I numeri nella boxe bisogna saperli leggere. Basta con questa storia del 49-0…

Ci risiamo.
I giornalisti americani si stanno agitando
MAYWEATHER JR TREMA,
IL RECORD È IN PERICOLO
Ancora?
Non ero d’accordo quando il mondo dei media che si occupa di pugilato aveva invaso web, giornali, radio e tv con la storia di Floyd Mayweather jr che stava per uguagliare il primato di Rocky Marciano: 49-0.
Non sono d’accordo neppure ora.
I numeri nella boxe hanno un valore solo quando vengono analizzati con spirito critico.
Prendiamo l’uomo che dovrebbe rappresentare un pericolo per Mayweather, a dire la verità per il suo record.


Sto parlando dei campione Wbc dei pesi paglia.
Ha un nome lungo, ma davvero lungo. Questo sì da record: Chayaphon Monsri Wanheng Menayothin. È un tailandese nato il 27 ottobre 1985 a nel distretto di Barabue, nella regione di Maha Sarakham nel nord est del Paese.
Viene da una famiglia povera, davvero povera. Al punto che spesso mancava da mangiare in casa. Lui ha provato a tirare su qualche soldo facendo Muai Thai fin da quando aveva dodici anni. Era bravo, ma non abbastanza da sfamare l’intera famiglia. Poi, per fortuna, ha scoperto la boxe. Ha esordito nel 2007, ha combattuto spesso, è arrivato al match per il titolo contro Oswaldo Nova (sotto il video con i momenti migliori del mondiale e di altri match) il 6 novembre 2014 ed ha guadagnato la prima borsa importante: 43.250 dollari americani. Ha vinto, ha difeso la cintura sei volte e ha portato in banca altra moneta preziosa.
Ha raggiunto la tranquillità economica, ora può anche pensare a divertirsi. Quando non si allena, gli piace giocare a Sepak Takran. Letteralmente calciare la palla, una specie di pallavolo solo che si può toccare la palla (decisamente più piccola di quella del volley) solo con piedi, petto, ginocchia o testa.

Questo piccolo grande uomo, dalle sue parti lo chiamano “il nano gigante della Tailandia” (è alto 1.58 e combatte al limite di 47,627 kg.), oggi ha sconfitto ai punti in sei riprese Jaysever Abcede (13-5) e ha così portato il suo record a 46-0 (17 ko). Ancora tre vittorie e affiancherà Floyd Mayweather jr e Rocky Marciano.
E allora?
Ha sempre combattuto in Tailandia.
Non ha sconfitto grandi nomi.
Ha arricchito il record con match sui sei e otto round anche dopo avere conquistato il titolo.
BoxRec lo mette al numero 59 nella classifica pound for pound.
Che valore avrebbe il suo 49-0?
C’è qualcuno che pensa potrebbe figurare sullo stesso piano del record di Mayweather o Marciano?
C’è qualcuno che crede varrebbe di più dell’87-0 di Julio Cesar Chavez nella prima parte della carriera fino al pari con Pernell Whitaker?
O che sarebbe superiore al 62-0 di Willie Pep prima della sconfitta con Sammy Angott, o al 52-0 di Carlos Zarate prima di perdere con Wilfredo Gomez?
State pure tranquilli, non vi eccitate.
Anche se Chayaphon Monsri Wanheng Menayothin dovesse vincere i prossimi tre incontri, e toccare così quota 49-0, non segnerebbe la grande storia del pugilato.
Come non l’avrebbe segnata Cesar Renee Cuenca anche se non si fosse fermato a 48-0…

“Anche i pugili piangono, Sandro Mazzinghi un uomo senza paura. Nato per combattere” di Dario Torromeo (edizioni AbsolutelyFree, 224 pagine, 15 euro).

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Prima finale a Miami per Caroline, tennista che ama la boxe

Caroline Wozniacki giocherà la sua prima finale del torneo di Miami contro Johanna Konta.
È una simpatica ragazza danese che ama il pugilato
Le piace, per esempio, la boxe. C’è lei che tira pugni nel video del suo sito web. Quando è sotto stress si prepara come un pugile che deve affrontare un campionato del mondo. Ginnastica, corsa, pallone medicinale, pera, sacco, esercizi a vuoto sul ring. Tutto, tranne prendere cazzotti.”
Caroline è una delle protagoniste di “Storie in controtempo“. Un libro per chi ama il tennis, ma anche per chi vuole imparare ad amarlo.

“Storie in controtempo. Federer, Ivanisevic, Serena, Kournikova e… Viaggio senza limiti tra gli eroi del tennis” di Dario Torromeo (Absolutelyfree editore, 324 pagine, 15 euro)

Triste uscita di scena di un grande pugile, re in tre categorie

Mike Sheppard ha 41 anni.
Ha giocato a Football Americano, al college è stato linebaker del Glenville State.
Praticato la kickboxing disciplina in cui ha un record di 2-4-0. Le due vittorie le ha ottenute contro Kevin Powers (1-10-0) e Franklin Edmondson (2-16-0).
È anche un pugile che finora ha collezionato 24 vittorie, 20 sconfitte e 2 pari (4-8-1 negli ultimi tredici match, sei sconfitte per knock out). Ha disputato l’ultimo combattimento a 107 chili (è alto 1.88) il 29 ottobre 2016 quando ha perso per kot a due secondi dalla fine del primo round, dopo aver subito tre conteggi, contro Sergey Kuzmin.

Lavora come matchmaker e come organizzatore. Ma continua a salire sul ring.
Il 13 maggio nel Michigan affronterà James Toney, ex campione dei medi, mediomassimi e massimi leggeri. Da tempo in disarmo.
Toney dal 2011 a oggi ha disputato otto incontri, perdendone quattro tra cui quelli contro Charles Ellis (8-3-1) e Jason Gavern (22-15-4).
Viene da due sconfitte consecutive ed è fermo dall’8 agosto 2015.
Compirà 49 anni questa estate ed ha annunciato che quello contro Sheppard sarà il suo ultimo match.
È alto 1.77 e ha disputato l’ultimo incontro a 106 chili.
Tanto per dare altro lustro alla sfida, ricordo che è in palio il titolo vacante dei massimi World Boxing Foundation. L’ultimo detentore è stato Peter Graham, un signore che abitualmente combatte nelle MMA.

Sento un po’ di tristezza nel vedere l’incapacità dell’ennesimo ex campione a uscire di scena senza percorrere il poco nobile viale del tramonto. James Toney, un artista della difesa, in carriera ha sconfittto: Michael Nunn, Reggie Johnson, Mike McCallum (due volte), Doug DeWitt, Iran Barkley, Charles Williams, Steve Little, Adolpho Washington, Vassiliy Jirov, Evander Holyfield. E adesso si batte, ovviamente senza alcuna telecamera pronta a riprenderlo, contro un signore che nel suo curriculum non ha alcun successo importante da esibire.
È una triste storia che si ripete. Spegnere le luci della ribalta è difficile per qualsiasi protagonista, per un pugile sembra lo sia ancora di più.

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Katie Taylor, pronto il piano che la porterà al titolo

Eddie Hearn ha pronto il piano che dovrà portare Katie Taylor (4-0, 2 ko) al titolo mondiale. Lo ha confessato a boxingnews.

Prossimo match il 29 aprile allo Wembley Stadium, nel programma impegnato sul titolo dei pesi massimi tra Anthony Joshua e Wladimir Klitschko.

Secondo appuntamento a fine maggio/inizio giugno negli Stati Uniti.

Terzo gradino in settembre nel Regno Unito.

E per finire, a novembre e quasi certamente alla 3Arena di Dublino in Irlanda, la sfida per la cintura iridata.

Katie Taylor, che recentemente ha chiesto l’ampliamento a tre minuti dei round per il pugilato femminile, ha vinto l’oro olimpico a Londra 2012 e ha conquistato cinque titoli mondiali tra i dilettanti.

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Bellew campione emerito Wbc. Di emerito il pugilato ha solo la faccia tosta

Il World Boxing Council 2.0, cioè nella versione del secondo Sulaiman: Mauricio, che marcia su ritmi decisamente diversi rispetto al papà, continua a stupirmi. Mi sembra un’azienda molto concentrata sull’espansione del progetto commerciale del prodotto e poco sull’aspetto tecnico/regolamentare.

Ieri ho appreso che Tony Bellew è stato nominato campione emerito dei massimi leggeri targati Wbc. Cosa maledizione voglia dire campione emerito debbo ancora capirlo. Come se non bastassero diciassette categorie con almeno quattro sigle ciascuna, cioè sessantotto cosiddetti campioni del mondo

Da qualche tempo il Wbc si è inventato il campione emerito, come la Wba ha avuto la geniale idea del supercampione. Ma fatemi il piacere!

Con la nuova qualifica Tony Bellew potrà battersi per il titolo di cui detiene la cintura emerita quando vuole.

Come da definizione del vocabolario Treccani, dicasi emerito colui il quale non esercita più il suo ufficio, ma ne conserva il grado e gli onori, e talvolta anche lo stipendio. Chiaro, no?

Bellew ha lamentato un infortunio alla mano, il Wbc anziché concedergli un arco temporale entro cui fare la difesa contro il campione a interim, ha preferito conservare i buoni rapporti con lui (e soprattutto con Eddie Hearn) e ha scelto la soluzione più fantasiosa.

Come se non bastasse, oggi: cioè a tre giorni dal match, il Wbc annuncia che il titolo dei massimi leggeri è vacante e la sfida dell’1 aprile a Dortmund tra Marco Huck e Mairis Briedis sarà valida per il mondiale. Bel colpo signor Mauricio Sulaiman!

La boxe, lo sostengo da tempo, è al di fuori di qualsiasi regola. Anzi, non è soggetta a regole, improvvisa, crea. Si muove tra campioni emeriti, supercampioni, campioni che non difendono il titolo per anni contro un Top Ten, designazioni a sopresa, combattimenti che si rivelano validi per un titolo appena settandue ore prima di realizzarsi.

In questo caravanserraglio ci sta benissimo la rivelazione di Tony Bellew: “Due settimane prima della sfida con Haye ho fatto testamento“. Meraviglioso tocco, degno di un film di Tarantino o di Dario Argento, scegliete voi.

Nel frattempo Eddie Hearn e lo stesso Bellew annunciano i prossimi obiettivi: il titolo Wbo contro Joseph Parker o quello Wbc contro Deontay Wilder. Mi sembra il minimo.

Chiudo citando ancora una volta il vocabolario Treccani che per emerito offre anche un’altra definizione: Nell’uso corrente, l’aggettivo è usato talvolta (per un raccostamento a benemerito) con il significato di egregio, degno, insigne.

Beh, credo proprio che in questa ulteriore specifica si faccia una gran fatica a capire a chi l’aggettivo possa essere accostato. Di emerito, o meglio emerita, il pugilato ha solo la faccia tosta.

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FoxSports presenta la notte della boxe, no-stop con sei grandi match!

Un’occasione per recuperare un match che non siamo riusciti a vedere o per gustarne nuovamente uno che ci è piaciuto tanto.

È l’ennesima offerta che FoxSports fa al popolo della boxe.

Sei grandi incontri con i protagonisti del pugilato di oggi, tutto in una notte.

Appuntamento domani, mercoledì 29 marzo, sul canale 204 del bouquet di Sky: telecronaca di Mario Giambuzzi, commento tecnico di Alessandro Duran.

Una maratona di boxe che comincia alle 20:30 e va avanti fino alle 02:00 circa secondo questo programma:

Ore 20:30
Mondiale Wbc, Wba, Inf pesi medi
Golovkin vs Jacobs
18 marzo 2017

Ore 21:25
Mondiale massimi Wba
Joshua vs Molina
10 dicembre 2016

21:55
Pesi massimi
David Haye vs Tony Bellew
(4 marzo 2017)

Ore 22:50
Mondiale Wbo welter
Manny Pacquiao vs Jessie Vargas
(5 novembre 2016)

Ore 00:00
Mondiale superpiuma Wbo
Vasily Lomachenko vs Nicholas Walters
(26 novembre 2016)

01:00
Mondiale superleggeri Wbc, Wbo
Terence Crawford vs John Molina jr
(10 dicembre 2016)

Katie Taylor chiede riprese da tre minuti anche per le donne…

Katie Taylor prosegue la sua battaglia per dare al pugilato femminile le stesse possibilità di quello maschile, vuole che gli scenari siano identici.

Si è battuta per l’ingresso delle donne alle Olimpiadi ed ha vinto. Londra 2012 ha ospitato i primi Giochi in cui entrambi i sessi si sono sfidati su un ring. E Katie ha vinto l’oro, dopo aver conquistato cinque titoli mondiali.

Ora è diventata professionista. Ha disputato quattro match e li ha vinti tutti, due prima del limite. Ma le sembra che la durata delle riprese limiti la possibilità di esprimersi, penalizzi chi ha maggiore talento o superiore potenza.

Porta ad esempio l’ultima sfida contro Milena Kaleva sul ring di Manchester. Ha messo due volte al tappeto la bulgara, ma non è riuscita chiudere prima del limite.

Due minuti è un lasso di tempo troppo breve. Dobbiamo estendere i nostri match a tre minuti, come accade tra gli uomini. Se la regola fosse già stata in vigore, avrei vinto per ko anziché finire ai punti“.

Il British Boxing Board of Control, per bocca del segretario Robert Smith, ha detto che la proposta è stata presa in considerazione ed entro la fine dell’anno potrebbe anche diventare la regola.

Il dirigente inglese dovrà però vedersela con il regolamento internazionale.

L’European Boxing Union, le nazioni che praticano pugilato femminile, il World Boxing Council hanno tutti riprese da due minuti. Non può essere una sola nazione a cambiare. A meno che non riesca a convincere le altre e a trasformare il regolamento internazionale.

Katie Taylor spera di combattere nella sua Dublino. A fine anno, con un titolo mondiale in palio.

Titolo Silver Wbc dei welter. Uno fa il clown, l’altro lo mette ko (video)

Charles Manyuchi viene dallo Zimbabwe, dove è nato 27 anni fa.
Ha alle spalle una discreta carriera e un record di venti vittorie, tre sconfitte e un pari. Fino a sabato sera non aveva mai perso prima del limite.
Qudratillo Abdugaxorov è un uzbeko di 23 anni. Il suo record recita  11-0, otto successi prima del limite.
Si sono affrontati sabato notte sul ring della OCBC Arena di Singapore, in palio il titolo vacante Silver Wbc dei pesi welter.
È finita dopo 2:56, neppure un round.
Scrivo questa storia non per il nome dei due protagonisti o per la rapida conclusione, nè per la drammaticità del ko o per il valore del titolo.
Scrivo per la dinamica che ha portato al knock out.

Ancora una volta la boxe ha dimostrato di essere una cosa seria, di non perdonare gli istrioni che come tali si muovono ma non hanno titoli per esserlo.
Il ring è onesto, recita così il titolo di un libro del mio amico Domenico Paris. Lo è davvero non solo sulle pagine di un libro.
Manyuchi ha voluto fare il gigione, il simpaticone, lo sbruffoncello, il clown. Chiamatelo come volete. Ed è stato severamente punito.
Complimenti anche all’arbitro, il signor Raymond Chang. Con il pugile dello Wimbabwe chiaramente malfermo sulle gambe, incapace di mettersi in guardia e pericolosamente senza difesa ha dato l’ordine di boxare.
Per fortuna la tragedia è stata evitata.

 

Debutta a 33 anni, dopo tre mesi ha già perso tre volte (due per ko!). Il video…

È accaduto, accade e continuerà ad accadere.
Perché mi meraviglio?

Il fatto è che non mi abiuterò mai all’idea che alcuni pugili servano solo e soltanto ad arricchire i record di giovani promesse, rischiando in proprio. Non solo una sconfitta, spesso molto di più.

Sabato, 25 marzo 2017.

Manchester Arena.

Subito dopo il mondiale tra Jorge Linares e Anthony Crolla si disputa un match tra massimi leggeri. A dirla tutta, il limite sarebbe 90,718, ma il debuttante Lawrence Okolie è più di un chilo sopra.

L’avversario si chiama Geoffrey Cave.
Se Okolie ha meritato titoli e articoli sui giornali, se nel suo passato c’è la maglia della nazionale inglese all’Olimpiade di Rio 2016 e i suoi anni sono solo 24, chi sta dall’altra parte del ring presenta un curriculum decisamente meno attraente.

Cave in luglio compirà 34 anni, eppure da professionista ha disputato soltanto due match perdendoli entrambi: per kot dopo 2:05 contro Nick Parpa e ai punti in 4 round contro Daniel Mendes. Ha esordito a dicembre e oggi, 26 marzo, è già a 0-3-0 con due ko al passivo.

Il nostro uomo al peso aveva segnato appena sopra gli 88 chili ed era decisamente più basso di Okolie che tocca l’1.96. È classificato al numero 57 tra i 59 britannici che combattono nella sua categoria. Peggio di lui soltanto Aaron Lacy che ha perso al debutto e Jason Jones che ha perso sette match su sette.

Originario del Brasile, Geoffrey vive a Londra.

Contro Lawrence Okolie ha perso dopo venti secondi.

Tre colpi in serie ed è finito malamente knock out.

I paramedici lo hanno soccorso, gli hanno dato l’ossigeno e l’hanno rimesso in piedi. Ha raggiunto da solo lo spogliatoio.

Aveva già in programma un altro incontro: il 22 aprile avrebbe dovuto affrontare Mark Little (imbattuto anche lui, 3-0-0). Non potrà esserci, ma statene certi: scontato il fermo per il ko lo rivedremo sul ring, contro un altro pugile in ascesa ansioso di costruirsi un record che faccia effetto.

Mi dicono: è la boxe, ragazzo.

A parte il fatto che a quasi 68 anni non sono certo un ragazzo. C’è anche il fatto che non ero abituato, non mi sono abituato e non mi abituerò mai a queste situazioni. Semplicemente perché sono convinto che i pugni facciano male e con la boxe si dovrebbe essere cauti, molto cauti.

Tennis a Miami, entra in scena la Regina della trasgressione…

Sta per esordire a Miami la numero 1 del doppio mondiale, Bethanie Mattek-Sands. Gioca per difendere la vetta della classifica Wta. Compagnia di doppio Lucie Safarova, con cui lo scorso anno ha vinto in Florida. Rivali di oggi Jelena Jankovc e Taylor Townsend.

Bethanie Mattek è un’altra delle protagoniste del mio libro “Storie in controtempo” (Absolutely Free editore, 324 pagine, 15 euro).