Il futuro di Joshua dipende ancora da Klitschko. La lista dei pretendenti…

Due giudici su tre avevano avanti Anthony Joshua al momento del kot.
Don Trella (Usa) e Nelson Vazquez (Portorico) 96-93 per il britannico, Steve Weisfeld (Usa) 95-93 per l’ucraino. Io avevo 96-94 per Klitschko.
Stavamo andando quindi verso un successo di AJ, anche senza il kot.
E questo non mi sembra giusto.

Passiamo a un altro argomento.
La stampa mondiale si è esaltata davanti al match, non c’è stato giornale nel mondo che non abbia parlato in termini più che positivi della sfida.
USA Today (Stati Uniti)

Washington Post (Stati Uniti)

Johannesburg Times (Sudafrica)

L’Equipe (Francia)

La Repubblica (Italia)

Espn.com (Stati Uniti)

Daily Mirror (Gran Bretagna)


Ho parlato con Massimo Barrovecchio, due volte miglior arbitro del mondo.
Incontro entusiasmante, due pesi massimi che hanno regalato una grande notte a questo sport“.
Mi ha scritto Patrizio Oliva: oro olimpico e miglior pugile dei Giochi di Mosca 1980; campione italiano, europeo e mondiale tra i professionisti.
Abbiamo assistito finalmente a un match vero tra due grandi campioni che hanno onorato la categoria dei pesi massimi. Pugili dalla bellezza fisica statuaria, dalla potenza dei colpi, dalla velocità di esecuzione. Soprattutto due uomini che hanno dato un esempio grandissimo. In un match di boxe, come nella vita, non bisogna mai darsi per vinti anche quando sei sull’orlo del baratro“.
Ho telefonato a Franco Esposito, il più competente giornalista di pugilato che ci sia in Italia.
Una dimostrazione di boxe ad alto livello“.
Ho ascoltato voci di esperti, tecnici, appassionati.
Tutti hanno definito il mondiale dei massimi “molto bello“.
E con questo chiudo definitivamente l’argomento.


Proviamo ora a capire cosa possa esserci nel futuro di Joshua.
La prima opzione è Wladimir Klitschko. L’ucraino ha, da contratto, diritto a una rivincita entro l’anno. Ottobre o novembre le possibili date. Eddie Hearn, il promoter, ha detto: “Prima di discutere con qualsiasi altro pugile, aspetteremo di sapere se Klitschko intenda o meno sfruttare l’opzione“.
Ha vinto il migliore. Ma io vado avanti, spero di avere un’altra occasione” ha detto Klitschko appena dopo aver perso.

Secondo obiettivo, Tyson Fury. Anche qui il match andrebbe a fine anno. Ma il gigante inglese non è ancora tornato sul ring dopo uno stop di diciotto mesi e una vicenda incredibile tra positività ai controlli antidoping, crisi esistenziali, insulti al mondo intero, giochini non esaltanti e crescita imbarazzante di peso. Ha detto che rientrerà in luglio.
Joshua lo ha sfidato subito dopo aver messo kot Wladimir.
Dove sei baby? Andiamo, non è quello che volete vedere? (rivolto al pubblico) Mi piace combattere. Io amo combattere. Tyson Fury, so che hai parlato molto e vuoi risalire sul ring. Voglio dare a queste novantamila fantastiche persone la possibilità di tornare a vedere dell’ottima boxe”.
L’ex campione mondiale non ha tardato a far sentire la sua risposta via Twitter: “Ben fatto Anthony Joshua, un buon combattimento. Siete stati tra la vita e la morte. Ragazzo, io con Klitschko ho giocato. Va bene, andiamo a ballare”.
Vedremo come finirà.


Deontay Wilder si è fatto avanti personalmente. Era a bordo ring per fare il commento tecnico al match su SkySport UK assieme a Tony Bellew.
Ogni volta che vengo qui sento tanto amore, tornerei a braccia aperte senza alcuna remora. Faccio questo mega incontro, unifichiamo i nostri titoli. Appuntamento a fine anno per un grande evento.

Eddie Hearn ha detto che il prossimo incontro si farà dove ci saranno i soldi, tanti soldi. In Cina, ad esempio. È un mercato in evoluzione e pieno di risorse economiche.
Showtime, la televisione americana che detiene i diritti per i prossimi due combattimenti di Joshua, ha risposto che sarebbe interessante vedere il campione a New York o Las Vegas. Perché, giurano, se è vero che allo Wembley Stadium c’erano novantamila spettatori, è anche vero che i soldi si fanno con la pay per view. E gli Stati Uniti sono il mercato ideale, soprattutto se la sfida dovesse essere con Deontay Wilder.


Restano in corsa anche Luis Ortiz, numero 1 della Wba (ente di cui ora AJ è supercampione), e Kubrat Pulev: il più alto in classifica per l’Ibf. Ma sono soluzioni che non porterebbero grandi guadagni, quindi penso proprio che saranno messe in secondo piano.
Ultimo della lista Jospeh Parker, neo detentore del titolo Wbo. Anche qui direi che le possibilità di realizzazione della sfida non superino il 5%.
Al momento Anghony Joshua è la gallina dalle uova d’oro.
Tutti in fila per mangiare un pezzetto della torta.
Ma a decidere con chi dividerne una piccola parte sono lui ed Eddie Hearn. Gli altri, per ora, possono solo parlare.

https://dartortorromeo.com

cover mazzinghi

Advertisements

Ho visto un grande mondiale massimi, se non siete d’accordo mi dispiace per voi…

Leggo, mi indigno, poi mi ricordo che bisogna rispettare le idee altrui.

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”.

Non ricordo di chi sia questa affermazione (molti l’attribuiscono a Voltaire), ma mi ci ritrovo.

Ho visto Joshua vs Klitschko e mi sono entusiasmato. Ho scritto fino a notte fonda, poi sono andato a dormire. Stamattina mi sono svegliato, ho dato uno sguardo a Facebook e ho scoperto di non capire niente di boxe e (come se non bastasse) di ignorare la lingua italiana.

Comincio dal secondo punto.

Sono stato accusato di avere usato a sproposito il verbo “demolire”, ho infatti titolato il mio pezzo: “Mondiale fantastico. Joshua demolisce Klitschko, il futuro ora è suo”.

Il titolo riassume il concetto espresso nell’articolo che va comunque letto prima di sparare giudizi. E invece no. Usando un linguaggio volgare mi è stato fatto notare che (a giudizio degli scriventi) l’ucraino era in vantaggio al momento del kot e che AJ non lo ha certo demolito.

Se avessero fatto un piccolo sforzo i guerrieri da tastiera avrebbero scoperto che al momento della sospensione avevo due punti di vantaggio per Wladimir. Quindi, compiendo un sacrificio ai limiti delle loro possibilità, avrebbero anche capito che: quando uno spara un montante da paura e centra in pieno il rivale mettendolo al tappeto, quando quello si rialza lui lo rimette giù e poi travolgendolo di colpi costringe l’arbitro a sospendere l’incontro, il verbo demolire non è certo usato a sproposito.

C’è poi il popolo degli eterni insoddisfatti.

Joshua fa un match di potenza? Sì, ma Joe Louis…

Joshua fa un match di tecnica? Sì, ma Sugar Ray Robinson…

Joshua vince contro un campione di spessore come Wladimir Klitschko? Sì, ma Mike Tyson…

Abbiamo assistito a uno spettacolo raro. Una sfida pulita tra due pesi massimi che hanno messo sul ring tecnica, tattica, potenza, carattere e velocità di esecuzione.

Il diretto destro con cui Klitschko ha messo giù Joshua, il montante destro con cui il britannico ha in pratica risolto il match basterebbero da soli a etichettare come fantastico questo mondiale. Ma c’è anche il resto da tenere in considerazione. I protagonisti sono arrivati all’undicesimo round in ottime condizioni atletiche dopo essersi scambiati autentiche legnate.

Quel diretto e quel montante sono l’equivalente di due lavatrici ricevute in faccia. Eppure sono andati avanti. Certo, hanno avuto dei momenti di calo fisico, ma è normale. In un incontro così intenso e pesante la curva di rendimento non può essere sempre in crescita.

Ne ho visti tanti, forse troppi, di campionati del mondo dei pesi massimi da bordo ring. Credetemi, questo merita un posto tra i più belli.

Non mi avventuro volutamente in paragoni con nessun altro pugile, né con altre sfide. La valutazione va fatta sull’evento, in maniera oggettiva, senza estrapolazioni soggettive che potrebbero portare a un giudizio molto più complesso anche se comunque (ne sono convinto) positivo.

Anthony Joshua ha picchiato, incassato, superato il momento di inevitabile appannamento, si è ripreso e ha chiuso da autentico campione.

Wladimir Klitschko è stato un grande. Ha subito anche lui, ha recuperato e ripreso in mano il match. Bisognerebbe sentirselo sulla faccia il suo jab sinistro prima di avventurarsi in giudizi avventati. No, lo dico subito perché so che i maestrini sono sempre in agguato, non l’ho mai preso in faccia quel jab. Ma ho visto da bordo ring tanti di quei combattimenti che è come se quei colpi li avessi presi anch’io.

La sua velocità di esecuzione del diretto destro è stata da applausi. Fantastico. La mole di lavoro complessiva merita un encomio, ne sono così convinto che alla fine del decimo round lo avevo avanti di due punti.

Abbiamo avuto la fortuna di vedere un grande mondiale dei pesi massimi. Questa è la mia opinione. E stavolta fatico a ritrovarmi nella frase: Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”. Fatico, ma lo faccio ugualmente. Le frasi volgari, lanciate senza il supporto di una giustificazione tecnica, le lascio ad altri.

Mi sono svegliato, ho letto, mi sono stupito. Ma poi ho pensato che c’è chi dice che Floyd Mayweather jr è un buffone che non ha nulla del campione e allora mi dico che la boxe deve proprio essere uno sport difficile da capire…

Wilder lancia la sfida: A fine anno unifichiamo il mondiale…

Sul ring, le prime parole di Anthony Joshua dopo la vittoria sono per Tyson Fury: “Dove sei baby? Andiamo, non è quello che volete vedere? (rivolto al pubblico) Mi piace combattere. Io amo combattere. Tyson Fury, so che hai parlato molto e vuoi risalire sul ring. Voglio dare a queste novantamila fantastiche persone la possibilità di tornare a vedere dell’ottima boxe”.
L’ex campione mondiale non ha tardato a far sentire la sua risposta via Twitter: “Ben fatto Anthony Joshua, un buon combattimento. Siete stati tra la vita e la morte. Ragazzo, io con Klitschko ho giocato. Va bene, andiamo a ballare”.


Joshua ha allargato il discorso.
Nella vita, come nello sport, devi andare a prenderti quello che vuoi. Se chiedi alla boxe di essere un campione è l’unica strada che devi seguire. Ringrazio Klitschko per avere onorato questa notte. Ringrazio Lennox Lewis che è stato la mia ispirazione. Ho grande rispetto per entrambi.

Sereno, anche se deluso Wladimir Klitschko: “Ha vinto il migliore. Ma io vado avanti, spero di avere un’altra occasione.”

I contratti firmati per questo match prevedevano la rivincita per chiunque fosse lo sconfitto.


A bordo ring c’era anche Deontay Wilder, il campione del Wbc: “Ogni volta che vengo qui sento tanto amore, tornerei a braccia aperte senza alcuna remora. Faccio questo mega incontro, unifichiamo i nostri titoli. Appuntamento a fine anno per un grande evento.
A chi gli chiedeva se non avesse temuto il prolungarsi del match, Joshua ha risposto: “Molte volte durante gli allenamenti arriviamo all’undicesimo round e Rob McCracken (l’allenatore, ndr) mi dice: “Va bene, facciamo il prossimo” e io sono stanco, ma so che devo resistere perché è necessario arrivare lontano. Stasera ho mostrato che gli incontri si vincono in palestra. Quando il combattimento diventa duro devi resistere, la boxe non è facile. Devi prendere l’intero pacchetto, sofferenza compresa.

Mondiale fantastico. Joshua demolisce Klitschko, il futuro ora è suo

Adesso sì.

In una notte magica i pesi massimi hanno ritrovato la dignità perduta.

Anthony Joshua ha vinto. L’ha fatto soffrendo, lottando, subendo. L’ha fatto soprattutto dando dimostrazione di potenza e personalità.

Wladimir Klitschko è stato un grande. Ci ha provato adottando una tattica dispendiosa, fatta di una concentrazione continua nel tentativo di non offrire spazi e occasioni al rivale. È entrato almeno due volte in quella che gli americani chiamano zone, quell’arco temporale in cui ti sembra di possedere le chiavi dell’universo. Ha sentito di avere l’incontro in mano, per poi vederselo sfuggire quando mancava davvero poco al traguardo.

Il campione è colui che subisce, cade, ma sa rialzarsi e tornando a combattere porta a casa la vittoria. Hanno subito e si sono rialzati entrambi, dando vita a un fantastico campionato del mondo. Ma nello sport vince uno solo. E mi sento di dire che stavolta ha vinto il migliore.

Joshua ha perso solo per alcuni round la giusta chiave di lettura dell’incontro. Le undici riprese hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il britannico riesce ad esprimersi al meglio nel momento stesso in cui decide di attaccare. Non mi sembra un grande incontrista. Deve andarsi a prendere gloria e risultato.

Stavolta l’ha fatto travolgendo come una furia Klitschko nel quinto round, uno dei più belli degli ultimi anni. Paragonabile per intensità emotiva addirittura al sesto di Hagler vs Mugabi. Fantastico il modo in cui ha travolto l’ucraino. Un gancio sinistro ha acceso l’azione, la potenza della serie di colpi l’ha chiusa con l’atterramento del rivale. Primo knock down per Wladimir.

Poi però AJ ha pagato pegno alla sua inesperienza, è andato a cercare il knock out sprecando energie in quantità. Vuoto e in debito di ossigeno si è così esposto alla reazione di Klitschko. L’ucraino era in perfetta condizione fisica. Asciutto, scattante, veloce di braccia l’ex campione del mondo ha scosso l’avversario. Il jab sinistro è stato pesante, non è una novità. A stupire è stato però il diretto destro.

Match fantastico, quello che sinceramente non osavamo sperare. Uno spettacolo di valore assoluto.

Il vecchio leone ha rimesso insieme le forze, ha recuperato concentrazione e ha deciso di riprendere subito la chiave del combattimento.

E così è arrivata la riscossa nel round successivo. Un diretto destro pazzesco, devastante. Una fucilata che ha spedito Joshua gambe all’aria, al tappeto. Sarebbe stato difficile rialzarsi per molti altri pugili, recuperare energie e concentrazione non era cosa semplice. Aveva pagato cara la poca mobilità sul tronco che gli aveva impedito di evitare il colpo, anche se in realtà mi ha dato l’idea di non averlo proprio visto partire. Ma il carattere ha consentito ad AJ di rialzarsi, riprendere fiato e ricominciare a combattere.

Match sul filo. Fino a due minuti dell’undicesimo round, a poco più di una ripresa dalla fine, avevo Wladimir avanti 96-94, due punti come uno dei tre giudici. Gli altri due avevano un doppio e assurdo 96-93 per il pugile di casa! Nessuno però avrebbe potuto dire come sarebbe finita. C’era nell’aria, ma soprattutto sul ring un discreto equilibrio e una sensazione di cose sospese. Aspettavamo il colpo risolutivo. E, lo confesso, io l’aspettavo da Klitschko.

È stato un attimo. Il volto di Joshua improvvisamente rinfrancato, la bocca aperta di Klitschko a testimonianza del fatto che fosse in affanno. Ho capito in quel momento che la nottata avrebbe potuto diventare davvero memorabile.

La scossa è arrivata improvvisa. È stato un colpo che ha sugellato una fantastica serata di boxe. Il montante destro di AJ è stato da applausi. È il pugno dei campioni, perché se lo tiri devi avere coraggio, perché sei perfettamente consapevole che ti stai espondendo in modo imbarazzante alla reazione del rivale. Joshua l’ha scagliato con abilità tecnica, ottima scelta di tempo e grande potenza. È stato a quel punto che le ambizioni dell’ucraino si sono sgonfiate definitivamente. Ha capito che a 41 anni aveva dato il massimo. Ma non era stato sufficiente.

Il britannico l’ha pressato, colpito ancora. Scatenato nell’azione d’attacco ha tirato giù le ultime resistenze di Klitschko, travolgendolo di colpi. L’ha mandato giù una seconda volta, poi l’ha nuovamente aggredito. Era finita. L’arbitro ha solo sottolineato con discreto tempismo che il passato non sempre ritorna.

Anthony Joshua è un degno campione del mondo dei pesi massimi. I novantamila di Wembley l’hanno urlato per tutta la notte. Il futuro è suo.

Devi andare a prenderti quello che vuoi. Se chiedi alla boxe di essere un campione è l’unica strada che devi seguire. Ringrazio Klitschko per avere onorato questa notte. Ringrazio Lennox Lewis che è stato la mia ispirazione. Ho grande rispetto per entrambi. A Tyson Fury dico: dove sei? Io sono qui, quando vuoi saliamo sul ring e onoriamo la boxe” ha detto AJ.

Ha vinto il migliore. Ma io vado avanti, spero di avere un’altra occasione” ha risposto WK.

Un match con pochi errori sul piano tecnico. Il diretto destro di Klitschko e il gancio sinistro, o soprattutto il montante destro di Joshua: che spettacolo!. È stata la bellezza dei colpi a nobilitare una magica serata di pugilato.

Una serata che ha smentito chi pensava che AJ fosse solo una montatura disegnata dai giornali e ingigantitata dal tifo. E ha smentito il fatto che Klitschko non potesse offrire spettacolo. È un campione nel senso più pieno del termine.

Ho spento il televisore con un po’ di malinconia.

Non so quando altri due pesi massimi riusciranno a rendere così appagante un match di boxe.

RISULTATI – Campionato massimi Ibf, Ibo (vacante), Wba (supercampione): Anthony Joshua (19-0, 19 ko, 113,4 kg) vs Wladimir Klitschko (64-5-0, 53 ko, 109 kg) kot dopo 2:25 del round 11. Arbitro: David Fields (Usa), giudici: Don Trella (Usa), Steve Weisfeld (Usa), Nelson Vasquez (Portorico); piuma: Scott Quigg (32-1-2) b Viorel Simion (21-2-0) p. 12 (117-111, 117-111, 115-113); leggeri: Luke Campbell (17-1-0) b Darleys Perez (33-3-2) kot 9. Arbitro: Steve Gray (Gbr); giudici: David Parris (Gbr), Nelson Vasquez (Por), Steve Weisfeld (Usa); superpiuma: Joe Cordina (Gbr) b Sergej Vib (Rus) kot 1; leggeri (donne): Katie Taylor (5-0) b Nina Meinke (5-1) kot 7.

TELEVISIONE – Replica su FoxSports (canale 204) domani 30 aprile alle 12:30 e alle 23:15 e su FoxSports Plus (canale 205) dalle 14:00 alle 16:00. Mercoledì dalle 21:00 alle 24:00.

Patrik e Kristyna, che campioni! In campo e davanti alla macchina fotografica…

Patrik Schick ha 21 anni e già mezza Italia calcistica lo vuole in squadra.
Ha segnato 10 gol in 27 spezzoni di partita. Non è titolare eppure il suo nome è stato accostato a Inter, Napoli, Juventus e Roma che lo scorso anno se lo è fatto sfuggire quando sembrava che la firma sul contratto fosse solo una formalità.
In Premier lo vuole il Tottenham.
Il giovanottone, 1.87 per 75 chili, è un mancino con i colpi del campione.
Primi calci quando aveva cinque anni, a undici era già tesserato per lo Sparta Praga.
Tre partite e un gol anche nella nazionale maggiore ceca.
Alla Sampdoria è arrivato per quattro milioni di euro, ora sembra ne valga almeno 25.
Se non avesse fatto il calciatore, ha detto, forse avrebbe fatto il modello.
Proprio come Kristyna Schikova, la sorella. Anche lei è una fuoriclasse. Le foto sono tratte dal profilo Instagram della modella ceca.

Joshua vs Klitschko, il passato che torna. Un vero mondiale massimi

Anthony Joshua aveva quattro anni e Wladimir Klitschko vinceva l’oro agli Europei junior.

Quando il britannico esordiva tra i dilettanti, l’ucraino era già campione del mondo con un record di 47-3-0.

Il 5 ottobre del 2013 AJ debuttava al professionismo contro Emanuele Leo (8-0) e vinceva per kot dopo 2:47.

Lo stesso giorno WK superava ai punti in 12 riprese Alexander Povetkin e difendeva il titolo Ibf, Wbo, Wba, Ibo dei pesi massimi per l’ennesima volta.

È in questi numeri che dobbiamo andare a scavare per capire cosa potrebbe accadere sul ring dello Wembley Stadium. È nella pesante carriera di un uomo di 41 anni che si nascondono le incognite di un mondiale massimi finalmente incerto.

Un pugile mette in fila, match dopo match, una lunga serie di esperienze. Ogni volta che scavalca le corde sa che dovrà lasciare qualcosa di sé nello spazio concesso dal combattimento. Wladimir Klitschko ha alle spalle una carriera onerosa: 140 incontri da dilettante, 68 da professionista. Li ha combattuti tutti, o quasi, cercando di conservare il più possibile intatto il suo carico di energie. Ma la boxe pretende dazi, non fa sconti. E alla fine ti chiede di pagare il conto.

È l’età dell’ucraino, con quel che comporta, l’incognita della sfida.

Anthony Joshua è il favorito. Dei bookmaker e dei giornalisti. Viene da un’ottima carriera dilettantistica chiusa con un oro olimpico e un argento mondiale, da professionista è imbattuto e ha sempre vinto prima del limite. Paradossalmente è in questa purezza del record che potrebbe nascondersi l’insidia. Solo due volte su diciotto combattimenti è dovuto arrivare sino al settimo round, oltre non si è mai spinto. Nelle altre sedici occasioni ha chiuso entro la terza ripresa. Cosa accadrebbe se dovesse andare alla distanza? Quale rendimento potrebbe offrire dal decimo tempo in poi?

Fino ad oggi AJ ha sempre cercato il knock out, ha inseguito un unico obiettivo, non ha mai sentito la necessità di imporre la sua migliore boxe all’avversario. Klitschko con quel jab fastidioso e pesante allo stesso tempo potrebbe creargli problemi che non ha mai avuto.

Non ci sono nomi importanti tra gli uomini messi via dal britannico. Solo Charles Martin, Dominic Brezeale e Dillan Whyte avevano uno spessore tale da giustificare la sfida.

Povetkin e Haye sono avversari che Joshua non ha mai avuto. Ma è anche vero che l’ultimo match di WK è stato estremamente deludente. Ha tirato pochissimi colpi, ne ha messi a segno la miseria di 52 in dodici round, un record negativo che gli è costato la sconfitta contro Tyson Fury. E quell’incontro è ormai lontano nel tempo, datato 25 aprile 2015.

Joshua, più giovane di quattordici anni, in quel periodo ha sostenuto quattro combattimenti

12 dicembre 2015 +kot 7 Dillian Whyte (16-0)

9 aprile 2016 +ko 2 Charles Martin (23-0-1)

25 giugno 2016 + kot 7 Dominic Brezeale (17-0)

10 dicembre 2016 +kot 3 Eric Molina (25-3-0)

Si è tenuto in forma il ragazzo.

 

Il professionismo ha regalato ad AJ una grande massa muscolare. Si è irrobustito, ma non mi sembra abbia perso in scioltezza e coordinazione. Ha conservato l’esplosività dei colpi, una caratteristica che lo rende estremamente pericoloso. Ma non ha risolto totalmente i problemi che aveva in fase difensiva. Non ha una eccezionale mobilità sul tronco, si espone ai colpi d’incontro e quando è attaccato mi sembra soffra un po’ troppo.

Stavolta si troverà davanti a una situazione completamente nuova.

È vero, a Wembley ha già combattuto. Ma quella volta sosteneva l’apertura di riunione e la sfida contro Matt Legg si è chiusa dopo ottantatrè secondi. Ora avrà sulle spalle il peso di uno stadio con novantamila persone e come avversario un pugile abituato a muoversi in questo ambiente. Un veterano dai colpi pesanti e capace di irretire qualsiasi rivale.

Molto dipenderà anche da quanta libertà David Fields concederà a WK. I clinch ripetuti ed esasperanti contro Povetkin sono stati la chiave di quel mondiale. Contro AJ gli sarà concesso di tirare un colpo e poi abbracciare? Non penso.

Gli ultimi quattro match prima di Tyson Fury non avevano lanciato segnali di pericolo

5 ottobre 2013 +12 Povetkin (26-0)

26 aprile 2014 +kot 5 Lepai (30-4-3)

15 novembre 2014 +ko5 Pulev (20-0)

25 aprile 2015 +12 Jennings (19-0)

Imbattuto da undici anni è a sorpresa andato incontro a una sconfitta, brutta sia come risultato che come prestazione.

Ci sono molte incognite nel match che ci apprestiamo a vedere.

L’ovvietà suggerisce di vedere Joshua come il futuro di questo sport, se dovesse perdere contro un uomo di 41 anni che è fermo da sedici mesi e che ha già mostrato segni di logoramento, metterebbe un altro macigno su una categoria che attraversa un momento di decadenza. Se riuscisse a chiudere con una prestazione convincente restituirebbe quell’entusiasmo che da troppo tempo manca ai pesi massimi.

Klitschko rappresenta il passato che torna. Ha dominato per tanti anni sino ad annoiare per l’ovvietà dei sucessi e un pugilato poco spettacolare. Ma la concretezza delle prestazione, lo confesso, mi ha sempre affascinato. Questo mondiale lo vedo più come una sfida a se stesso che ad AJ. È l’orgoglio che lo spinge, la voce di dentro che chiede di nuovo rispetto. Quanto avrà lasciato per strada lo scopriremo solo la notte del match.

IL PROGRAMMA – Campionato massimi Ibf, Ibo (vacante), Wba (supercampione): Anthony Joshua (18-0, 18 ko, 113,4 kg) vs Wladimir Klitschko (64-4-0, 53 ko, 109 kg). Arbitro: David Fields (Usa), giudici: Don Trella (Usa), Steve Weisfeld (Usa), Nelson Vazquez (Portorico); Piuma: Scott Quigg (31-1-2) vs Viorel Simion (21-1-0); Leggeri: Luke Campbell (16-1-0) vs Darleys Perez (33-2-2); Leggeri (donne): Katie Taylor (4-0) vs Nina Meinke (5-0).

IN TELEVISIONE – Su FoxSports Plus (canale 205 del bouquet di Sky, telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran) con inizio della diretta alle 22:00 circa (il mondiale è attorno alle 23:00). Replica su Fox Sports (canale 204) alle 00:30 e domenica 30 aprile alle 12:30 e alle 23:15. Sempre domenica, sul canale 205 dalle 14:00 alle 16:00.

Klitschko parla di un infortunio inventato e della sua grande ossessione…

Tyson Fury aveva lanciato la profezia una settimana fa: “Vedrete Joshua vs Klitschko salterà. A pochi giorni dal match, qualcuno rinuncerà per infortunio…
Fischi e pernacchie avevano fatto seguito all’annuncio.
Poi, a tre giorni dal mondiale massimi, una voce ha preso corpo: Wladimir si è procurato una lesione all’occhio durante un allenamento. L’incontro rischia di saltare.
Ieri in conferenza stampa è stata fatta una domanda sul tema al campione ucraino.
Quanto c’è di vero sull’infortunio all’occhio?
Klitschko ha replicato con due parole molto care a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti.
Fake news!“, notizie false!
E neppure quell’ombra, assai simile a un’abrasione, appena sotto l’occhio sinistro, ha potuto smentirlo.


Dietro la canottiera d’allenamento c’è una scritta: TEAM KLITSCHKO, #OBSESSED. A cosa fa riferimento?” si è inserito un altro giornalista.
L’ossessione è l’amore nella sua forma più estrema. Io la provo per le cinture mondiali, le ho avute per tanto tempo… Voglio riprendermele“.
Nove anni è l’esatto arco di tempo in cui Wladimir Klitschko ha detenuto un titolo: dal 22 aprile 2006 quando sconfisse per kot Chris Byrd al 28 novembre 2015 quando è stato battuto da Tyson Fury.

In mezzo, diciotto vittoriose difese contro Calvin Brock, Ray Austin, Lamon Brewster, Sultan Ibragimov, Tony Thompson due volte, Hasim Rahman, Ruslan Chagaev, Eddie Chambers, Samuel Peter, David Haye, Jean Marc Mormeck, Mariusz Wach, Francesco Planeta, Alexander Povetkin, Alex Leapai, Kubret Pulev, Byrant Jennings.
Sabato sul ring del Wembley Stadium cercherà di tornare campione contro Anthony Joshua.

La storia di Mazzinghi in finale al Bancarella Sport 2017

Anche i pugili piangono“, il libro che racconta l’affascinante e drammatica storia di Sandro Mazzinghi, è tra i sei vincitori del Premio Selezione Bancarella Sport 2017.
Ora la sfida si fa più difficile.
Assieme alle altre cinque opere il 15 luglio a Pontremoli sarà in gara per aggiudicarsi il Bancarella Sport.

Ecco il comunicato ufficiale dell’organizzazione:

Milano, 26 Aprile 2017

La commissione di scelta della cinquantaquattresima edizione del BANCARELLA SPORT, presieduta da Paolo Francia, e composta dai seguenti componenti; Paolo Liguori, Giacomo Santini, Danilo Di Tommaso, Giovanni Bruno, Bruno Gentili, Alessandro Vocalelli, Ignazio Landi, Paolo De Paola, Roberto Lazzarelli, Giuseppe Benelli, Daniele Redaelli, Riccardo Signori, riunita a Milano presso la sala delle riunioni della Banca Cesare Ponti, presa in esame la produzione editoriale del settore sportivo dell’anno 2016, pervenuta come da regolamento a ciascun membro della Commissione, al termine di un’ampia e approfondita discussione sui volumi in concorso inviati dalle Case Editrici, ha proclamato all’unanimità, vincitori del 54° Premio Selezione Bancarella 2017, i seguenti libri:
1 ANCHE I PUGILI PIANGONO – SANDRO MAZZINGHI UN UOMO SENZA PAURA NATO PER COMBATTERE di DARIO TORROMEO edito da ABSOLUTELY FREE EDITORE

2 DUELLANTI di PAOLO CONDO’ edito da BALDINI & CASTOLDI

3 LA STOCCATA VINCENTE – COME HO SCONFITTO IL CANCRO E RAGGIUNTO IL MIO SOGNO di PAOLO PIZZO con MAURIZIO NICITA edito da SPERLING & KUPFER

4 L’URAGANO NERO di MARCO PASTONESI edito da 66thand2nd

5 FERRARI REX – BIOGRAFIA DI UN GRANDE ITALIANO DEL NOVECENTO di LUCA DAL MONTE edito da GIORGIO NADA EDITORE – GIUNTI

6 IL GRANDE DET – GIUSEPPE ALIPPI ALPINISTA E CONTADINO: UNA STORIA ITALIANA di GIOVANNI CAPRA edito da CORBACCIO

Nei prossimi mesi, i componenti la “grande giuria” formata da personalità del mondo della cultura, dello sport, del giornalismo, panathleti, librai e bancarellai di tutta Italia, ai quali le sei opere finaliste andranno in lettura, voteranno, a mezzo scheda segreta, nelle mani del Notaio del Premio, il libro che riterranno “il migliore”.
Il vincitore assoluto verrà proclamato a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, sabato sera 15 Luglio prossimo al termine dello spoglio pubblico delle schede pervenute al notaio.
La cerimonia della proclamazione sarà preceduta dall’assegnazione del premio giornalistico “Bruno Raschi” a Claudio Gregori e dalla premiazione dei sei libri finalisti.

Amori, compagne, figli, guadagni e segreti dei rivali di Wembley…

Sabato allo Wembley Stadium di Londra è in programma Joshua vs Klitschko, l’attesa è grande.
Ho già scritto dei due protagonisti. La storia, le statistiche.
Venerdì analizzerò il match.
Oggi voglio parlarvi dei loro amori, di qualche segreto, proviamo a scoprire cosa c’è dietro il campione.

Di Wladimir Klitschko si sa quasi tutto.
È il compagno di Hayden Panettiere, cantante/modella/attrice di origini italiane per parte di padre: Alan.
Legata alla nostra terra al punto da farsi tatuare su un fianco, quando era ragazza, la scritta: “Vivere senza rimpianti“. Peccato però che si sia affidata a un tatuatore distratto che nel proporre il motto ha commesso un errore di ortografia riportando: “Vivere senza rimipianti“. È stato costretta a farselo rimuovere.


L’artista, decisamente piccolina soprattutto in confronto al colosso che ha per compagno, è molto popolare anche in Italia per avere interpretato parti da protagonista in Heroes, Nashville, Scream 4 e nel docu-film Amanda Knox.
Il 9 dicembre del 2014 è nata la loro primogenita, Kaya.


Si sa decisamente meno di Anthony Joshua.
Del resto è stato lui a volere tenere segreta la nascita del primogenito, per poi annunciarla nell’aprile del 2016, quando il bimbo aveva già quattro mesi, attraverso il suo profilo Instagram.


Joseph Bayley Temiloluwa Prince Joshua, chiamato affettuosamente JJ dal campione, ha come mamma Nicole Ousborne (è la pole dancer ritratta sopra), 27 anni. La signora, che ha un piercing all’ombelico, insegna ballo presso la palestra Fitness Femme a Watford. Lei e il piccolo vivono a Finchley, nord ovest di Londra, in un appartamento da 500.000 sterline comprato da Joshua: il campione vuole che mamma e bebè vivano in un posto confortevole.
Il piccolo è nato il 6 ottobre 2015, ha quindi diciotto mesi.


In passato Joshua è stato legato alla modella Cara Delavigne (prima foto sotto) e alla giudice di X Factor UK Rita Ora (seconda foto sotto).

Da sabato saranno tutti più ricchi, anche se già oggi i soldi non sono certo un problema.
Sembra che, da un calcolo fatto sui potenziali introiti della pay per view e dalla condivisione di una parte dell’incasso al botteghino, alla fine le borse dei due sfidanti possano arrivare a 15 milioni di sterline per ciascuno.
Auguri a te e famiglia, così si dice tra persone educate.

Tyson Fury torna in palestra e annuncia: Combatterò l’8 luglio a Londra

Tyson Fury non concede un giorno di tregua.
Ancora un annuncio via Instagram.
Un video in cui ci regala alcune notizie.
Sta andando ad allenarsi a Marbella, in Spagna.
Tornerà sul ring l’8 luglio a Londra nel programma che avrà il match clou nella difesa del titolo Wbo dei medi del suo amico Billy Joe Saunders (24-0) contro Avtandel Khurtsidze (32-2-2), il georgiano residente a New York che Fury chiama scherzosamente Danny De Vito a causa della sua altezza (1.63).
Ovviamente non poteva evitare di aggiungere un commento sgradevole e offensivo: “Ci sono tanti barboni là fuori che hanno bisogno di essere ripuliti e spazzati via.
Ogni riferimento a Joshua, Wilder, Klitschko, Bellew e Ortiz non è assolutamente casuale.
I giornali britannici scrivono che attualmente l’ex campione dei massimi pesa attorno ai 165/170 chili. Un po’ troppi per pensare a un rientro tra meno di tre mesi…