000 spettatori e oltre un milione di pay per view).

Keith Thurman vs Danny Garcia (3,74 milioni di telespettatori in chiaro sulla CBS, con un picco di 5,1 milioni).

James DeGale vs Badou Jack.

Leo Santa Cruz vs Carl Frampton.

E adesso ci attendono:

3 giugno (Mandalay Bay Hotel, Las Vegas) Sergey Kovalev vs Andre Ward per il titolo Wba, Ibf, Wbo dei mediomassimi.

19 settembre (Stati Uniti) Saul Canelo Alvarez vs Gennady Golovkin per il titolo Wbc, Wba, Ibf dei medi.

Nell’elenco non figura Tony Bellew vs David Haye, altro match di grande richiamo popolare, che è un gradino sotto quelli citati e non aveva il titolo in palio.

Tutti questi pugili fanno riferimento ai vecchi modelli, a quelli che Floyd Mayweather aveva dimenticato pensando solo ai soldi. La differenza tra gli ultimi tempi e oggi è che promoter e pugili fanno soldi, ma assumendo dei rischi” ha detto Oscar De La Hoya a Dan Rafael di Espn.com.

La categoria dei welter ha campioni in esubero. Basta guardare la classifica del TBRB (Transnational Boxing Rankings Board)

Rank Name Record – W-L-D (KO) Nationality Last Week
Open
1 Manny Pacquiao 59-6-2 (38) PHI 1
2 Keith Thurman 28-0-0 (22) USA 2
3 Kell Brook 36-1-0 (25) ENG 3
4 Shawn Porter 27-2-1 (17) USA 4
5 Errol Spence Jr. 21-0-0 (18) USA 5
6 Danny Garcia 33-1-0 (19) USA 6
7 Jessie Vargas 27-2-0 (10) USA 7
8 Lamont Peterson 35-3-1 (17) USA 8
9 Felix Diaz 19-2-0 (9) DOM 9
10 Lucas Matthysse 38-4-0 (35) ARG 10

 

Tanti campioni che si affrontano tra loro.

In fondo è solo questo che chiede il popolo della boxe.

Kell Brook e Errol Spence jr rispecchiano tutti questi valori. Sono talenti assoluti che non hanno paura di misurarsi con altri talenti.

Per questo c’è grande attesa per il match di stasera, perché il pronostico è incerto, il passato dei due è una dimostrazione continua di potenza e tecnica, la personalità dei protagonisti è fuori discussione.

Come sempre accade alla vigilia di una grande sfida, sono più le domande che le certezze. E anche in questo caso i principali quesiti non sono sul livello di qualità dei contendenti, ma sulle implicazioni psicologiche e di tenuta dei due.

Kell Brook per essere al meglio delle sue possibilità non dovrà lasciare spazio a pensieri che rievochino il kot subito da Golovkin o l’infortunio all’occhio destro. La placca di titanio che il chirurgo ha applicato sulla cavità orbitale fratturata non dovrà costituire una preoccupazione in più. Facile a dirsi, meno a farsi.

Brook dovrà fugare anche ogni dubbio sul suo calo di peso. Ho letto di strane diete, di miracolosi risultati che gli avrebbero permesso di mettere via sedici chili in venti settimane, conservando la massima integrità fisica. Certo, a vederlo alle operazioni di peso, sembrerebbe che la dieta gli abbia fatto solo bene. Ha mostrato un fisico eccezionale.

Spence jr dovrà mostrare al mondo che la sua mascella tiene anche colpi devastanti come il diretto destro di Brook. La tenuta sotto attacco di un picchiatore è l’interrogativo più grande legato alla performance dell’americano. Non credo che i trentamila spettatori urlanti in favore dell’idolo di casa riescano a influenzarlo più di tanto.

Anche lui qualche problemino di peso lo avrà avuto, se è vero che solo cinque volte in ventuno incontri è stato entro il limite della categoria. Ma penso che abbia dovuto fare, in questo campo, meno sacrifici del suo avversario.

Poi ci sarebbe da mettere a confronto i due modi di combattere.

Ed è proprio qui che mi sento di propendere, anche se in maniera molto leggera, in favore di Spence jr. Se, come molti pensano, Brook andrà a cercarlo fin dal primo gong provando a chiudere la contesa nella maniera più veloce possibile, la bravura tecnica dello sfidante potrebbe essere la chiave vincente. La sua abilità nel rubare il tempo, la maggiore velocità di gambe e braccia potrebbero decidere il combattimento.

Ma sto parlando di sfumature, di quasi impercettibili differenze. Sono due campioni in possesso di potenza di pugno e talento. Il pronostico resta sospeso nell’aria.

Non scommetto, ma se proprio fossi costretto a farlo e non puntassi per accumulare soldi, metterei qualcosa su Spence jr, anche se forse mi faccio influenzare più da quello che potrebbe essere che da quello che ha fatto finora vedere. Insomma, le sue potenzialità mi hanno così impressionato che le ho fatte diventare una realtà già comprovata.

Preferisco la fluidità della sua boxe. Un filo sopra all’energia e alla tecnica di Brook, tutto qui.

L’ho detto.

E adesso godiamoci lo spettacolo.

Quando
Sabato 27 maggio 2017

Dove
Bramall Lane Football Ground, Sheffield (all’aperto)

Spettatori previsti
Venticinquemila.

Incontro principale
Welter (campionato Ibf, 12×3) Kell Brook (36-1-0) vs Errol Spence Jr (21-0).

Orari riunione
Primo incontro: alle 19:00 ora italiana
Match principale: attorno alle 23:15 ora italiana

Quote bookmaker inglesi
Brook: 6/4 (per ogni 4 sterline scommesse, se ne intascano 6 in caso di vittoria)
Spence Jr: 4/7
Pari: 20/1

Ultimo match
10/9/2016 Gennady Golovkin b Kell Brook kot 5 (campionato medi Wbc, medi Ibf, medi Ibo).
21/8/2016 Errol Spence Jr b Leonard Bundu ko 6 (eliminatoria Ibf pesi welter)

Hanno detto
Brook: “Molte persone mi hanno suggerito vari modi per evitare Errol Spence Jr. Evidentemente non mi conoscono. Non sapevano quello che stavano dicendo. Voglio mostrare al mondo che sono il miglior peso welter del pianeta. E lo farò proprio davanti agli occhi della mia gente” (intervista a World Boxing News).
Spence Jr: “Sarò un rivale molto difficile da affrontare. Uscirò vincente da questa sfida. Sento che sarà una grande battaglia, non vedo l’ora di essere sotto quelle luci” (intervista a Sky Sports).

Dove vederlo in televisione

In Italia su FoxSports (canale 204, dalle 23:30) in diretta. Repliche: domenica 28 FoxSportsPlus (canale 205) dalle 12:00 alle 14:30; dalle 21:30 alle 24:00. Telecronaca Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran.
Nel Regno Unito in pay per view su Sky Sport UK al costo di 16,95 sterline (circa 20 euro).

Organizzazione
Matchroom di Eddie Hearn

Il resto del programma
Medi (4×3): Anthony Fowler (debutto) vs Artur Geikins (3-7-1, 2 ko)
Supermosca (8×3): Kyle Yousaf (10-0) vs Louis Norman (11-3-1)
Superpiuma (vacante Commonwealth, 12×3) Andy Townsend (18-4-0) vs Jon Kays (22-5-1)
Supermedi (vacante Wba Intercontinentale, 12×3) Jamie Cox (21-0) vs Lewis Taylor (19-3-1)
Massimi (vacante Commonwealth, 12×3) David Allen (11-2-1) vs Lenroy Thomas (20-4-0)
Supermedi (Wba Super mondiale, 12×2) George Groves (25-3-0) vs Fedor Chudinov (14-1-0)

L’articolo su Kell Brook è stato pubblicato il 26 maggio 2017. Se volete leggerlo cliccate su questo link:

https://dartortorromeo.com/2017/05/26/brook-diretto-destro-e-un-fantastico-jab-per-battere-spence-ma/

L’articolo su Errol Spence jr è stato pubblicato il 25 maggio 2017. Se volete leggerlo cliccate su questo link:

https://dartortorromeo.com/2017/05/25/scopriamo-i-punti-forti-e-il-lato-debole-di-errol-spence-jr/

Brook, diretto destro e un fantastico jab per battere Spence. Ma…

Kell Brook è un pugile che si porta dietro troppe domande.

Quesiti che impediscono di giudicarlo solo per il suo valore.

È una situazione che mi fa fare un viaggio indietro nel tempo.

Trent’anni fa Sugar Ray Leonard sfidava Marvin Hagler sul ring del Caesars Palace di Las Vegas. Saliva di peso per approdare in una categoria che non aveva mai frequentato, ma soprattutto era al secondo match degli ultimi cinque anni. Da quando era stato operato all’occhio sinistro per il distacco della retina, il 9 maggio dell’82, aveva affrontato solo Kevin Howard. Aveva vinto, ma aveva subito il primo knock down della carriera professionistica.

In molti, io per primo, al momento di formulare il pronostico ci eravamo lasciati influenzare da queste componenti, dimenticando il valore e le caratteristiche di un campione come Sugar Ray.

Mi ritrovo nella stessa situazione.

Kell Brook è reduce da un brutto kot, per riproporsi nella sua categoria naturale ha perso (a detta del suo nutrizionista) quasi sedici chili di peso da quando venti settimane fa ha ripreso gli allenamenti, torna sul ring dopo l’operazione all’occhio destro per una frattura della cavità orbitale.

Ora ha una placca di titanio a protezione dell’occhio.

Non posso ragionare con la testa degli altri. L’idea di prendere colpi su una cavità orbitale, dopo che un chirurgo ha faticato per sistemare la frattura e ha trovato come migliore soluzione quella di applicare una placca e fissarla con delle microscopiche viti, è un’idea che mi farebbe impazzire. Scapperei più lontano possibile da qualsiasi confronto fisico.

Ma io non sono Kell Brook. Devo quindi pensare che se ha scelto di combattere, non è schiavo di alcuna preoccupazione.

Resta in piedi il problema del peso.

Martedì scorso è salito sulla bilancia elettronica che ha dato il suo responso: 148.2 libbre (il limite è 147). Restavano da tirar via la miseria di cinque etti. Al peso ufficiale di venerdì ha segnato 146.5. Ce l’ha fatta. Anche se questo non gli garantisce al cento per cento che non ci saranno problemi.

Ha perso sette chili dall’ultimo match, ma soprattutto ne ha persi quasi sedici nelle ultime venti settimane. Sempre che quello che ci hanno raccontato sia vero.

Ecco perché dico che il secondo dubbio sembrerebbe risolto solo in apparenza .

Rimarrebbe la scossa psicologica della prima sconfitta, del primo knock out subito. A parole non dovrebbero esserci problemi, ma qui ho qualche interrogativo in più.

Metto momentaneamente da parte i dubbi 1, 2 e 3.

E finalmente posso parlare del pugile.

È un campione.

Il diretto destro e il jab sinistro danno consistenza alla sua boxe.

Il destro è l’immagine della potenza distruttrice, cala come una mannaia sui malcapitati avversari e li distrugge.

Il jab costruisce e contribuisce alla demolizione delle forze rivali.

Sa stare sul ring, si muove senza grande velocità di gambe ma con accortezza. Sa tagliare la strada al nemico, sa pressarlo. È un attaccante che accetta sempre e comunque lo scontro.

L’ha fatto contro Gennady Golovkin, un peso medio campione del mondo e con la dinamite nei pugni. L’ha affrontato sulla corta distanza, non è andato via sulle gambe. Si è fermato e ha scambiato, mettendo a volte in difficoltà il kazako. Poi ha pagato pesantamente questo atto di orgoglio.

Ha boxato così perché probabilmente non può fare altro.

Ha accettato gli scambi anche con Shawn Porter la notte in cui è diventato campione dei welter per l’Ibf. Questa è la sua boxe. Penso proprio che sarà così anche contro Errol Spence jr.

A quel punto c’è da chiedersi come pensi di superare la difficoltà che il trovarsi davanti a un mancino comporta. Nel corso delle difese mondiali ne ha affrontati due, Frankie Gavin e Ionut Don Ion. E li ha messi via prima del limite. Ma tra i due signori e Spence c’è l’Oceano.

E allora penso a un altro colpo che Kell porta con naturalezza ed efficacia. Il montante, sia sinistro che destro. Entrambi in direzione del mento. Chissà, potrebbero costituire la soluzione nel momento in cui il destro di prima intenzione dovesse trovare difficoltà di manovra.

Il match nasce sotto una cappa di grande equilibrio.

Brook dovrebbe aggredire subito, impedire all’altro di organizzarsi, fiaccarlo lentamente sul piano fisico. Ma lo sfidante ha gambe e braccia più veloci, mentre sul piano della potenza credo siano quasi sullo stesso piano come lo sono su quello puramente tecnico, con una leggera preferenza anche qui per Spence jr.

Errol è, come si dice, più bello da vedere. La sua boxe mi ha catturato. A seguirli impegnati in parallelo, il confronto per me è sempre finito in favore dell’americano. Anche se di poco, anche se con qualche dubbio.

Adesso che saliranno sullo stesso ring capiremo molte cose.

È forse il più bel confronto che la boxe di oggi possa proporre.

Hanno talento, classe nel gestire le situazioni, personalità, potenza, tecnica. Sono campioni assoluti. E si affrontano.

Ha coraggio Brook a mettere in fila rivali come Golovkin e Spence.

Ha coraggio Spence a volare in Inghilterra per battersi col campione, anche se più che una scelta è stata una tappa obbligata.

Dopo Joshua vs Klitschko arriva Brook vs Spence. Due grandi sfide, l’augurio è che la seconda risultati spettacolare almeno quanto la prima.

E che sia più entusiasmante di Hagler vs Leonard…

Età: 31 anni
Nato a: Sheffield (Gran Bretagna)
Residente: Sheffield (Gran Bretagna)
Altezza: 1.75
Guardia: Ortodossa
Soprannome: The Special One (Quello speciale)
Incontri: 37
Vittorie: 36
Prima del limite: 25
Percentuale di ko: 68%
Totale riprese disputate: 184
Sconfitte: 1
Debutto: 17 settembre 2004 (+ p. 6 Peter Buckley)
Ultimo match: 10 settembre 2016 (- kot 5 Gennady Golovkin)
Manager: Matchroom di Eddie Hearn

Quando
Sabato 27 maggio 2017

Dove
Bramall Lane Football Ground, Sheffield (all’aperto)

Spettatori previsti
Venticinquemila.

Incontro principale
Welter (campionato Ibf, 12×3) Kell Brook (36-1-0) vs Errol Spence Jr (21-0).

Orari riunione
Primo incontro: alle 19:00 ora italiana
Match principale: attorno alle 23:15 ora italiana

Quote bookmaker inglesi
Brook: 6/4 (per ogni 4 sterline scommesse, se ne intascano 6 in caso di vittoria)
Spence Jr: 4/7
Pari: 20/1

Ultimo match
10/9/2016 Gennady Golovkin b Kell Brook kot 5 (campionato medi Wbc, medi Ibf, medi Ibo).
21/8/2016 Errol Spence Jr b Leonard Bundu ko 6 (eliminatoria Ibf pesi welter)

Hanno detto
Brook: “Molte persone mi hanno suggerito vari modi per evitare Errol Spence Jr. Evidentemente non mi conoscono. Non sapevano quello che stavano dicendo. Voglio mostrare al mondo che sono il miglior peso welter del pianeta. E lo farò proprio davanti agli occhi della mia gente” (intervista a World Boxing News).
Spence Jr: “Sarò un rivale molto difficile da affrontare. Uscirò vincente da questa sfida. Sento che sarà una grande battaglia, non vedo l’ora di essere sotto quelle luci” (intervista a Sky Sports).

Dove vederlo in televisione
In Italia su FoxSports (canale 204, dalle 23:30) in diretta. Repliche: domenica 28 FoxSportsPlus (canale 205) dalle 12:00 alle 14:30; dalle 21:30 alle 24:00. Telecronaca Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran.
Nel Regno Unito in pay per view su Sky Sport UK al costo di 16,95 sterline (circa 20 euro).

Organizzazione
Matchroom di Eddie Hearn

Il resto del programma
Medi (4×3): Anthony Fowler (debutto) vs Artur Geikins (3-7-1, 2 ko)
Supermosca (8×3): Kyle Yousaf (10-0) vs Louis Norman (11-3-1)
Superpiuma (vacante Commonwealth, 12×3) Andy Townsend (18-4-0) vs Jon Kays (22-5-1)
Supermedi (vacante Wba Intercontinentale, 12×3) Jamie Cox (21-0) vs Lewis Taylor (19-3-1)
Massimi (vacante Commonwealth, 12×3) David Allen (11-2-1) vs Lenroy Thomas (20-4-0)
Supermedi (Wba Super mondiale, 12×2) George Groves (25-3-0) vs Fedor Chudinov (14-1-0)

L’articolo su Errol Spence jr è stato pubblicato ieri. Per leggerlo cliccare sul link…

https://dartortorromeo.com/2017/05/25/scopriamo-i-punti-forti-e-il-lato-debole-di-errol-spence-jr/

Scopriamo i punti forti e il lato debole di Errol Spence jr

Errol Spence jr è imbattuto dopo ventuno incontri, viene da una convincente vittoria per ko contro Leonard Bundu nell’agosto scorso, prima aveva messo via Chris Algieri in cinque round quando il grande Manny Pacquiao si era dovuto accontentare di un successo ai punti.
Il talento texano è un pugile solido. Spreca pochissimo, può tranquillamente essere definito un attaccante. Mancino, usa il destro non come disturbo o approccio per una successiva azione, ma come vero e proprio colpo. Il primo di una serie d’attacco. Lavora con grande efficacia al corpo, porta con disinvoltura ganci e montanti. Il diretto sinistro è stata un’arma letale in più di un’occasione.
Boxa preferibilmente in attacco, scegliendo la corta distanza.

Ha faticato a trovare spazio nel mondo della boxe e questo lo rende ancora più pericoloso, perché a 27 anni ha fame di successo, vuole prendersi quello che è convinto dovesse essere suo già da molto tempo.
Viene dai Giochi Olimpici di Londra, dove nel 2012 è stato uno dei tanti defraudati dai giudici Aiba. L’hanno visto sconfitto contro Krishan Vikas, il reclamo della squadra Usa ha convinto il settore tecnico a riesaminare il match. Hanno scoperto, così hanno detto, che l’indiano avrebbe dovuto subire due richiami ufficiali. Glieli hanno inflitti a tavolino e hanno così ribaltato il verdetto. Spence si è poi fermato nei quarti di finale.


In cinque anni da professionista ha fatto passi importanti. Ha sconfitto prima del limite Alejandro Barrera, Phil LoGreco, Samuel Vargas, Chris Algieri e ha distrutto con una devastante combinazione montante sinistro poco sopra il mento, terribile gancio destro alla mascella il nostro Leonard Bundu.
È gestito da Al Haymon, quindi non credo abbia avuto preoccupazioni per l’arrivo o meno della grande occasione. Ha soltanto dovuto aspettare.
Pratica una boxe rara. Non spreca un pugno e ogni volta che colpisce lascia il segno. Ha una difesa attenta, anticipa e attutisce i pugni scagliati dal rivale attenuandone l’impatto. Ma è proprio qui che si potrebbero nascondere piccole crepe. Quando porta l’attacco si scopre, lascia aperti piccoli spiragli entro cui mettere le mani per colpire, per fare male. Ma bisogna fare tutto con il massimo grado di tensione. È uno che ha pugni pesanti come mattoni. È imbattuto dopo ventuno incontri, ne ha vinti diciotto prima del limite. La realtà è davanti agli occhi di tutti. È uno che fa male con entrambe le mani, ha una boxe attenta, personalità e capacità di concentrazione.
Spence jr è un campione, se sia un fuoriclasse assoluto lo sapremo tra poco, magari già sabato quando salirà sul ring contro Kell Brook che, tra le tante cose che lo aspettano, avrà anche il compito di testare la mascella dell’americano.
Quali sono le sue capacità di incassare colpi?
Quando avremo risposto a questa domanda saremo pronti a presentare il profilo completo, come dicono gli specialisti di Criminal Minds…

Età: 27 anni
Nato a: Long Island (New York)
Residente: Desoto (Texas)
Altezza: 1.77
Guardia: Mancino
Soprannome: The Truth (La Verità)
Incontri: 21
Vittorie: 21
Prima del limite: 18
Percentuale di ko: 86%
Totale riprese disputate: 77
Debutto: 9 novembre 2012 (+ ko3 Jonathan Garcia)
Ultimo match: 21 giugno 2016 (+ ko6 Leonard Bundu)
Manager: Al Haymon

Quando
Sabato 27 maggio 2017

Dove
Bramall Lane Football Ground, Sheffield (all’aperto)

Spettatori previsti
Venticinquemila.

Incontro principale
Welter (campionato Ibf, 12×3) Kell Brook (36-1-0) vs Errol Spence Jr (21-0).

Orari riunione
Primo incontro: alle 19:00 ora italiana
Match principale: attorno alle 23:15 ora italiana

Quote bookmaker inglesi
Brook: 6/4 (per ogni 4 sterline scommesse, se ne intascano 6 in caso di vittoria)
Spence Jr: 4/7
Pari: 20/1

Ultimo match
10/9/2016 Gennady Golovkin b Kell Brook kot 5 (campionato medi Wbc, medi Ibf, medi Ibo).
21/8/2016 Errol Spence Jr b Leonard Bundu ko 6 (eliminatoria Ibf pesi welter)

Hanno detto
Brook: “Molte persone mi hanno suggerito vari modi per evitare Errol Spence Jr. Evidentemente non mi conoscono. Non sapevano quello che stavano dicendo. Voglio mostrare al mondo che sono il miglior peso welter del pianeta. E lo farò proprio davanti agli occhi della mia gente” (intervista a World Boxing News).
Spence Jr: “Sarò un rivale molto difficile da affrontare. Uscirò vincente da questa sfida. Sento che sarà una grande battaglia, non vedo l’ora di essere sotto quelle luci” (intervista a Sky Sports).

Dove vederlo in televisione
In Italia su FoxSports (canale 204, dalle 23:30) in diretta. Repliche: domenica 28 FoxSportsPlus (canale 205) dalle 12:00 alle 14:30; dalle 21:30 alle 24:00. Telecronaca Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran.
Nel Regno Unito in pay per view su Sky Sport UK al costo di 16,95 sterline (circa 20 euro).

Organizzazione
Matchroom di Eddie Hearn

Il resto del programma
Medi (4×3): Anthony Fowler (debutto) vs Artur Geikins (3-7-1, 2 ko)
Supermosca (8×3): Kyle Yousaf (10-0) vs Louis Norman (11-3-1)
Superpiuma (vacante Commonwealth, 12×3) Andy Townsend (18-4-0) vs Jon Kays (22-5-1)
Supermedi (vacante Wba Intercontinentale, 12×3) Jamie Cox (21-0) vs Lewis Taylor (19-3-1)
Massimi (vacante Commonwealth, 12×3) David Allen (11-2-1) vs Lenroy Thomas (20-4-0)
Supermedi (Wba Super mondiale, 12×2) George Groves (25-3-0) vs Fedor Chudinov (14-1-0)

Una storia toccante. Bepi Ros ha bisogno di aiuto…

di Flavio Dell’Amore

Quella lassù e una casetta piccola, modesta, con tanti anni sulle spalle.

A piano terra le serrande del bar sono abbassate. Da tre anni nessuno entra più lì dentro, è diventato un locale che non vede mai la luce.

E anche il Bepi di luce ne vede poca.

Tokyo

Bepi è Giuseppe Ros, bronzo olimpico a Tokyo nel ’64, due volte oro ai Mondiali militari, campione italiano dei professionisti nei pesi massimi.

Vive a Susegana, Suxegana come dicono da queste parti, in provincia di Treviso. Ci si arriva dopo essere passati per Conegliano che qui vicino, a soli cinque chilometri.

L’ex campione passa le sue giornate su una carrozzina, quasi sempre chiuso in una stanzetta rischiarata da sprazzi di luce che entrano da una finestra.

carrozzella

Per arrivare al primo piano bisogna salire una rampa di scale. Facile per chi ha la fortuna di non avere impedimenti. Una barriera invalicabile per un disabile a cui sono negate anche le gioie più semplici: scendere in giardino, raggiungere i familiari per il pranzo o la cena.

Copia di scale

Il Bepi indossa un pigiama di colore azzurrino come fosse una divisa d’ordinanza. Una coperta in tono con l’azzurro lo avvolge quasi completamente e finisce con srotolarsi sulla carrozzina.

Lui che sul ring era una furia, una roccia, un uomo che non aveva bisogno di chiedere mai oggi appare spento anche nello sguardo. Ha un sorriso che sembra quasi un ghigno e sul viso non può nascondere l’espressione di un uomo in lotta contro l’Alzheimer.

E stavolta non ha alcuna speranza di vittoria.

oggi

Due donne gli sono accanto tutto il giorno, e anche la notte finché non nasce un altro giorno in cui si ricomincia a lottare. E soprattutto a soffrire.

Maria è la moglie, Patrizia la figlia.

Lo accudiscono come si fa con un bambino. Lo fanno con amore, solo così riescono a sopportare dolore e crudeltà di una situazione che ha avuto la forza di cancellare addirittura il passato, azzerando i ricordi e lasciando in eredità solo briciole di memoria.

Copia di casabar

Il raccontro di Patrizia è struggente.

“L’Alzheimer l’ha colpito da diversi anni ed è cresciuto piano piano. L’attività al bar riusciva a renderlo attivo, responsabile. Poi, improvvisamente, è diventato burbero, addirittura aggressivo. Fino ad attaccare briga con qualche cliente più arrogante degli altri. Da quel momento le cose sono precipitate.

Bepi deve aver capito che qualcosa non andava per il verso giusto.

Due anni fa l’ho trovato che piangeva. Gli ho chiesto: “Perché piangi babbo?” Mi ha risposto con uno sguardo che non dimenticherò mai. Poi ha detto una sola parola: “Guardami!” Mi sono sentita trafiggere da una lama.

Col tempo ha sempre più perso contatto con la realtà, riservando i suoi scatti furiosi in esclusiva a me e a mia madre.

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Oggi viviamo in tre come se fossimo una sola persona.

Sappiamo benissimo che il futuro sarà ancora più difficile. Non ho un lavoro, a parte qualche serata da cameriera in pizzeria. Le pensioni di mamma e quella del Bepi (sopra in un’immagine di qualche tempo fa con il giornalista e avvocato Emilio Del Bel Belluz) da oltre un anno non coprono le spese. L’assegno di accompagnamento è basso e le uscite di denaro sono tante. Mia sorella Rosmay vive qui vicino, ci aiuta tanto. Ma deve pensare anche alla sua famiglia.

Il babbo non è più autonomo in niente e la casa, che il fisco pensa sia un lusso, in realtà ci costa un sacco di soldi e avrebbe bisogno di alcune riparazioni. Da tempo abbiamo dato fondo a tutti i risparmi.

Tra sei mesi saremo senza un euro in cassa.

Vorremmo chiedere aiuto. Ma non sappiamo né come, né a chi.

Il nostro sogno è un montascale. Non siamo in grado di portarlo giù al pianterreno. Da mesi abbiamo problemi a cambiarlo, a curargli le piaghe perché avverte dolore e si ribella. Nelle prime ore del mattino ha barlumi di lucidità, durano mezz’ora, a volte anche meno. Poi sprofonda in una dolorosa assenza.

Ogni tanto, ma accade sempre più di rado, viene qualcuno a trovarlo.E parlano di boxe, di Canè, dell’Olimpiade giapponese e di quella volta che si allenò per qualche ora con Cassius Clay.

Poi non c’è altro che tristezza. È l’ultima cosa che ci resta”

“Le Istituzioni vi hanno dato una mano?” chiediamo.
“Il minimo indispensabile” risponde, quasi pentendosi di averlo fatto.

Patrizia e Maria faticano a sfuggire alla disperazione, ma in nessun momento cedono, non dimenticano mai per strada la dignità.

Per loro dignità e rispetto sono due parole che hanno un senso profondo, come lo avevano per il Bepi quando era sul ring.

Ma oggi lui non può più combattere e le sue donne hanno bisogno di un aiuto per continuare a lottare.

Perché loro sono Razza Piave, non hanno alcuna intenzione di gettare la spugna.

Bepi Ros ci ha divertito, entusiasmato ed esaltato nei tempi in cui il mondo per lui girava dalla parte giusta. Adesso che si è fermato e il Bepi non può scendere, tocca a noi dargli una mano. Se non altro in segno di riconoscenza per le emozioni che ci ha regalato.

Briggs positivo all’antidoping. Massimi, tutti giù per terra…

Doping.
Nuova puntata di una telenovela che non sembra avere fine.
Il massimo contro le regole.
Stavolta tocca a Shannon Briggs.
Positivo a un’elevata quantita di testosterone al controllo volontario della Vada in aprile. Ha la facoltà di richiedere il controesame sul campione B, ma nel frattempo la World Boxing Association ha annullato il match per il titolo programmato per il 3 giugno contro Fres Oquendo.
A 45 anni Briggs si è infilato nel tunnel.
Salta l’ennesimo rientro di Oquendo, che un’esperienza simile l’ha già vissuta.
Il portoricano è risultato positivo a tamoxifin e anostazole nel match del 6 luglio 2014 contro Ruslan Chagaev. Da allora non combatte più, ma alla vigilia del terzo anno di inattività, dopo non avere superato il test antidoping, gli Enti mondiali ancora gli danno la possibilità di giocarsi il titolo.
Ma non è certamente il solo.
Birmane Stiverne ne è un altro illustre esempio.
È risultato positivo (dimethyamylase) il 4 novembre 2016 in un controllo Wada in vista del match del 17 dicembre 2016 contro Alexander Povetkin per designare lo sfidante ufficiale di Deontay Wilder per il titolo Wbc nella primavera 2017.
Squalificato?
Non pensateci neppure.
Multa di 75.000 e ok del World Boxing Council per la disputa del match.
Quantità modica, non sapeva cosa stava prendendo, ha ammesso di averlo preso inconsapevolmente”.
Negli ultimi due anni Stiverne ha disputato un solo match, a novembre 2015 contro Deric Rossy (30-10-0) finendo knock down al primo round e vincendo di misura ai punti in 10 riprese (96-93 96-93 95-94).
Ha record e curriculum che ho appena elencato, eppure il Wbc lo ha nominato sfidante di Deontay Wilder per il titolo.
Del resto il regolamento Wbc prevede una difesa obbligatoria l’anno per il campione e Wilder non l’ha ancora sostenuta pur avendo conquistato il titolo il 17 gennaio 2015.
Stiverne è risultato positivo (dimethyamylase) al controllo antidoping.
E il Wbc non lo squalifica?
È lo stesso Wbc che ha lanciato la campagna Clean Boxing Program ad uscirsene con una multa di 75.000 dollari davanti alla positività accertata di un pugile e a concedere il nulla osta a un match che si sarebbe dovuto disputare poco più di un mese dopo la scoperta dell’illecito.
Credo sia il caso di sottolineare alcune precisazioni della World Anti-Doping Agency (WADA) sul tema.
Non esiste minima quantità se ce ne è abbastanza per rilevare la positività.
Non esiste involontarietà, ogni atleta è responsabile delle sostanze che assume consapevolmente o meno.
Non esiste la supposizione che non abbia influito sulla prestazione.
Ma il pugilato ha regole diverse, è uno sport in cui tutto è permesso.
Il Povetkin che avrebbe dovuto affrontare la sfida con Stiverne non è certo fuori dal cerchio dei pesi massimi che hanno contravvenuto alle regole antidoping.
Il 21 maggio 2016 è stato scoperto positivo al Meldonium in un test sostenuto otto giorni prima.
Il Wbc si chiede se abbia ingerito o meno il medicinale prima che questi venisse inserito nella lista dei prodotti proibiti dalla WADA.
E sottolinea.
Quantità modica, medicinale permesso”.
Il 14 febbraio 2017 il Tribunale preposto a dirimere questo tipo di conflitti risponde “sì” alla domanda: “Ci sono sufficienti prove che Alexander Povetkin abbia ingerito il Meldonium prima dell’1 gennaio 2016?”
Ma facciamo un piccolo passo indietro.
Il 17 dicembre 2016 è in programma una semifinale per il titolo tra Povetkin e Stiverne, entrambi positivi all’antidoping, entrambi abilitati a combattere. Il vincitore sfiderà Deontay Wilder.
A due giorni dal match la WADA dichiara Povetkin positivo per ostarine al controllo anti doping del 6 dicembre.
Il Wbc non squalifica Povetkin.
Birmane si rifiuta di combattere.
Viene sostituito all’ultimo momento da Johann Duhaupas che perde per ko al quinto round.
Il 3 marzo 2017 Il Wbc multa Povetkin di 250.000 dollari e lo squalifica a tempo indeterminato, potrà ripresentare la richiesta della licenza il 4 marzo 2018. Fino a quel momento non sarà autorizzato a combattere per alcun titolo del World Boxing Council.
Doping.
Sembra essere diventata la parola più comune nel mondo dei pesi massimi.
Alla scoperta di una positività, nelle altre discipline seguono lunghe squalifiche e l’uscita dai vertici delle classifiche.
Nella boxe invece la Banda dell’Alfabeto si aggrappa a regole che non esistono e va avanti.
Lucas Browne è risultato positivo al clenbuterolo dopo il match per il titolo Wba contro Ruslan Chagaev il 5 marzo 2016.
Titolo revocato, sanzione pecuniaria, sei mesi di squalifica.
Sconta la squalifica e la Wba gli vorrebbe far disputare il titolo.
Minima quantità, non influisce sulla prestazione, non accertata la volontarietà”.
Causa, accordo extragiudiziale.
Il co-sfidante avrebbe dovuto essere Shannon Briggs, il cerchio potrebbe chiudersi invece si allarga.
Browne tornerà sul ring il 2 giugno in Australia contro Matthew Greer (16-20-0, dieci sconfitte per knock out).
Luis Ortiz il 12 dicembre 2016 ha vinto un super noioso match contro Malik Scott. Il pugile cubano ha subito nove mesi di squalifica dopo essere risultato positivo al doping nel match dell’11 settembre 2014 contro Lateef Kayode. Tredici mesi dopo saliva sul ring per l’interim Wba contro Matias Ariel Vidondo.
La lista non finisce e non finirà qui.
Aspetto la prossima positività con quel che ne seguirà.
Non sapevo.
Non pensavo.
Quantità minima.
Non influisce sulla prestazione.
Multa.
Rientro con titolo in palio.
Per Shannon Briggs, a 45 anni, sarò solo un po’ più dura…

 

Che brutta cosa! Il gancio sinistro dello zio-coach vendica il nipotino…

Andy Dirrell è all’angolo, Josè Uzcategui lo pressa.

Sono gli ultimi secondi dell’ottavo round.

Gancio sinistro, Dirrell è alle corde.

Suona il gong.

Gancio e ancora gancio di Uzcategui.

Dirrell è a terra.

L’arbitro Bill Clancy decide che non è in grado di continuare e squalifica Uzcategui per colpo irregolare.

Caos sul ring.

Leon Lawson, zio e coach di Dirrell, avanza lentamente verso l’angolo di Uzcategui. Si pianta sulle gambe e lascia partire un devastante gancio sinistro che fa letteralmente girare la testa del pugile colto di sorpresa e con i muscoli del collo rilassati. Poi prova a mettere a segno un diretto destro. Alla fine, lentamente e camminando all’indietro se ne va.

Dirrell viene ricoverato in ospedale per trauma cranico. Uscirà a notte fonda.

La polizia sta dando la caccia a Leon Lawson per arrestarlo con l’accusa di aggressione e percosse.

È accaduto sabato all’MGM National Harbor di Oxon Hill, Maryland.

In palio c’era il titolo internazionale Ibf dei supermedi.

Il match è stato vinto per squalifica all’ottavo round da Dirrell.

 

 

Murata derubato in casa da un verdetto scandaloso (video)

Pochi, pochissimi in Italia avranno visto il titolo Wba dei pesi medi tra il giapponese Ryota Murata (12-1-0, 9 ko) e il camerunense residente in Francia, Hassan N’Dam (36-2-0, 21 ko).
Posto il filmato, così tutti potrete farvi un’opinione sul match.

Alla fine ecco il verdetto dei tre giudici:

Gustavo Padilla (Panama) 116-112 per N’Dam

Hubert Earl (Canada) 115-113 per N’Dam

Raul Caiz jr (Messico) 117-110 per Murata.

La lettura dei cartellini fa immediatamente intuire che qualcosa non va. Undici punti di differenza in dodici riprese sono troppi.

E allora vediamo il giudizio di chi sedeva a bordo ring ma non incideva sul verdetto.

Associated Press 116-112 per Murata

Canal Plus Tv 118-110 per Murata

E qui la cosa assume una piega inquietante.

Il mio cartellino è 117-111 per Murata.

Ma soprattutto il cartellino di Giberto Jesus Mendoza, il presidente della World Boxing Association, è 117-110 per Murata.

Sì. È stata un’autentica rapina.

È stato il giapponese a inseguire per tutto il match il francese.

È stato lui a mettere a segno i colpi più potenti

È stato lui a mettere knock down il rivale al quarto round con un diretto destro fantastico.

È stato lui a scuotere N’Dam nella settima ripresa facendolo sbarellare e costringendolo ad aggrapparsi alle corde per non finire al tappeto.

È stato lui a portare il maggior numero di colpi.

Il presidente della Wba ha detto che si è trattato di un verdetto vergognoso: “Avevo lo stesso cartellino del giudice messicano. Mi scuso con Ryota Murata, con l’organizzazione della Tei Ken Prmotions e con i tifosi giapponesi. Non ci sono parole per il danno che hanno subito. Chiederò al Comitato per i campionati di ordinare un’immediata rivincita”.

Detto questo io mio chiedo perché Padilla e Earl abbiano stilato quei cartellini.

Gustavo Padilla per quattro volte ha giudicato campionati che si sono conclusi con un verdetto a maggioranza. Lui era sempre dalla parte sbagliata. Tra l’altro, ha dato pari nella sfida tra Danny Garcia e Mauricio Herrera, quando gli altri due avevano quattro punti per Garcia. Ha dato vincente Beibut Shumenov contro Bernard Hopkins quando gli altri due avevano cinque punti per Hopkins.

Il problema vero è che ancora siede a bordo ring e compila cartellini.

Stavolta si è passato il segno.
Mendoza ha preso posizione sul verdetto. Non ho letto nulla sui due giudici. Magari se gli impedisse in futuro di fare altri danni sarebbe meglio. Murata aveva dominato il match, gli è stato scippato il titolo.

Ah, dimenticavo. L’incontro si è svolto a Tokyo, Giappone.